Trenta posti dentro, il bancone affacciato sulla cucina a vista e uno spazio che sembra respirare insieme agli ospiti, allargandosi e restringendosi a seconda dei flussi della serata. Kadeh Meze Wine Bar, nel cuore del centro storico torinese, è uno di quei locali che non fanno dell’“etnico” una bandiera, ma una materia viva da modellare.
Il titolare,
Stefan Kostandof, arriva da Istanbul a Torino per laurearsi in Economia e, nel frattempo, anche per mettere le mani in pasta in cucine importanti tra cui La Limonaia ed El Beso. Quando si è sentito pronto ha aperto il suo locale, in una zona della città dove l’internazionale è la norma, ma dove una proposta così poco convenzionale resta un’eccezione felice. Soprattutto ora, quando da poco c'è al suo fianco
Remo Girardi, brasiliano di origine ma ormai torinese d'adozione visti i suoi trascorsi cittadini a Del Cambio e a Luogo Divino. Anche lui qui a contribuire alla "confusione" delle tradizioni.
Il cuore pulsante del menu sono le
meze, piatti “di casa” pensati per essere condivisi: si può costruire un percorso tutto vegetale, uno misto o spingere decisamente sulla carne, oppure proseguire con piatti singoli tra primi, secondi e dolci. A fare da filo conduttore sono le
spezie: controllate, mai urlate, usate con intelligenza e un guizzo di imprevedibilità. Sono loro, più di ogni altro elemento, a segnare (o meglio, a confondere) il confine aromatico tra Mediterraneo occidentale e Anatolia del Bosforo.
Missione pienamente riuscita, per esempio con il
Girit Ezme, pesto di Creta (vedi foto sopra) o con
Havuç Tarator,
carote con yoghurt e noci
ma soprattutto, a parer nostro, con
Cig Kofte,
salsiccia con pesto piccante, che conquista avvolta nella foglia di insalata da addentare come un panino speziato e succoso.
Gli
Yogurtlu Tahinli Manti, ravioli turchi rivisitati, funzionano per il bel dialogo tra la pasta adattata al gusto italiano e un ripieno ruvido, intenso, generoso di carattere.
Tra i meze fritti spicca la
Dana Poç kitzarma,
coda fritta dalla tecnica impeccabile e dall’equilibrio sorprendente, capace di reggere il confronto con grandi classici della nostra tradizione.
Così come un secondo piatto di tutto rispetto è
Kuzu But, Patates Püresi ve Brüksel Lahana,
agnello purè di patate e cavolini di Bruxelles.
E, quando pensi di aver chiuso il viaggio, arriva la
San Sebastian cheesecake: dolcezza misurata, struttura cremosa, una chiusura inattesa ma coerente con lo spirito del locale, aperto senza pregiudizi alle “cose buone”, ovunque nascano.
La carta dei vini è in crescita, con una selezione ampia e curiosa, più internazionale che nazionale, tra etichette note e scoperte meno scontate. Del resto, da Kadeh, il mondo è davvero di casa.
Kadeh Meze Wine Bar
Via della Basilica, 1/d
Torino
Tel. 0115695305