Golosaria si conferma l'osservatorio privilegiato e la casa d'elezione della grande ristorazione italiana in ogni sua sfumatura: ristoranti d'autore, trattorie veraci, tavole di lusso e autentiche realtà agrituristiche. Un patrimonio diffuso che sul palco della rassegna trova puntualmente la sua celebrazione, premiando le eccellenze che meglio interpretano identità, accoglienza e qualità della Penisola.
Tra i riconoscimenti più sentiti spicca quello riservato ai Nuovi Ristoranti – Le migliori tavole dell'anno, dedicato a quelle insegne che fanno il loro ingresso per la prima volta nella guida ilGolosario Ristoranti, selezionate perché capaci di far vivere agli ispettori un’esperienza a tavola davvero memorabile.
Eccezionali! Ha scritto il nostro collaboratore dopo la visita dell'anno. Lontana dalle consuete rotte, questa affascinante struttura storica cela una tavola di ambizioni e realizzazioni eccelse. Il rispetto per le primizie lagunari si traduce in creazioni sempre geniali e chirurgiche nelle esecuzioni. Supportata da una lista dei vini magnifica, è una meta imperdibile e magistrale. Piatti imperdibili: tacos baccalà mantecato, botoi; insalatina di seppie, cremoso alla carbonara, guanciale, fave; spaghettone alle acciughe, burro, limone; ravioli al mascarpone e patate, carpaccio di branzino, la sua bottarga, burro salato ed erba cipollina; filetto d’orata affumicato, cremoso di sedano rapa, asparagi; tonno scottato, botoi in tecia, crema di finocchi arrostiti. Crème brûlée al cioccolato fondente
Ristorante di alta cucina italiana guidato dallo chef Mario Pequini, ospitato nella storica Casa dell’Acqua di Canicattì, recuperata con un elegante intervento di restauro. L’ambiente coniuga fascino storico e raffinatezza contemporanea, mentre il servizio è attento e professionale, coordinato dal maître e sommelier Salvatore Mistretta. Straordinaria la carta dei vini, con una cantina di oltre 1.700 etichette provenienti da tutto il mondo e un’ampia selezione dedicata alla Sicilia.
Piatti imperdibili: gambero rosso di Mazara del Vallo, crema di cicoria e bietole, emulsione di agrumi; calamaro, pomodoro e cappero; fettuccine di semola di grano duro, scampo e zafferano; tagliolini, coniglio e nocciole; black cod, caponata e pil pil; agnello, cipollotto e yogurt. Sfoglia, vaniglia e lampone con estratto di fragola al pepe rosa; granita al limone e ai gelsi con brioche col tuppo
Due fratelli, dopo importanti esperienze professionali, hanno riunito competenza e passione in un progetto che mette il mare al centro della tavola. La cucina colpisce per la rigorosa selezione delle materie prime e per abbinamenti originali, sempre studiati con equilibrio e tecnica. In sala il servizio è sorridente, puntuale e mai invadente, mentre la carta dei vini, essenziale ma ben costruita, accompagna con intelligenza il percorso gastronomico. Una tavola capace di sorprendere a ogni visita e destinata a lasciare il segno.
Piatti imperdibili: gambero viola, estratto di pomodoro, origano fresco; mazzancolla con insalata russa, patate, fagiolini, zucchina; riso, burro acido, fichi, caprino e gamberi viola; busiate trapanesi, totanetti e calamari, ricotta salata e rucola; frittura di paranza del mar Ligure; ombrina alla brace, il suo jus, salsa di nocciole e cucuzza di tenerume; polpetto verace e insalata vastasa. Tiramisù; babà alle amarene
Qui si celebra il connubio tra Piemonte e Sicilia: non semplici contaminazioni di ricette, ma intelligenti rivisitazioni in chiave moderna delle due tradizioni. Il merito è di Max D'Assaro e Manuela Scavino – marito e moglie – al servizio del vostro gusto. In cucina Manuela è autrice di piatti sorprendenti, affiancati dalla mano più classica di mamma Giusy. Basta la bontà di pane e focaccia per essere subito rapiti. In sala si muove con bravura Ilaria, sorella della cuoca, impeccabile nell'accoglienza e alla base di una notevole carta dei vini. Come notevole è il contesto: le ex stalle di Castello Gancia sapientemente ristrutturate: un unico ambiente “caldo”, con mattoni a vista su pareti e soffitto a volte. E dal dehors estivo come è bello ammirare Canelli dall’alto.
