Kebastard, il kebab gourmet che rigenera Catania partendo dal basso

Dimenticate il solito cibo da asporto: nel nuovo locale di Andrea Graziano e di Abdallah Dadi la tradizione siciliana incontra il Medio Oriente

29.06.2026

Sarà l'energia dell'Etna che impregna la sua Catania, ma decisamente Andrea Graziano è un imprenditore vulcanico. Founder di "Sale", la pizzeria innovativa nella città etnea che, pioniera, ha reinterpretato la cucina tradizionale siciliana con ingredienti di filiera corta dalla cui esperienza è nato il brand da Catania a Palermo a Milano,"Fud Bottega Sicula ", il primo locale del Sud Italia che ha proposto hamburger gourmet con materie prime isolane. E Andrea Graziano continua a fare "scruscio" alias, rumore, in lingua vernacolare. Una ne pensa e cento ne fa: a maggio ha aperto "Kebastard", usando quel tipico calembour che è ormai il suo marchio di fabbrica, a piazza Giuseppe Sciuti, nel cuore del centro storico catanese, insieme ad Abdallah Dadi, giovane tunisino arrivato in Italia in fuga dal regime.

È un locale che unisce e racconta luoghi lontani, ma uniti dalla cottura allo spiedo sul fuoco e dalla panificazione ancestrale. Ma prima di entrare nel locale firmato dall'architetta Fatima Costa che nel design si fa interprete dell'anima multiculturale del progetto, a colpire è il contesto. Un non luogo abbandonato al degrado che oggi, grazie a un intervento di ri-generazione urbana ha acquistato la sua dignità di luogo simbolo di rinascita. Una piazza che è tornata a essere frequentata, vissuta e che è parte integrante del racconto di "Kebastard", con le sue saracinesche decorate dalla street artist catanese Chiara Abramo.

Non solo una nuova realtà gastronomica, ma un progetto socio-culturale che parte dal basso, coinvolgente e inclusivo, un intreccio di vite, di speranze e di visioni tra Andrea Graziano e il suo socio, Abdallah Dadi.
«KEBASTARD si rivolge a una generazione abituata alla contaminazione culturale, molto più sensibile all’autenticità che alla perfezione – dice l'imprenditore catanese – Ma, come spesso accade nei progetti radicali, la sua natura è trasversale: parte da un cibo popolare, spesso banalizzato, e gli restituisce spessore. Così KEBASTARD sceglie di affermare una visione precisa e riconoscibile e restituisce complessità a un prodotto spesso semplificato, trasformandolo».

Abdallah Dadi, nato in Tunisia, è arrivato in Italia ancora minorenne in fuga dal regime di Zine El Abidine Ben Ali. Trova nella cucina il suo spazio, il suo linguaggio, la sua direzione. Cresce tra studio, lavoro e confronto continuo, entra giovanissimo nell’orbita di Graziano e si costruisce nel tempo una solidità professionale fatta di esperienza, disciplina e collaborazioni con grandi nomi della ristorazione nazionale.

«Quando sono arrivato in Italia non parlavo la lingua, non conoscevo nessuno. Ma in cucina è stato tutto più chiaro. Il fuoco, la carne, il pane: questi non hanno bisogno di traduzione, sono il linguaggio più antico che esista. Ed è lì che ho trovato il mio posto. Non mi sono mai sentito completamente di un Paese solo ed essere in mezzo significa avere più punti di vista, più sapori, più possibilità. Kebastard nasce anche da questo: dall’idea che l’incrocio non è una mancanza, è una risorsa» afferma Abdallah Dadi, business partner e co-proprietario di Kebastard.

Mettetevi comodi e senza passaporto si viaggia in quattro continenti. Il menu attraversa Mediterraneo, Medio Oriente, Asia e Messico, con pita fatta a mano, cotture alla brace e ingredienti siciliani come sesamo di Ispica, aglio rosso di Nubia, lo Za’atar con sommacco siciliano, erbe spontanee di Enrico Russino, lo yogurt di bufala e cosacavaddu ibleo dell’azienda Bubalus, la provola delle Madonie dell’azienda Invidiata.
L'idea di fondo è che l'identità siciliana sia storicamente il risultato di contaminazioni culturali: per questo il nome "Kebastard" richiama l'incrocio di tradizioni diverse e lo trasforma in un valore positivo.
Il format è asciutto e lascia spazio al gusto e all’esperienza: niente servizio al tavolo. Si ordina, si ritira, si mangia. Nel menu, bevande no alcol come la kombucha integrano la proposta di birre artigianali e drink analcolici.

Regola numero uno: dimenticatevi il tradizionale kebab perché, in questo locale al cui interno dialogano geometrie pop e artigianali, tra il lampadario che diventa un mercato di spezie sospeso sul soffitto e tubi industriali che convivono con elementi artigianali interamente realizzati a mano, è il piatto simbolo di culture diverse.

L'offerta gastronomica comprende diverse interpretazioni del kebab (doner, shawarma e versioni vegetariane), con ingredienti in gran parte siciliani e lavorazioni artigianali, come le pite fatte a mano e la cottura su pietra lavica.

Un menu che oscilla tra i 15 e i 30 euro dove il piatto cult è il Black Shawarma con manzo marinato 12 ore e speziato alle erbe, servito con yogurt di bufala aromatizzato, aneto, sommacco, salsa Bastard (peperoncino, peperone e pomodoro), limone bruciato, misticanza , prezzemolo e cavolo rosso fermentato (10 euro). Decisamente un piatto inusuale visto che quasi tutti i negozi di kebab cucinano pollo e tacchino.
Qui il gusto porta lontano sì con le influenze mediorientali della marinatura alle inserzioni di verdure all’interno che raccolgono gli umori della carne e li rilasciano al momento del taglio, quando si gustano dentro la pitta artigianale in abbinamento agli altri ingredienti "nostrani". Con il cavolo rosso fermentato preparato dai cuochi, la salsa di yogurt artigianale di Bufala Ragusana o la salsa Bastard che è un mix di verdure arrostite affumicate al barbecue e poi mixate insieme per dare alla preparazione un gusto vegetale e piccante.

Un salto in Giappone con gli yachitori di pollo con cipollina bruciata, marinati e laccati con salsa Teriyaki, sesamo e miele (7 euro) e si fa tappa anche in Messico con i tacos per tutti i gusti.

Il dolce è un omaggio all'Italia e molto oltre con le flautas ripiene di crema gianduia con nocciole e zucchero a velo (7 euro). Kebastard, con dodici posti interni e 30 esterni, aperto dal lunedì al venerdì dalle 18:00 alle 02:00 e sabato e domenica dalle 12:00 alle 02:00, è un "altrove" carico di umanità. (provato il 4 giugno 2026)

KEBASTARD

piazza Sciuti, 9/10 – 10A
Catania
Tel. 0952468119
hello@kebastard.com

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