Posto decisamente senza fronzoli, già dal parcheggio all’esterno del cancello si capisce che qui non si viene per fare passerella. Ma è proprio questo il punto: siamo nel regno dei posti veri, dove si viene soprattutto per mangiare bene, come in un agriturismo che non ha bisogno di effetti speciali.
Si comincia subito con un olio bio locale da bottiglia in tavola che fa capire che qui non si scherza. E poi arriva il cestino della focaccia, riempito e “aggredito” con una generosità tale che diventa difficile mantenere qualunque proposito di moderazione. E, attenzione, se chiedi il pane, qui ti dicono che hanno solo la focaccia, non scherziamo.
Detto questo, sia che mangiate nel raccolto dehors intorno alla casa sia che stiate all’interno, gli antipasti (€ 12) saranno subito speciali:
uovo croccante, bietoline e cipolla rosa di delicata freschezza (vedi foto sopra);
brandacujun di tradizione ligure ben eseguita; carpaccio macinato Macelli 44, insalatina e maionese al miele e soia.
Passiamo ai primi (€ 14) con degli iconici
ravioli di borragine al burro e salvia, classici, saporiti, perfettamente equilibrati;
imperdibili gli
gnocchi al misto "arrogante”, che è cremoso e molto avvolgente, oppure le tagliatelle alle alici e trombette per coniugare mare e bosco in armonia.
Ai secondi (€ 16) abbiamo tuttavia fatto l’esperienza radiosa che vale il viaggio:
porchetta di coniglio, col suo fondo e crema di patate, in alternativa a guanciotto brasato.
Tuttavia le
trippe in umido, rustiche intense e appaganti, sono state le miglior portata del genere di quest'anno.
Ai
dolci (€ 5): tiramisù, intramontabile e goloso; una panna cotta, semplice ma personalizzata con originalità e per questo eccezionale, da sorpresa. Ottimo il bunet e da ricordi d’infanzia la crostata casereccia, di morbidezza e consistenza giuste.
In alternativa a quanto sopra potete rilassarvi con il
Menu Degustazione (€ 40), percorso conveniente e rappresentativo della cucina della casa.
La
carta dei vini annovera una decina di bianchi, alcuni rosati e una decina di rossi, che compongono una selezione ben ragionata e tutt'altro che banale con produttori premiati dal Golosario negli anni, uno su tutti Fontanacota. E difatti val la pena di “esplorare” il
Libellula Blu Fontanacota 2022, metodo classico da uve ormeasco, dal colore rosa tenue proposto a 35 euro che si rivela una piccola sorpresa di carattere.
Il
servizio è misurato, alla mano, cordiale, con sorrisi sinceri e senza quei trallallà coreografici da ristoranti che se la tirano: qui ti fanno sentire ospite, non cliente. L’
ambiente segue la stessa filosofia: semplice, pratico, tovaglioli di carta compresi e nessuna pretesa di stupire se non con la sostanza. In fondo è un agriturismo che punta tutto sul “si mangia e si sta bene”, senza travestimenti.
Piccola avvertenza logistica per arrivarci: le strade sono due. Una più “off-road”, quasi da dissuasiva prova speciale. L’altra, consigliata anche online, inizia da Via Acquarone (vicino al non proprio incantevole PalaSalute), dove però si trovano due cartelli un po’ inconsueti tipo “divieto di accesso” e “proprietà privata”. A quanto pare è un classico caso in cui la forma parla più forte della ragione. Ma si può proseguire comunque, con fiducia e un minimo di spirito d’avventura. Alla fine, però, la piccola fatica viene ripagata: cucina genuina, ambiente senza pose e uno staff che ci mette davvero del suo. E questo, oggi, è quasi un lusso, vero?
Luigi Filippi (a sin.) con il cuoco Andrea DelpiazDetto questo, se riuscirete a prenotare, alla fine ci ringrazierete!!!
(Articolo scritto a due mani, ma ripreso dal pezzo di Luigi Filippi sul periodico La Riviera del 24 giugno). (provato il 20 giugno 2026)
LA QUERCIA Agriturismo
via Armanna Superiore, 47 (salire da Via Lorenzo Acquarone)
Imperia Porto Maurizio
Tel. 3494035334
Foto d'apertura: Andrea Delpiaz