Piatti imperdibili: insalata russa fatta “ad arte”; caponata di milinciani; "ricordo d’infanzia" (cassatella fatta in casa ripiena di ricotta di pecora, con sugo di pomodoro e salsiccia grossa al finocchietto selvatico); anelletti alla palermitana al ragù; polpo rosticciato; coniglio Grigio di Carmagnola al forno con peperoni. Bonet cremoso in coppa; cannolo siciliano
Nelle accoglienti sale interne o nella corte esterna, seguiti da un personale simpatico e attento, che ti serve focaccia e pane da premio, va in scena la cucina radiosa del giovane chef Guido Pasquinucci. Anche la carta dei vini dimostra competenza rara e ricerca. Ma da non perdere è la proposta del locale gemello Linfa (piazza Sant’Agostino, 19/a), a pochi passi: insieme formano la corona radiosa.
Piatti imperdibili: mezzovo (tuorlo, pecorino di Pienza, tartufo); saltimbocca di quaglia con cipollotto stufato; ravioli del plin ripieni di finocchiona; rosticciana di maiale crema di patate e cipolle borrettane; coniglio in porchetta con olive, pinoli e agretti. Tiramisù; lattaiolo toscano con fragole e basilico
Nella bassa Bolognese, all’interno di una casa isolata e raccolta, l’osteria Da Alberto unisce tradizione e spunti creativi in un ambiente elegante e curato, con pochi coperti e attenzione ai dettagli della tavola. Alberto Zoccadelli, chef patron lontano dai riflettori, lavora materie prime stagionali di terra e di mare in una proposta costruita con misura. Essenziale ma ben scelta la carta dei vini, accompagnata da un servizio cordiale e attento.
Piatti imperdibili: coppa di testa fatta in casa (anche con polenta fritta); alici panate e fritte; tortellini fatti in casa; tagliatelle strette all’aglio nero con peperoncino su fonduta di Parmigiano; piccione intero alla diavola con contorni di stagione; baccalà con piccante di pomodoro, pesto di olive taggiasche e polvere di capperi. Mascarpone in bianco con mirtilli del Cimone e briciole di biscotti alle mandorle
Affacciato sul mare, in fondo alla nuova darsena, questo ristorante gode di una posizione privilegiata, con una vista che al tramonto regala scorci di grande fascino sull'Adriatico. L'ambiente è elegante ma informale, mentre il servizio è cortese e disponibile. La cucina si distingue per il lavoro sulle frollature e per la valorizzazione del quinto quarto del pesce, interpretato con tecnica e originalità. La carta dei vini non è ampia, ma propone una selezione ricercata e fuori dagli schemi.
Piatti imperdibili: gran crudo di pesci, crostacei e molluschi; seppietta, pancetta di Mangalica e fava tonka, mazzancolle alla brace, fagiolini e alga nori; riso cotto nel forno a legna, tartare di pesci misti e le loro uova; cappelletti vuoti alla panna, ricci di mare e bottarga; trancio di rombo alla brace, asparagi, friggitelli con pesca e albicocca. Torta di rose con crema al whisky torbato
Questo ristorante storico del centro aveva bisogno di recuperare un'anima. Ci è riuscito con l'avvento di Nicola Di Tarsia, autore di una proposta della tradizione italiana arricchita dai classici piemontesi. Grande attenzione alla materia prima per piatti in cui sapori e consistenze si miscelano con equilibrio. L'ambiente è elegante e rilassante, grazie a un servizio che accoglie con il sorriso e segue con professionalità. Carta dei vini che spazia tra Piemonte e Francia, per una sosta ritrovata.
Piatti imperdibili: crudo di ricciola con pomodori, mozzarella di bufala e acciughe di Sciacca; carpaccio di Fassona con salsa della casa; lo spaghetto di Nico; agnolotti tradizionali al sugo d'arrosto; orecchio di elefante; tonno alla plancia con rucola e pomodorini freschi. Gelato al fiordilatte “Il Gramsci”, prodotto in casa, con accompagnamenti
L’ambiente è di grande fascino con volte alte, travi in legno, pavimenti in cotto e camino. A seguire il servizio Alessandra e Manuel Gimari, quest’ultimo autore della straordinaria cantina, ricchissima e ricercata, con molte etichette artigianali e naturali, vero punto di forza del locale. In tavola piatti di cucina italiana tra tradizione e spunti contemporanei.
Piatti imperdibili: carciofo fritto, salsa alla panna, bagna cauda e limone; tortelloni ripieni di latte, riduzione e fondo di vitello al cioccolato; zuppa di cavolo nero, fagioli borlotti, nervetti di vitello e crostini; bollito misto di gallina, cotechino, lingua e biancostato con purea, salsa verde e maionese alla senape; scaloppine di coniglio ripieno al limone, cime di rapa e crumble di pane alla salvia. Tarte tatin di mele con gelato
Nel cuore di una dimora storica del XII secolo appartenuta ai Fortebracci, la Locanda del Capitano accoglie in ambienti eleganti e raccolti dove lo chef patron Giancarlo Polito propone una cucina creativa ma essenziale, profondamente legata al territorio. I piatti giocano su tecnica, leggerezza e pulizia dei sapori, tra richiami alla tradizione e tocchi contemporanei. Importante la carta dei vini. Servizio attento, curato e caloroso. In via Roma 5, il gemello Tipico Osteria dei Sensi (tel. 0769288040).
