Il 17 è da sempre considerato un numero sfortunato, accompagnato da superstizioni e timori. Eppure, a giudicare dai risultati della nostra diciassettesima degustazione (scritta il 17), per noi è stato un vero e proprio amuleto con alcune belle scoperte (tra cui la nuova cantina della famiglia Walch e le Bertole in Veneto) oltre a diverse belle conferme, dall’Alto Adige all’Abruzzo fino alla Sardegna.
Fondata nel 1907 come cooperativa, è oggi una realtà consolidata nel panorama vitivinicolo dell'Alto Adige. Attualmente, la cantina conta 320 soci che conferiscono le uve per una produzione di circa 2 milioni e mezzo di bottiglie all'anno. Dal 2024 il controllo qualitativo è affidato all'esperienza dell'enologo Jakob Gasser.
Tra i prodotti più rappresentativi spicca il Sauvignon "Sanct Valentin", premiato già nella prima edizione dei Top Hundred nel lontano 2002. Riassaggiato nell’annata 2025 si presenta con un colore paglierino brillante. È un Sauvignon da manuale, molto fine, che al naso sprigiona eleganti profumi di salvia e menta. In bocca offre esattamente ciò che ci si aspetta: è elegante, aromatico, asciutto e sapido, supportato da un'acidità lunga. Molto interessante anche il Sudtirol Alto Adige Weissburgunder Pinot Bianco “Schulthaus” 2025, dal colore paglierino e un naso finissimo dove spiccano liquirizia e menta. Al sorso è vellutato e si chiude con una piacevole nota leggermente amaricante.
Il nome dell’azienda deriva dal primo vigneto di proprietà, identificato nelle storiche mappe catastali e situato nella prestigiosa zona del Cartizze. La storia di Le Bertole inizia ufficialmente nel 1997 con Gianfranco Bortolin e sua moglie Viviana, eredi di una passione che si tramanda da tre generazioni, e prosegue oggi con la quarta generazione rappresentata da Davide e Maria. L’azienda possiede 18 ettari di vigneti tra cui spiccano quelli dalle forti pendenze nella zona del Cartizze.
Il Valdobbiadene Prosecco Superiore dry millesimo 2025 Supreme è di colore paglierino, con una spuma generosa e persistente. Il naso è invitante, con chiari richiami alla mela grattata e agli agrumi. In bocca si fa notare per una piacevole e bella tensione. Salendo in eleganza troviamo il Valdobbiadene Prosecco Superiore dry Cartizze, che al naso offre note agrumate e minerali. In bocca ha una spada più consistente che lo rende decisamente avvolgente. Quindi, il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry si presenta paglierino, con un naso agrumato e una leggera speziatura; in bocca è diretto e leggermente amaricante.
Julia e Karoline Walch, alla guida insieme alla madre Elena della celeberrima cantina altoatesina, hanno deciso di puntare anche sul vicino Trentino inaugurando la cantina Moncalisse. Situata a Civezzano, a 600 metri di altitudine alle pendici del Monte Calisio, questa cantina (frutto di un investimento di 8 milioni di euro) punta sul Trentodoc sfruttando un appezzamento storico di vecchie viti di chardonnay coltivate a pergola.
Il Trentodoc Extra Brut Millesimato Riserva 2019 sfoggia un colore oro e un naso intenso che evoca foglia bagnata e cenni balsamici di macchia mediterranea. In bocca è pieno, dotato di grande corpo e di un'acidità decisamente marcata. Straordinario il Trentodoc Extra Brut Blanc de Blancs Riserva “Montis Arcentarie” 2017: fin dal naso denota una grande eleganza, regalando profumi fini di foglie bagnate, noce e fiori. Al palato è cremoso, pieno e molto elegante, sorretto da un'acidità lunga e persistente.
Nel cuore di una delle zone più vocate per il Cannonau di Sardegna, la sottozona del Nepente di Oliena, sorge la realtà familiare Iolei. Da tre generazioni la famiglia coltiva con amore varietà autoctone. Dal 2015 l’enologo Antonio Puddu, affiancato dalle sorelle Chiara e Sara e dai genitori, porta avanti l'azienda che produce circa 60.000 bottiglie all'anno. I loro vini descrivono appieno la bellezza di Oliena, luogo i cui nettari furono celebrati perfino da Gabriele D’Annunzio.
Questa tenuta abruzzese trova dimora alle pendici del monte Majella, in una posizione invidiabile che le garantisce un microclima ideale tra la montagna e il mare Adriatico. Iniziata nel 1995 da Camillo Lamadetto, l'azienda dispone oggi di una cantina di 5.000 metri quadrati incastonata nella roccia e 60 ettari di vigneti a lotta integrata. Oggi è guidata dal figlio Gaetano insieme all'amministratore Rocco Cipollone. L'azienda vanta già un Top Hundred già nel 2002 con il Montepulciano d’Abruzzo “Margae”. Per noi questa volta una ricca panoramica che inizia dai bianchi autoctoni.
Il Terre d’Abruzzo Passerina 2025 si presenta paglierino chiaro. Il naso è intenso, caratterizzato da note verdi di cardo, cuore di carciofo, erbe officinali e sbuffi balsamici. L'ingresso in bocca è morbido, sostenuto da un'acidità fine e da una leggera scia tannica. Il Terre d’Abruzzo Pecorino 2025 ha un colore che tende all'oro e profumi in cui spiccano le erbe aromatiche, in particolare menta e alloro. In bocca eccelle per sapidità ed equilibrio. Bene il Trebbiano d’Abruzzo 2025, paglierino, dal naso fine di erbe e cedro. Ha corpo e un'acidità molto fine. Il Trebbiano d’Abruzzo “Ursonia” 2021 vira verso un affascinante colore oro antico. Il naso è elegante, con una leggera affumicatura che si intreccia a zafferano e spezie. Al palato è vellutato, setoso, leggermente amaricante e delicatamente tannico.
La famiglia Costantini lavora la vigna sin dal 1910 contando su un microclima, diviso tra il Gran Sasso e l'Adriatico, e su una struttura produttiva moderna al centro della proprietà.
Il Pecorino d’Abruzzo Colline Pescaresi Superiori 2023 è un vino dal colore paglierino chiaro. Al naso porta chiari sentori di frutta matura, mentre in bocca è pieno, leggermente amaricante e si fa apprezzare molto proprio per la sua piacevole rusticità. Il Cerasuolo d’Abruzzo Colline Pescaresi Superiore 2025 splende di un rubino brillante. Offre un naso fine di ciliegia e un sorso di gran corpo, supportato dalla giusta acidità.
Dopo l’ottima impressione ricevuta con l’assaggio del Grignolino Monferrato Casalese 2023, abbiamo chiesto di assaggiare il 2025 in uscita e prelevato direttamente dalla botte. Un campione molto promettente nonostante la giovane età. Al naso sono in divenire le note fruttate e floreali oggi messe ancora in ombra dal carattere vinoso, al palato però già sorprende per il suo corpo: è pieno, sostenuto da un tannino fine ed estremamente elegante. Con la Barbera, questa cantina sale agli onori della miglior selezione del Golosario.
Una cantina che ha fatto della Barbera la sua bandiera (oltre che dello strepitoso Uceline) ma capace anche di far scuola con il Monferrato Nebbiolo “Iollarum” 2023. Ha un colore rubino trasparente, il naso è decisamente ampio, marcato da una speziatura di anice e da golose note di cioccolato. In bocca entra avvolgente, denso e pieno, per poi chiudersi in un finale dove l'acidità si fa leggermente più vivace.