È proprio vero che se un paese è privo di un bar, di un ristorante o di un negozio di alimentari è destinato a scendere verso l’anonimato. Certo il caffè te lo puoi prendere a casa e la spesa fartela consegnare, ma il senso della relazione, la gestualità di ordinare un caffè al banco, le due chiacchiere sul meteo, non hanno sostituti. E che dire del vino? Castagnole Monferrato è il paese che dà il nome al vino Ruché, una delle denominazioni più curiose e originali del Monferrato e anche del Piemonte intero, che deve la sua affermazione a quel don Giacomo Cauda, parroco, che lo nobilitò levandolo dalla produzione spontanea in versione dolce, al vino che è oggi.
Detto questo, fa male la divisione sistemica fra i produttori, culminata nella rissa di due domeniche fa alla festa del Ruché, che ha occupato le cronache dei giornali (sigh). Invece fa bene, molto bene, l’esistenza di questo locale, la Bottiglieria del Ruché, creato da Paolo Montori, che permette di trovare tutti, ma proprio tutti i campioni di Ruché dei produttori, alla faccia delle divisioni. Che poi i produttori non si accorgano della ricchezza di un luogo del genere è un altro discorso, che fa parte del lato ombroso della provincia e del provincialismo. Il lato luminoso è invece l'iniziativa di chi crea Colleganza.
Iniziativa che uno vorrebbe trovare nei territori del Timorasso, ad esempio, o di altri prodotti ricercati che hanno avuto successo.
Quando arrivi, il locale si staglia di fronte a un bivio, con un dehors circondato da una corda, a delimitare la zona dei tavoli. Ci si accomoda con la certezza che anche nei giorni caldi le correnti delle strade del bivio portino un poco di fresco. Oppure si sta all’interno, in quel locale con le pareti che rappresentano tutta la produzione del Ruché.
Il menu è semplice e se capitate di giovedì, come è accaduto a noi, fanno anche la pinza.
Via Mazzini, 2
Castagnole Monferrato (At)
Tel. 01411930109