Golosaria si conferma l'osservatorio d'elezione e la casa della migliore ristorazione italiana, capace di raccontare con passione le sue molteplici anime: dalle tavole d'autore agli indirizzi d'alta scuola, fino alle autentiche realtà agrituristiche e alle trattorie veraci.
Sul palcoscenico milanese sfila il vertice dell'ospitalità della Penisola, celebrando i protagonisti che sanno coniugare identità, accoglienza e coerenza gastronomica.
Tra i riconoscimenti più sentiti spicca il tributo alle Trattorie d'Italia: insegne dove la memoria popolare incontra il calore del servizio e in cui gli ispettori della guida ilGolosario Ristoranti hanno vissuto, nel corso dell'ultimo anno, un’esperienza a tavola autenticamente memorabile.
Fatto in casa, come indica il nome. Giuseppe Pucci si è formato in cucine prestigiose (tra cui il Noma di Copenaghen) e oggi esprime il proprio talento in un menu che valorizza i sapori locali. Ci sono tecnica e creatività a valorizzare le prime materie della tradizione. E' possibile anche ordinare per l’asporto.
Piatti imperdibili: antipasto di salumi artigianali; spaghetti alla sarda salata; maccheroni a ferretto con sugo di capretto; gran rag. misto di maiale cirotano; spada aglio, olio e peperoncino. Crostate di ricotta con marmellata di frutta di stagione
L'anima pop del lesso trova in questo splendido e radioso indirizzo la propria celebrazione ideale. La linea gastronomica rinuncia deliberatamente agli antipasti per concentrarsi sui grandi piatti della memoria veronese. Le carni e i carrelli si dimostrano impeccabili, scortati da un servizio affabile e da un'atmosfera conviviale di grande fascino.
Piatti imperdibili: ravioli con il broccolo fiolaro; bigoli con gli asparagi; gnocchi al fondo bruno con panna cotta al pistacchio; carrello dei bolliti e arrosti. Cheesecake al bicchiere
Piccola trattoria di pesce nel cuore di Ortigia, informale e autentica, con cucina a vista e atmosfera vivace che restituisce tutto il fascino del luogo. Servizio rapido e ben coordinato, in un contesto semplice ma accogliente. La cucina convince per freschezza della materia prima, esecuzioni accurate, porzioni generose e una notevole continuità qualitativa su tutta la proposta marinara.
Piatti imperdibili: caponata; spaghetti alle vongole; fritto di pesce; baccalà in umido. Dolce del giorno
Una cornice paesaggistica di raro incanto e l'accoglienza impareggiabile di patron Paolo introducono a un'esperienza di pura eccellenza. I grandi sapori regionali sono celebrati attraverso ingredienti impeccabili e cotture precise. Sale dall'allure storica e un magnifico belvedere estivo si affiancano a una carta dei vini profonda e vantaggiosa.
Piatti imperdibili: lardo di Montagnana; risotto agli asparagi; lasagne gratinate al ragù di anitra e piopparelli; coniglio al forno; gran piatto di arrosto misto con patatine novelle e verdura cotta. Torta Pazientina ripiena di crema con scaglie cioccolato
Nella Bassa Bresciana questo approdo affidabile dove i titolari Nicola e i suoi familiari, originari di Tramonti, preparano pizze buonissime e gustosi piatti della tradizione italiana, selezionando le migliori materie prime con un rapporto diretto con il produttore. Fiore all’occhiello la sorprendente selezione di vini e birre.
Piatti imperdibili: bigoli con acciughe di Cetara; marubini in brodo di carne; fritto di paranza; tonno fresco rosolato ai pistacchi; zuppa di cozze con crostini. Pastiera napoletana; babà al rum
La poesia è quella delle antiche osterie fuori porta, con l’interno scaldato dal caminetto in inverno e il dehors con il glicine per mangiare all’aperto nella bella stagione. Se ne sta in un angolo silenzioso e defilato del Parco Sud, in campagna, davanti a una edicola votiva dedicata alla Madonna. Alla guida ci sono i giovani fratelli Pisani, alfieri orgogliosi della cucina della tradizione lombarda. Cantina interessante. Il conto è di rara moderazione. È indirizzo della nostra predilezione!
Piatti imperdibili: mondeghili; cotechino e rafano; nervetti di vitello e cipolle rosse; risotto alla milanese con ossobuco in gremolada; cassoeula; costoletta alla milanese; cappone nostrano disossato di ripieno di castagne al forno con le patate. Dolci al carrello
Un luogo clamoroso, guidato dal mitico Carmelo e dalla sua famiglia. Al giovedì sera c’è musica folk dal vivo, e noi siamo capitati lì, con 170 persone da servire, sedute nelle sale interne e nel cortile. Insomma, non una sbavatura, nemmeno con la scelta dell’acqua microfiltrata (ma in bottiglia capite?) e poi buone etichette di vino. Abbiamo mangiato benissimo, tutto, persino l’ultimo piatto codificato da Carmelo: le tiricas salate. E poi, come abbiamo sempre scritto: c’è maialetto e maialetto. Qui lo trovate perfetto, grazie a una cottura lenta in forno.
