La sedicesima degustazione: il lavoro delle vigne tra Piemonte e Sicilia

Un percorso tra le vigne del Moscato (e dell’Albarossa) e i suoli vulcanici dell’Etna, passando per la Calabria e il Monferrato

09.06.2026

Il lavoro in vigna è anche tribulè (faticare) per dirla alla piemontese. Ma i risultati si sentono. Ce lo conferma una selezione interessante di cantine: La Tribuleira di Santo Stefano Belbo (Cn) per l’appunto, Ceratti di Bianco per un’altra grande interpretazione degli aromatici, Girolamo Russo da Passopisciaro (Ct) considerata una delle capitali dell’Etna dove di vigne che fanno “tribolare” se ne intendono parecchio. Senza dimenticarci una capatina in Monferrato, per una azienda che punta sul “tastabalorda”.

LA TRIBULEIRA - Santo Stefano Belbo (Cn)

La Tribuleira è una piccola azienda a conduzione familiare fondata nel 2000 da Mauro, Daniele ed Elisa Gallo sulle ripide colline di Santo Stefano Belbo. Il nome stesso in dialetto piemontese significa “faticare”, a testimonianza delle sfide e dell'impegno richiesti per coltivare queste vigne storiche e impervie dove la meccanizzazione non è possibile e tutto è frutto di un lavoro manuale.
Il Langhe Nascetta “Lunica” 2024 si presenta paglierino tendente al verde, con un naso graffiante di fiori di zagara e gesso, e una bocca segnata da bella acidità e freschezza. La Barbera d’Asti 2024, dal bel colore rubino, regala un naso caldo di frutta rossa e una leggera nota di mandorla; al palato entra dritta, spinta da una spiccata acidità. Color porpora per il Langhe Nebbiolo “Binei” 2022, che al naso sprigiona sentori di sottobosco e frutta sotto spirito; in bocca si fa apprezzare per la bella trama setosa e un lungo ritorno di liquirizia.

Il vino capace, però, di segnare la distanza sarà il Piemonte Albarossa “Cariò” 2022: ha un colore rubino fitto e impenetrabile. Il naso, coerente, è pieno e intenso, preludio a un sorso ricco, potente, con spiccata acidità e un tannino importante. All’evento dedicato all’Albarossa che si è tenuto alcuni mesi fa a Cavatore, si era distinta in maniera particolare. E questa è stata una conferma. Chiudiamo in dolcezza con il Moscato d’Asti 2025: dal colore paglierino bianco carta, sfoggia un naso finissimo e floreale di fiori d'arancio e glicine, con una bolla appena accennata per un sorso immediato.

CERATTI - Bianco (Rc)

Le origini della cantina risalgono ai primi del Novecento, con un percorso di crescita portato avanti nei decenni prima da Umberto Ceratti, dal figlio Pasquale e dal nipote Umberto. La proprietà si colloca lungo la suggestiva costa ionica calabrese, un contesto ambientale ancora integro e di grande valore naturalistico. Il Calabria Bianco “Rudina” 2024, greco bianco in purezza, regala note speziate ed evolute, mostrandosi pieno al palato e chiudendo con nitidi sentori di frutta concentrata. Particolare il Calabria Rosato “Efebo” 2024, calabrese nero al 100%, ha colore ambrato, al naso è complesso, con effluvi di rosa e caramello, mentre l'assaggio è dritto, secco e piacevolmente amaricante.


Davvero affascinante il Greco di Bianco Vino Passito 2014, che si presenta con un caldo color arancio e profumi di uva sultanina, castagna essiccata e fungo. In bocca è un vino "antico", pieno ed elegante, arricchito da una nobile nota marsalata.

GIROLAMO RUSSO - Passopisciaro (Ct)

L’azienda si estende sul versante nord dell’Etna, tra i 650 e i 780 metri, con 18 ettari di vigneti coltivati ad alberello e circondati da noccioleti e uliveti. Rifondata nel 2005 da Giuseppe Russo in onore del padre Girolamo, la cantina opera in regime biologico valorizzando vigne antiche, per lo più centenarie. La lavorazione manuale e la vinificazione separata per singola contrada mirano a esaltare i profondi e variegati caratteri impressi nel suolo vulcanico.
L'Etna Bianco “Nerina” 2024 (da uve in prevalenza carricante), di colore paglierino tendente all'oro, svela profumi di fiori di zagara, terra bruciata e miele. In bocca spicca per un'acidità lunga e persistente che accompagna un sorso sapido. L'Etna Bianco “Feudo” 2023 (da uve carricante) si presenta con un colore oro pieno e note distese di frutta candita e ginestra; al palato è un vino potente, strutturato e sostenuto da una bella acidità. L'Etna Rosato 2025 (nerello mascalese), offre un naso fine ma intenso, dominato da un agrume spiccato e richiami di macchia mediterranea, seguiti da un'acidità immediata al palato.

