I 10 locali di febbraio? A carciofo

Le soste del mese di febbraio di Paolo Massobrio e Marco Gatti da raccontare agli amici

26.02.2026

Quali sono i criteri con cui scegliamo di andare nei ristoranti? Quello della buccia di cipolla o, per rimanere in tema stagionale, del carciofo. Nei mesi freddi si predilige la prossimità (per Paolo Massobrio il Piemonte; per Marco Gatti la Lombardia). Dopodiché, quando le giornate tendono ad allungarsi, eccoci a fare qualche chilometro in più. Questo per le verifiche dei locali già in guida, perché le novità le avete già lette, anche in Toscana, nelle scorse settimane.

MASUELLI SAN MARCO - MILANO

Masuelli è "La" trattoria di Milano,"La" tavola dove gustare la migliore cucina milanese e piemontese della città. Ci siamo tornati nelle settimane in cui il capoluogo lombardo era coinvolto nelle Olimpiadi invernali, ed è stata un’emozione vedere come pur essendo il locale sold out a pranzo e a cena tutti i giorni e nonostante gli anni di storia siano oltre cento (l'avventura è iniziata nel 1921), qui non si registri nessun segnale di stanchezza, ma anzi, tutto - dal servizio alla cucina - abbia, se possibile più ancora che in passato, il passo dell’eccellenza. Nelle sale di rara bellezza del locale storico perfettamente conservato, con i pezzi originali degli Anni '30, come i due lampadari di Giò Ponti, e degli Anni '20, gli arredi di legno laccato e il mobile bar all’ingresso. I grandi piatti di Massimiliano Masuelli, per tutti Max, chef patron di talento, che con la sua cucina racconta l’Italia, e in particolare Lombardia e Piemonte.

Sarete felici con insalata russa, insalata di nervetti o peperone ripieno alla piemontese. Poi, come primi e secondi, innanzitutto quel risotto allo zafferano (anche con l’ossobuco) e quella costoletta alla milanese che qui hanno interpretazione somma, e che valgono il viaggio. Ma non si sbaglia anche con pasta e fagioli “con il cucchiaio in piedi” o agnolotti del plin al sugo di arrosto e con rognone di vitello trifolato o vitello tonnato. Crema di mascarpone, lingue di gatto il dolce arrivederci. Il locale fa parte del “Buon Ricordo”, e la vostra sosta vi lascerà davvero un buon ricordo! Gioia! (Marco Gatti, provato il 13 febbraio 2026)
viale Umbria, 80 - tel. 0255184138

CUCINA FRIGORIFERI MILANESI - MILANO

È un grande cuoco, è lo è diventato passando per gavetta ed esperienze importanti. Ed è uno dei migliori interpreti della cucina italiana a Milano. La cucina Frigoriferi Milanesi è la "casa" dell’ottimo Marco Tronconi, chef patron che dopo aver dato contributo importante al successo della Trattoria del Nuovo Macello di Milano, anni fa ha intrapreso questa nuova avventura, arrivando a dimostrare tutto il suo valore. La sua, una crescita, al solito sfuggita a critici e guide, che di lui si sono occupati, sì, e ci mancherebbe, ma senza seguire il percorso che lo ha portato ad essere, oggi, uno dei migliori chef del capoluogo lombardo.

In un ambiente accogliente, con le grandi vetrate e gli arredi e moderni. Con un servizio gestito in modo impeccabile, grazie alla regia della bravissima Neisy Lopez.
Per voi il suo racconto goloso e contemporaneo dell'Italia, con i piatti della tradizione lombarda che hanno un ruolo da protagonisti, in un mix di notevole equilibrio tra tecnica, talento, fantasia. Con vitello tonnato 2.0 (con salsa tonnata alla barbabietola) o mondeghili. Poi risotto croccante allo zafferano con midollo o spaghetti con cime di rapa colatura di alici e pane croccante al peperoncino. Di secondo filetto alla Wellington al tartufo con purè Robuchon o cervella impanata alla milanese. Finale con quella barbajada che è bandiera dolce di Milano, prima di uscire con un conto che lascia il sorriso. Da applausi la selezione dei vini, con bella proposta anche al bicchiere. (Marco Gatti, provato il 17 febbraio 2026)
via Piranesi, 10 - tel. 0239666784 - 23189915

