Possiamo dire che questo luogo ameno, bellissimo, voluto da Giovanna Vischioni con accanto il grande chef Lorenzo Bernardini, lo abbiamo visto nascere. Sia la sala ristorante elegante, curata, accogliente, ricca di ninnoli e quadri, sia le camere che ora sono 19. E abbiamo visto anche l’avvicendarsi dei vari chef, che hanno affiancato Lorenzo, uno che raggiunse la stella Michelin, nel locale dove lo conoscemmo, a La Thuile (a cavallo fra i due secoli), dopo la sua esperienza a Cavalese.
Per me Lorenzo è rimasto il campione imbattuto del perfetto abbinamento cibo-vino. Detto questo, da neanche qualche settimana è cambiato decisamente il passo, perché in cucina sono arrivati due giovani chef: Michele Rizzato che proviene dalla Speranzina di Sirmione e Francesco Quadalti, che curava la cucina dell’Acquariva di Padenghe del Garda. E poi il maître e sommelier nella figura di Alberto Zocca, che qualche mese fa avevamo incontrato al Miramonti l’Altro. Un trio decisamente importante e motivato, sotto i 30 anni, che un mercoledì sera ho messo alla prova, portando a casa la conferma della corona radiosa che da tempo detiene Il Muliner.
Nel menu che porgono c’è poi un incipit programmatico:
“Al Muliner la semplicità è un’arte”. Si parte dunque dando un occhio alla
carta dei vini, che è come sempre originale e ricca di etichette da intenditori, dove la mano del direttore artistico, Lorenzo Bernardini, ancora si sente. E c’è da divertirsi. Si può scegliere à la carte oppure fra il menu dell’Orto (60 euro) e il Degustazione (80 euro).
Per tutti gli
amuse bouche della cucina, ghiotti, che danno il tocco a quello che arriverà in tavola.
Ora, gli antipasti hanno la curiosità della tartare di asina alla carbonara (18 euro) accanto uovo croccante, scaloppa di foie gras e torcione di capesante. Ma noi abbiamo voluto iniziare con la
zuppa Imperiale in brodo di cappone (euro 18) eccellente,
prima di assaggiare gli
gnocchi di barbabietola con blu di capra & senape (20 euro)
e i
cappelletti gratinati alla moda di Artusi (22 euro). C’erano anche gli agnolotti di pasta al cacao e il risotto giallo con ossobuco di cervo (22 euro).
Ai secondi due grandi piatti: la
rolatina di capretto da latte con patate arrosto e ristretto di Tuchi
e il
manzo all’olio espressionista dedicato alla vena artistica di Lorenzo.
Superbo, da provarlo assolutamente finché sarà in carta, è il
carciofo alla Giudìa realizzato con recioto, spuma di pecorino e mentuccia. Tutti a 26 euro, tranne il filetto di vitello in pochetta (28 euro), il controfiletto di agnello (30 euro) e il branzino (30 euro).
Si chiude coi dolci: la
tarte tatin di mela campanina con gelato alla vaniglia (10 euro),
la
cheesecake al limone con capperi e olio evo (12 euro)
e la
Chocolate Obsession (12 euro) con consistenze e sfumature di cioccolato.
Che dire? Sono stato nel luogo più bello del Garda, che purtroppo è ancora sconosciuto ai più e forse anche ai guidaioli che se la tirano. Ed è un peccato, perché qui il rapporto qualità/prezzo è da campioni. E questi ragazzi, che sono felicissimi di avere a disposizione un orto tutto loro, hanno tutte le intenzioni di crescere ancora.
P.s. Però l’acqua microfiltrata in un posto come questo non sta bene, no?
Moscatello & Muliner
Loc. Moscatello, 5
Pozzolengo (BS)
Tel. 030 91 8521