Piatti imperdibili: melanzane alla sassarese; empanadas con carne di maiale; tiricas al profumo di limone con mousse al basilico e granella di pistacchi; trippa alla parmigiana; cordula di agnello con piselli in rosso; chiusoni (gnocchi fatti a mano); maialetto da latte cotto al forno al mirto, con le patate arrosto di Gavoi; pecora al Ghisaddu in rosso. Licaritti col miele
Trattoria latina dal cuore venezuelano, guidata dal celebre chef Sumito Estévez con la moglie Sylvia Sacchettoni, che dall’America Latina si sono trasferiti qui, dopo aver girato mezza Europa a cucinare per le comunità venezuelane sparse per il mondo. In un locale caldo e conviviale nel centro di Chiavari (accanto alla bottega The Best Drink, cara al Golosario), si gusta una cucina autentica e identitaria, che racconta storie di migrazione e ritorni. La carta alterna piatti alla carta e un percorso degustazione. Vini in evoluzione, servizio caloroso e atmosfera gioviale e viva.
Piatti imperdibili: arepa (tigella di farina di mais, croccante fuori e morbida dentro) farcita con pollo marinato, maionese, avocado e coriandolo oppure con pancetta cbt, miele, soia, zenzero, pomodoro datterino e guacamole o, ancora, con pisillo di pesce spada, soffritto criollo, crema di aglio e prezzemolo, annatto; ceviche caraibico con polpo, frutti di mare, cipolla marinata, chips di platano, ketchup artigianale, agrumi, verdure; spaghetti fosforera (zuppa ai frutti di mare caraibica); polvorosa (pasta di grano e burro che racchiude uno stufato di pollo con olive, uvetta e verdure, servita con salsa di pomodori arrostiti); branzino con salsa criolla latina. Negro en camisa (torta cremosa ricoperta da crema inglese aromatizzata al rum)
All'ombra del castello e della chiesa di Alto, questa osteria verace accoglie gli ospiti con un ampio spazio verde antistante e un giardino dove pranzare o cenare nella bella stagione. Gianni Gaibisso, già patron della Locanda dell'Asino di Alassio, ha scelto qui una cucina più essenziale, in sintonia col territorio, dove "molto è fatto in casa": dalla pasta al pane, fino al gelato. Al suo fianco il figlio Giacomo, formatosi al Boscolo Étoile di Tuscania e con esperienze da Da Vittorio e Antica Corona Reale. L'ambiente conserva il carattere rustico della trattoria di paese, mentre la carta dei vini è di buon interesse e accompagna una cucina che guarda alla tradizione. Salite fin quassù: sorpresa.
Piatti imperdibili: cipolle ripiene con verdura, formaggio e pan grattato; brandacujun; tagliatella al tartufo; s’ancui (pasta tipica di Alto fatta di acqua e farina) al ragù di cipolle, pomodoro, noci e nocciole; coniglio alla ligure cotto nel forno a legna con patate; faraona cbt con aglio, timo e rosmarino. Bonet; panna cotta
Locale attivo già nell'Ottocento, quando i trisavoli dell'attuale famiglia aprirono un'osteria per i viandanti accanto al mercato del bestiame, da cui deriva il nome del locale. Negli anni Sessanta Ermes, con i fratelli e la moglie Arduina, raccolse l'eredità della zia Luigia, trasmettendo alle generazioni successive la cultura gastronomica della val Parma. Oggi, alla quinta generazione, questa trattoria a conduzione familiare propone una cucina che recupera le ricette storiche del territorio con un misurato tocco contemporaneo, mettendo al centro le materie prime.
Piatti imperdibili: tagliere Nero con salumi biologici da maiale Nero di Parma; tortelli della Gallina con ripieno di ragù di vitello e pancetta, ortiche e ricotta; vecchia di cavallo (carne di cavallo macinata, pomodoro, peperoni e patate); stufato di pecora Cornigliese. Dolce amore (soffice semifreddo con savoiardi inzuppati nel caffè e nel brandy, crema e amaretti sbriciolati); torta segreta con ripieno di confettura di albicocche e copertura morbida alle mandorle
Locanda “eroica” al confine tra Liguria e Piemonte, gestita con passione dalla famiglia Tava. Maria Grazia, la figlia, coadiuvata dalla madre Giovanna, propone una cucina solida e ispirata dalle contaminazioni tra mare e terra; il fratello Domenico realizza prelibati hamburger con materie prime del territorio; il padre Filippo, musicista ed ex produttore musicale, è l’anima del locale ed è autore di una carta dei vini che stupisce e rivela delle chicche assolute.
Piatti imperdibili: ravioli au tuccu; trofie al pesto; cinghiale con le castagne; hamburger zeneize con burrata, pomodori confit e pesto. Canestrelli col passito; panna cotta