DROGHERIA - VIGEVANO (PV)

Genio e sregolatezza, si dice di chi ha talento e animo da artista. Genio, rigore nel lavoro e tante ore ai fornelli, invece, bisogna dire se si parla di Daniele Picelli, visto che è grazie a queste caratteristiche che l’istrionico chef patron in pochi anni è riuscito a fare della sua “Drogheria” (il suo locale dall'atmosfera gioiosa da bistrot parigino, che vi aspetta a due passi da piazza Ducale), una delle migliori tavole della provincia di Pavia e della Lombardia tutta.

Con i vini di una cantina che farà la felicità degli appassionati, via a tutta gola con sue creazioni di cucina d'autore che potranno essere le polpettine di Fassona con marmellata di arance amare e lievito disidratato; il lampredotto salsa chimichurri polvere di basilico e barbabietola, il paté di fegatini di pollo o la frittata con le cipolle di Breme. Tra i primi, imperdibile un risotto (per noi con Gorgonzola e sedano rapa al profumo di bergamotto, ma guai non assaggiare anche quello allo zafferano), in alternativa, avanti con pasta mista con ragò di seppia di Chioggia, il suo inchiostro nero e olio Evo. Di secondo, cappello del prete morbido all’interno e croccante all’esterno emulsione di bagnetto e sapori mediterranei (abbinato alla straordinaria “patata d’oro”) o merluzzo al saor con guazzetto di pomodorino giallo ciambellina di polenta bianca e cipolle caramellate. Gran finale con sorbetto al pompelmo, tosone e Barbera e “meneghettone” ovvero droghettone (lievitato allo zafferano, fatto in casa) con zabaione e schiuma di latte. È stata ancora una volta una sosta memorabile! (Marco Gatti, provato il 20 febbraio 2026)
via Merula, 39 - tel. 0381313779

DUE SPADE - CERNUSCO SUL NAVIGLIO (MI)

Oltre alla passione per la cucina, maturata già quando era ragazzo, e al coraggio che aveva avuto mettendosi in gioco quando papà Christian era volato in cielo, oggi Lorenzo Di Bari sta dimostrando di essere il leader di cui questo ristorante ha bisogno per proseguire la sua storia di successo. L'ambiente è un gioiello di charme. Il servizio, sotto alla direzione di mamma Marzia, è professionale, mentre in cantina, qualche vino in più non guasterebbe.

Molto bene invece i piatti di alta cucina italiana, con giocate da campione come il guazzetto di polpetti o il fagottino croccante ripieno di caprino del Boscasso con cipolle caramellate e pere speziate; tra i primi il risotto mantecato al Berlucchi 2019 cuvée des Jre N° 7 con battuta di tonno rosso, nocciole tostate, ristretto alla soia e cipollotto fresco o le pappardelle con ragù di frattaglie. Tra i secondi lo stufato di agnello speziato con morbido di patate e cipollotto fresco o la tagliata di Fassona (Macelleria Oberto) con verdure. Si chiude con gelato “panna 1956” (ricetta di nonno Gigi) o con “i nostri cannoncini”, cotti al momento e serviti ripieni di crema pasticciera. (Marco Gatti, provato l’11 febbraio 2026)
via delle Filerine, 2 - tel. 02924920

DA RENATO - SOLFERINO (MN)

La seconda guerra per l’indipendenza italiana culminò nella battaglia di Solferino e San Martino del 1859, uno dei conflitti più cruenti della storia, che in sole quindici ore di combattimento vide cadere 6.000 uomini (e 40.000 feriti). A scontrarsi a cavallo Francesco Giuseppe, Napoleone III e Vittorio Emanuele II, i tre capi di stato alla guida degli eserciti coinvolti, ovvero di quello austriaco da una parte e di quelli francese e piemontese dall’altra. Lì, dove chi desidera conoscere meglio la storia del Risorgimento può visitare il Museo di San Martino e il Museo di Solferino, per rifocillarsi è indirizzo prezioso “Da Renato”, attività iniziata con l’insegna “Locanda Vittoria” nel 1910 e poi passato nelle mani della famiglia Beschi, che ancora oggi la conduce con la quinta generazione.

