Per la sua conformazione unica, la Liguria è una delle regioni italiane dove il paesaggio determina in modo più evidente il carattere della viticoltura. Qui le montagne scendono rapidamente verso il mare, lasciando poco spazio alle pianure e costringendo la vite ad arrampicarsi su ripidi terrazzamenti sostenuti da migliaia di chilometri di muretti a secco. È una viticoltura spesso definita eroica, capace di trasformare condizioni ambientali difficili in vini di grande personalità. Borghi marinari, antiche repubbliche marinare, castelli medievali e piccoli centri dell'entroterra fanno della Liguria una destinazione turistica che unisce cultura, natura ed enogastronomia, offrendo un mosaico di territori profondamente diversi tra Levante e Ponente.
Il Levante: tra il Magra e le Alpi Apuane
Nel Levante ligure il paesaggio cambia progressivamente man mano che ci si avvicina alla Toscana. La valle del Magra apre lo spazio a una viticoltura più distesa rispetto alle Cinque Terre, pur mantenendo il fascino dei terrazzamenti che risalgono verso le Alpi Apuane. Il particolare microclima, mitigato dal mare e protetto dai rilievi, favorisce da secoli la coltivazione del vermentino, protagonista della denominazione Colli di Luni.
In questo scenario opera LUNAE BOSONI, una delle aziende simbolo della viticoltura ligure contemporanea. I vigneti si estendono dalla pianura del fiume Magra fino ai 300 metri di altitudine, su terreni di origine alluvionale e collinare dove la sostenibilità rappresenta una scelta concreta, attraverso l'impiego di concimi naturali e l'assenza di diserbanti. Il vino che meglio racconta questo territorio è il Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera, nostro Top Hundred 2011 con la vendemmia 2010, affiancato da Colli di Luni Rosso "Niccolò V", ottenuto da sangiovese, merlot e pollera nera, i Vermentino “Cavagino” il Colli di Luni “Albarola”, e un sorprendente Spumante Brut Cuvée Metodo Classico Millesimato “Lunae” da uve albarola e vermentino. Con la brezza della sera merita il Bianco Passito “Nektar”, sempre da uve vermentino. Tuttavia sarà una sorpresa assaggiare anche il raro vino bianco “PadreFiglio”, da uve vermentino.
L’accoglienza qui, lo diciamo subito, è clamorosa e trova il proprio fulcro a
Ca' Lunae, antico casale trasformato in uno dei più interessanti centri di divulgazione del vino ligure. Qui il visitatore trova l'enoteca con vendita diretta, le sale degustazione, un orto, il giardino degli aromi e un
museo dedicato alla tradizione vitivinicola locale, visitabile il venerdì, il sabato e la domenica mattina oppure su prenotazione. Ma le sale e i cortili allestite con tavoli comodi anche per gruppi invitano a fermarsi.
Le
visite guidate e le
degustazioni consentono di approfondire la conoscenza dei Colli di Luni, mentre l'opificio aziendale, dopo l’acquisizione della mitica distilleria artigianale Essentiae di Fiorella Stoppa, rappresenta un'interessante testimonianza della produzione artigianale. L'esperienza può essere completata con il pranzo presso
Ostaia a Ca' Lunae, aperta da martedì a sabato su prenotazione.
Il Ponente: tra la Riviera delle Palme e l'entroterra ingauno
Procedendo verso ovest il paesaggio si apre sulla Piana di Albenga, una delle poche grandi pianure della Liguria, circondata da colline che degradano dolcemente verso il mare. Qui il clima mite, la costante ventilazione e i terreni ben drenati hanno favorito la diffusione di vitigni identitari come pigato, vermentino e rossese.
Poco fuori Albenga si trova
TORRE PERNICE, azienda della famiglia Sartori nata negli anni Cinquanta e sviluppata attorno a un unico vigneto di circa dieci ettari dominato da una torre medievale che dà il nome alla tenuta. Il microclima favorevole permette di ottenere vini che interpretano al meglio le denominazioni della Riviera Ligure di Ponente, dal Pigato al Vermentino fino ai passiti "Oro di Aleramo", ottenuto da pigato, e "Rosa di Aleramo", da rossese. Dal pigato nasce anche una grappa aziendale.
L'
ospitalità costituisce uno dei punti di forza della proprietà: il
wine bar-ristorante propone una cucina dell'entroterra ligure con menu rinnovato ogni mese e abbinamenti dedicati ai vini aziendali, mentre l'
agriturismo dispone di 4 camere e 1 monolocale, ricavati nell'antico casale immerso tra i vigneti. Gli ospiti possono soggiornare nella quiete della campagna, usufruendo della colazione e dei pasti preparati con prodotti locali, vivendo così un'esperienza rurale a pochi minuti dalle spiagge. È come sentirsi a casa.
Sempre nell’Albenganese, la
VITICOLTORI INGAUNI celebra quest’anno (anzi lo ha fatto ieri, martedi 30 giugno) un traguardo particolarmente significativo: i cinquant'anni di attività. La cooperativa nacque infatti il 30 giugno 1976 grazie all'iniziativa di tredici viticoltori che decisero di unire le forze per valorizzare il pigato, vitigno simbolo del territorio.
Oggi la realtà riunisce circa 200 soci, distribuiti tra il Finalese, l'Albenganese, Diano Marina, la Valle del Lerrone e soprattutto la Valle Arroscia, rappresentando uno dei principali punti di riferimento della viticoltura del Ponente ligure. Per celebrare questo importante anniversario è nato
"Tuè76", elegante Metodo Classico da uve pigato che è straordinario e migliora di mese in mese. Ecco l’esito della nostra terza degustazione avvenuta la settimana scorsa con un campione del millesimo 2023:
"colore paglierino brillante; al naso è importante e salmastro, con intensi sentori di oliva e cenni di idrocarburi che tornano netti in bocca. Il sorso è caratterizzato da una vigorosa spada acida, sapidità, una piacevole nota amaricante e una bollicina cremosa”.
Accanto a questa novità si distinguono il Riviera Ligure di Ponente Pigato, il Brut "Piganò", Metodo Martinotti ottenuto sempre da pigato, lo Spumante Brut Rosato "Bollerosa" e il Vermentino della cooperativa, che nel 2024 ha conquistato il secondo posto al concorso nazionale dei Vermentini d’Italia di Diano Castello, dopo una degustazione alla cieca di 140 campioni.
A completare il progetto è arrivata, alla fine del 2025, l'apertura del
nuovo punto vendita aziendale, uno spazio moderno dove è possibile degustare e acquistare l'intera produzione, sia in bottiglia sia sfusa, offrendo un'occasione per conoscere da vicino una cooperativa che da mezzo secolo racconta l'identità vitivinicola del Ponente ligure.