Piatti imperdibili: trota salmonata con yuzu e caviale di aringa; spaghettone di grano duro con cipollotto alla brace, bottarga di muggine e polvere di nero di seppia; agnello sul suo fondo in crosta di erbe, ginepro, salsa di friggitelli e patata cotta sotto cenere. Tartelletta al gran cru di cioccolato con caramello salato, peperoncino e frutti rossi; pasticciotto alla crema con coulis di visciole selvatiche
Avete presente l’idea di un locale accogliente e riposante? Il Mamìe di Monza è proprio questo: una storia di famiglia partita da Otranto nel 2014 e approdata qui nel 2022. Ai fornelli c’è Maria Rosaria Peluso con una cucina anche marinara attenta alla materia prima; i dolci e i lievitati sono firmati dalla figlia Francesca, mentre papà Fabio Pellegrino cura una sala elegante e una carta dei vini ricca di chicche. Una sosta felice.
Piatti imperdibili: plateau royal di crudi; polpo U-Mamie glassato alla soia, con miso, zenzero e patate; gnocchi di patate, taleggio e tartare di scampi; sfoglia di calamaro con ripieno di molluschi, caviale, sedano rapa, mela; guancia di manzo brasata al Nebbiolo Vajra con mais e giardino di stagione. Pistache (mousse di pistacchio, vaniglia e raspberry)
Un locale lineare e luminoso, dalla mise en place essenziale e con tanto verde (nel senso di piante) alle pareti. Una sosta ideale per un pranzo non impegnativo come una cena di valore. Giuseppe Portanova e la moglie Silvia propongono una cucina del territorio fatta di suggestioni di terra e di mare, in cui gli accostamenti sono realizzati con indovinato divertimento.
Piatti imperdibili: porta n'ova (uova cotte a 83° con fonduta di casciotta di Urbino e tartufo fresco); coniglio in porchetta (risotto affumicato al legno di ciliegio, coniglio, olive marinate e mostarda di mele); quaglia laccata miele e cannella, farcia speziata di frutta secca e arancia con ravanelli all’agresto. Tiramisù, porcini e tartufo (crema al mascarpone, savoiardo bagnato al caffè, terra di funghi porcini, cacao e tartufo nero fresco)
Nel complesso monumentale di Sant’Agostino, a Piacenza, Mauro Brina guida questo ristorante con una cucina personale e raffinata, sintesi di territorio, classicità francese e creatività. L’ambiente moderno ed elegante, con pochi tavoli e cura sartoriale, è ideale per un’esperienza gourmet completa. Servizio impeccabile e carta dei vini curata dal sommelier Nicolò Rusca, tra grandi etichette e piccoli produttori.
Piatti imperdibili: lumache piacentine, funghi di stagione, spuma di polenta taragna; crudité di crostacei, lime, fagiolana di Cerignale; anolini di canapa, Wagyu lodigiano, brodo di terza allo zenzero; tagliatelle con farina di semi di lino, fondo della zuppa di pesce; zuppa di pesci nostrani e crostacei del mar Ligure; ricciola di fondale, insalata alla brace, beurre blanc agli agrumi. Torta di rose con zabaione freddo; monte Penice (mousse di castagne, crema di marroni, frutti rossi, frolla al cacao)
È una delle new entry della nostra guida di cui siamo certi che scriverà pagine importanti. Ed è la creatura di Simone Tricarico, chef di esperienza internazionale, che ha aperto in un angolo di campagna rilassante, non distante dall’abbazia di Morimondo. Nella sala elegante e luminosa, con vista sul giardino, in un’atmosfera serena con mise en place curata, straordinaria cucina contemporanea che unisce tecnica, tradizione e creatività, accompagnata da una carta dei vini ben gestita. Con il direttore Daniele Miceli che guida un servizio professionale e impeccabile.
Piatti imperdibili: carciofo ai carboni con zabaione al guanciale; riso zafferano e vitello alla milanese; ravioli di baccalà al profumo di alloro; trippa fondente con fagioli bianchi e finocchietto; piccione alla brace con topinambur e liquirizia; agnello da latte brasato con caciocavallo e cima di rapa. Pavlova alla rosa con litchi e frutti rossi; soufflé al cioccolato con gelato alla crema e marasca
Potete scoprire tutti i ristoranti provati per voi dal Golosario sulla nuova edizione de ilGolosario Ristoranti 2027