A inizio anno hanno festeggiato 20 anni di attività. Un'età di tutto rispetto per i birrifici artigianali. Due decadi che pongono il Nuovo Birrificio Nicese tra i birrifici storici della scena italiana (il primo dell’Astigiano).
Vent'anni che saranno celebrati con una due giorni da non perdere – venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto – con tutte le loro birre (e qualche birra di birrifici amici), cucina e tanta musica dal vivo (in particolare il 31 luglio, con il concerto gratuito dei Meganoidi). Significativo anche il convegno di sabato 1, alle ore 18, dal titolo “Birra Origine Piemonte”. Appuntamento negli spazi interni ed esterni del Birrificio (Strada Bossola, 29 – Nizza Monferrato), dotato anche di un’accogliente tap-room.
Ma perché ha avuto successo questo birrificio?
Innanzitutto per la sua
filosofia, piuttosto rigorosa, che fa della filiera agricola aziendale un punto di forza, al pari della
sostenibilità, come dimostrano la caldaia a biomassa e il fotovoltaico che garantiscono indipendenza energetica. Nel bicchiere poi, il messaggio è preciso. Le
birre prodotte devono essere facili da leggere, facili da bere, senza mai essere anonime. Obiettivo riuscito, come dimostra la recente batteria di assaggi. Ecco le note.
Abbiamo cominciato con l'ottima
Peek-a-boo, birra chiara gluten free dal basso grado alcolico (4.5%), in cui il corpo snello trova ritmo in una chiusura gradevolmente amaricante. Un bicchiere che richiama immediatamente la seconda bevuta.
Il legame con la terra emerge in modo identitario nella
Dafne, birra bionda al cardo gobbo, coltivato in azienda. Un omaggio al territorio, per una birra intensa fin dal colore, e poi nel sorso equilibrato. A colpire, in questo caso, è proprio il retrogusto, dove l'amaro vegetale del cardo innesta una peculiarità inconfondibile.
Con la
Push Up – IPA da 5,4% - andiamo oltre Oceano con una luppolatura che spinge sulla frutta tropicale e gli agrumi. Non troppo intensa nelle parti amare, che rimangono avvolgenti e di buona persistenza.
Cambia lo scenario con la
Amel, ambrata al miele. Due i mieli utilizzati (castagno e millefiori), che imprimono la loro dolcezza a tutto il sorso, specialmente nel finale. E ovviamente ad emergere è il più deciso castagno.
La
Medea è una Belgian Strong Ale didascalica, dalla ricetta volutamente semplice (un luppolo, un malto). Però ci è piaciuta molto proprio per la sua leggibilità, ma anche per il sorso pieno, ben sostenuto dal malto, ma anche dal luppolo - con le sue note amaricanti - che rendono tutto decisamente equilibrato.
Interessante la
Round8, una oatmeal stout decisamente in stile. Cremosa come ci si aspetterebbe (i fiocchi d'avena contribuiscono a questo, così come il lattosio usato in fase di cottura), spinge sulle note di caffè tostato e cacao, per un sorso pieno, intenso, caratterizzato da un finale dolce e un retrogusto quasi affumicato.
Ancora applausi con la
Overpunch, una strong scotch ale molto piacevole, dalle note caramellate e leggermente tostate nel retrogusto. Il sorso è pieno, equilibrato – anche per via della corretta luppolatura – e di buona persistenza.
Infine, la
Venticinquedodici, birra natalizia arricchita dalla polpa di zucca. Ambrata con riflessi rossastri, ha naso intrigante e speziato (cannella, buccia d'arancia, pepe) e un sorso molto ricco, dolce senza mai essere stucchevole. Bella interpretazione di una birra natalizia.
Insomma, una batteria di assaggi convincenti e piacevoli, che confermano quanto di buono fatto in questi 20 anni. Buon compleanno, Nicese!