Tra i rossi, l'Etna Rosso “ ‘a Rina” 2024 (nerello mascalese 90% e nerello cappuccio 10%) ha un colore rubino trasparente e un profilo olfattivo fine ed elegante, dove la fragola si intreccia a note di sottobosco che si fanno largo, per un assaggio disteso ed equilibrato. L'Etna Rosso “San Lorenzo” 2022 (nerello mascalese e piccole percentuali di nerello cappuccio) sfoggia un naso diretto e terroso, arricchito da carruba, noce e un tocco di cioccolato leggero; in bocca entra potente e pieno, ma con un tannino estremamente setoso. Chiude l'Etna Rosso “Feudo” 2022 (nerello mascalese e piccole percentuali di nerello cappuccio), che fin dalla prima occhiata si mostra di un rubino più concentrato; il naso è anch'esso più ricco e fruttato, con golose note di liquirizia e caramella mou.

F.LLI OMEDÈ - Castell’Alfero (At)

La cantina Fratelli Omedè è il progetto artigianale di Emilio e Gabriele, nato tra le colline del Monferrato. L'obiettivo primario è quello di ridare voce ai vitigni tradizionali del territorio, in particolar modo al grignolino, l’uva su cui hanno deciso di puntare per il lancio della loro azienda. Il Piemonte Grignolino “Gino - come baciare il vento” 2024 ha il tipico colore rubino trasparente, offrendo al naso immediati piccoli frutti, sentori di pepe nero e carruba. In bocca rivela la sua natura scalpitante: è tannico e leggermente disarmonico, nel pieno e verace stile del grignolino. Il Grignolino d’Asti 2024 presenta un colore rubino più spiccato e un accattivante naso di amarena. Al palato si fa notare per un tannino fine e un ottimo equilibrio generale.


Gli altri assaggi

VITICOLTORI INGAUNI - Albenga (Sv)
Torniamo ad assaggiare questo Metodo Classico Pas Dosè “Tuè76” 2023 che si riconferma grandissimo: mostra un colore paglierino brillante; al naso è importante e salmastro, con intensi sentori di oliva e cenni di idrocarburi che tornano netti in bocca. Il sorso è caratterizzato da una vigorosa spada acida, sapidità, una piacevole nota amaricante e una bollicina cremosa. Lo abbiamo assaggiato a tre riprese, e questo ultimo assaggio anticipa i festeggiamenti dei 50 anni della Cantina previsto per il 30 giugno.

BRANDOLINI - San Damiano al Colle (Pv)
Brandolini si conferma anche con questo rosè un grande interprete della spumantistica, già premiato con il Top Hundred nel 2019 per il suo OP Pinot Nero Pas Dosè Metodo Classico “Luogo d’Agosto”. E ancora una volta è questo mese centrale dell’estate a ispirarlo per l'Oltrepò Pavese MC Pinot Nero Extra Brut Rosè “Note D’Agosto” che ha un color buccia di cipolla e un naso fine, speziato e floreale di lavanda. In bocca rivela una bella cremosità, bilanciata da un'acidità finale che persiste a lungo.
PELLEGRINO 1880 - Marsala (Tp)
Il Pantelleria Bianco “Bianco di Venere” 2025 si veste di un paglierino chiaro e sprigiona note aromatiche di arancia, frutta candita ed erbe officinali; in bocca si rivela amaricante, con una buona acidità e un profilo aromatico persistente anche al palato.
VENTURINI - San Pietro in Cariano (Vr)
L'Amarone della Valpolicella “Campomasua” 2019 si presenta con un colore pieno e fitto, anticipando un naso balsamico e con sentori di cuoio. L'assaggio è ricco, pieno ed equilibrato, sostenuto da un tannino molto fine. Un grande Amarone che conferma il nostro entusiasmo registrato alle Anteprime, dove spiccava, anche se non ancora in commercio, il millesimo 2021.

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