Oggi vi portiamo tra le curve sinuose delle colline toscane, con l'iconica silhouette medievale di San Gimignano a fare da sfondo, laddove si nasconde una vera gemma enologica: il Colombaio di Santa Chiara. Questa non è la solita cantina, ma il punto di fusione tra una storia familiare centenaria e una visione agricola che guarda al futuro. Qui, dove il legame con la terra è un vero atto d'amore, l'azienda ha saputo trasformare l'eredità del passato in un progetto moderno, dinamico e rigorosamente sostenibile.
Tutto ha inizio negli anni Cinquanta, quando Mario Logi si dedica all’agricoltura e all’allevamento nella zona di San Donato, lungo la Via Francigena, in una campagna plasmata da secoli di presenza umana e religiosa. È da questo imprinting rurale che nascerà, nel 2002, Il Colombaio di Santa Chiara: a fondarlo è Alessio, il figlio più giovane, deciso a dare una nuova direzione al lavoro della famiglia. Accanto a lui i fratelli maggiori Stefano e Giampiero, oggi insieme alla guida dell’azienda sotto l’occhio vigile del padre. I vigneti di proprietà si estendono su 22 ettari e comprendono varietà come vernaccia di San Gimignano, sangiovese e cabernet franc, tutte condotte secondo regime biologico certificato.
La produzione vitivinicola si concentra principalmente sulla Vernaccia di San Gimignano Docg, interpretata attraverso diverse etichette capaci di riflettere sfumature e profondità del vitigno. Tra queste senz’altro la nostra preferita è “Selvabianca”, annata 2022, premiata Top Hundred 2023 per il suo equilibrio, la sua nitidezza aromatica e la capacità di restituire una versione contemporanea e sincera della vernaccia. Accanto a lei si trovano versioni più strutturate come “L’Albereta”, pensata per evolvere nel tempo.
L’azienda produce anche vini rossi toscani, tra cui il “Lupi e Sirene” a base sangiovese, oltre a rosati come il “Cremisi” e spumanti metodo classico da uve vernaccia. Non manca una piccola produzione di olio extravergine d’oliva, Vin Santo e grappa, espressione di un’agricoltura integrata e orientata alla qualità.
Il suolo dei vigneti, distribuiti su colline ventilate e ricche di argilla e sabbie plioceniche, contribuisce a imprimere carattere e freschezza alle uve. Ogni parcella è gestita in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche, così da ottenere vini che non siano solo il risultato di un vitigno, ma anche l’espressione precisa di un luogo.
Il progetto della famiglia Logi si è evoluto nel tempo in una forma di ospitalità diffusa, che oggi rappresenta uno dei punti di forza dell’azienda. Accanto alla cantina, Il Colombaio di Santa Chiara ha sviluppato la Locanda dei Logi, ricavata dalla prima sede produttiva dell’azienda. Affacciata sui vigneti e immersa in uno dei tratti più suggestivi della campagna toscana, la struttura conserva le linee architettoniche medievali, reinterpretate con sobrietà e gusto contemporaneo.