Il lavoro in vigna è anche tribulè (faticare) per dirla alla piemontese. Ma i risultati si sentono. Ce lo conferma una selezione interessante di cantine: La Tribuleira di Santo Stefano Belbo (Cn) per l’appunto, Ceratti di Bianco per un’altra grande interpretazione degli aromatici, Girolamo Russo da Passopisciaro (Ct) considerata una delle capitali dell’Etna dove di vigne che fanno “tribolare” se ne intendono parecchio. Senza dimenticarci una capatina in Monferrato, per una azienda che punta sul “tastabalorda”.
La Tribuleira è una piccola azienda a conduzione familiare fondata nel 2000 da Mauro, Daniele ed Elisa Gallo sulle ripide colline di Santo Stefano Belbo. Il nome stesso in dialetto piemontese significa “faticare”, a testimonianza delle sfide e dell'impegno richiesti per coltivare queste vigne storiche e impervie dove la meccanizzazione non è possibile e tutto è frutto di un lavoro manuale.
Il Langhe Nascetta “Lunica” 2024 si presenta paglierino tendente al verde, con un naso graffiante di fiori di zagara e gesso, e una bocca segnata da bella acidità e freschezza. La Barbera d’Asti 2024, dal bel colore rubino, regala un naso caldo di frutta rossa e una leggera nota di mandorla; al palato entra dritta, spinta da una spiccata acidità. Color porpora per il Langhe Nebbiolo “Binei” 2022, che al naso sprigiona sentori di sottobosco e frutta sotto spirito; in bocca si fa apprezzare per la bella trama setosa e un lungo ritorno di liquirizia.
Le origini della cantina risalgono ai primi del Novecento, con un percorso di crescita portato avanti nei decenni prima da Umberto Ceratti, dal figlio Pasquale e dal nipote Umberto. La proprietà si colloca lungo la suggestiva costa ionica calabrese, un contesto ambientale ancora integro e di grande valore naturalistico. Il Calabria Bianco “Rudina” 2024, greco bianco in purezza, regala note speziate ed evolute, mostrandosi pieno al palato e chiudendo con nitidi sentori di frutta concentrata. Particolare il Calabria Rosato “Efebo” 2024, calabrese nero al 100%, ha colore ambrato, al naso è complesso, con effluvi di rosa e caramello, mentre l'assaggio è dritto, secco e piacevolmente amaricante.
L’azienda si estende sul versante nord dell’Etna, tra i 650 e i 780 metri, con 18 ettari di vigneti coltivati ad alberello e circondati da noccioleti e uliveti. Rifondata nel 2005 da Giuseppe Russo in onore del padre Girolamo, la cantina opera in regime biologico valorizzando vigne antiche, per lo più centenarie. La lavorazione manuale e la vinificazione separata per singola contrada mirano a esaltare i profondi e variegati caratteri impressi nel suolo vulcanico.
L'Etna Bianco “Nerina” 2024 (da uve in prevalenza carricante), di colore paglierino tendente all'oro, svela profumi di fiori di zagara, terra bruciata e miele. In bocca spicca per un'acidità lunga e persistente che accompagna un sorso sapido. L'Etna Bianco “Feudo” 2023 (da uve carricante) si presenta con un colore oro pieno e note distese di frutta candita e ginestra; al palato è un vino potente, strutturato e sostenuto da una bella acidità. L'Etna Rosato 2025 (nerello mascalese), offre un naso fine ma intenso, dominato da un agrume spiccato e richiami di macchia mediterranea, seguiti da un'acidità immediata al palato.
La cantina Fratelli Omedè è il progetto artigianale di Emilio e Gabriele, nato tra le colline del Monferrato. L'obiettivo primario è quello di ridare voce ai vitigni tradizionali del territorio, in particolar modo al grignolino, l’uva su cui hanno deciso di puntare per il lancio della loro azienda. Il Piemonte Grignolino “Gino - come baciare il vento” 2024 ha il tipico colore rubino trasparente, offrendo al naso immediati piccoli frutti, sentori di pepe nero e carruba. In bocca rivela la sua natura scalpitante: è tannico e leggermente disarmonico, nel pieno e verace stile del grignolino. Il Grignolino d’Asti 2024 presenta un colore rubino più spiccato e un accattivante naso di amarena. Al palato si fa notare per un tannino fine e un ottimo equilibrio generale.
VITICOLTORI INGAUNI - Albenga (Sv)
Torniamo ad assaggiare questo Metodo Classico Pas Dosè “Tuè76” 2023 che si riconferma grandissimo: mostra un colore paglierino brillante; al naso è importante e salmastro, con intensi sentori di oliva e cenni di idrocarburi che tornano netti in bocca. Il sorso è caratterizzato da una vigorosa spada acida, sapidità, una piacevole nota amaricante e una bollicina cremosa. Lo abbiamo assaggiato a tre riprese, e questo ultimo assaggio anticipa i festeggiamenti dei 50 anni della Cantina previsto per il 30 giugno.