Dalla cucina, che celebra la tradizione mantovana e italiana, in tavola trippe alla mantovana, capunsei con burro fuso e salvia, ravioli di carne in brodo, tortelli di zucca; ai secondi guancialino di manzo con la polenta e luccio in salsa alla mantovana; filetto di maialino alla senape. Con un assaggio di sbrisolona, uscirete contenti. (Marco Gatti, provato il 31 gennaio 2026)
via Ossario, 27 - tel. 0376854051

ÀLEA - Castell’Alfero (At)

Siamo tornati dopo neanche un anno, nel locale di questa coppia di giovani, Alessandro Bartoli e Giulio Canavese, che hanno scelto questo piccolo castello per ambientare il luogo della loro cucina creativa.

C’è il menu degustazione classico a 70 euro, quello al formaggio e quello denominato Alea, da cui abbiamo attinto, per assaggiare, dopo un amuse bouche di creatività spinta (una pelle di pollo fritta), un’ottima tarte tatin di cipolla, ma anche l’ottima quaglia ripiena di salsiccia, uvetta e albicocche. Col loro pane buonissimo affondate nell’uovo poché, topinambur e funghi di stagione; eccellente il risotto con formaggio, un tocco di liquirizia, anice stellato e cachi. Ora, siamo stati fra i primi a venirli a trovare e saremo i primi che torneranno fra qualche mese quando apriranno una formula più smart (con dehors all’aperto) e meno legata al fine dining che qui nel Monferrato può trovare pochi aficionados. Li aspettiamo al varco, con entusiasmo, perché la mano ce l’hanno, l’esperienza anche ed è giusto che si aprano ad un pubblico più ampio, prima che sia troppo tardi. Forza! (Paolo Massobrio, provato il 5 febbraio 2026)
piazza Castello, 2 - tel. 01411760232

BISPEDER - CASORZO (At)

Qui invece si invertono i ruoli, perché il caldo agriturismo in mezzo alla campagna, fra i vigneti di Casorzo, Grana e Grazzano Badoglio di Christian Ghio, è impostato alla creatività. Aveva già un giudizio lusinghiero, sulla soglia del radioso, ma questa volta credo che Roberta e Christian abbiano centrato il tutto, rimanendo legati ai prodotti della cascina (le sue uova sono fantastiche) e del circondario, ma azzardando cose nuove e non i soliti piatti scontati che trovi in qualsiasi trattoria monferrina.

È migliorata (e di molto) anche la carta dei vini, sempre del territorio, ma con buone scelte. E allora ecco una fantastica insalata di carciofi con guanciale fritto e uova e maionese (nella foto di apertura) accanto a un risotto al salto fatto molto bene con sopra degli sfilacci di faraona. Buona anche la cocotte di polentina, al ragù. Un posto affascinante, con una cucina fatta col cuore. Bravi! (Paolo Massobrio, provato il 20 febbraio 2026)
Cascina Moncucchetto, 48 - tel. 01411706487

DA DIEGO - ALESSANDRIA

Diego D’Andretta è un ragazzo che ha fatto la gavetta, conquistando palmo a palmo, un successo, con sua moglie Angela in sala. Perché il pesce come lo cucina lui non ha eguali in città. È partito da un quartiere periferico, con un primo tentativo e dal 2013 è approdato nella splendida galleria Guerci, in stile liberty ad Alessandria.

Ci siamo stati a pranzo, per provare la sua selezione di crudo siciliano concentrata in un piatto. Ma che buoni i moscardini in guazzetto da sognare anche di notte oppure quel piatto di spaghetti con la polpa di crostacei cotti. E questa volta non abbiamo preso i mitici scialatielli amalfitani oppure, sempre in carta, il suo iconico rombo al forno con millefoglie di patate. Carta dei vini con alcune etichette campane della nostra predilezione. E tanta gioia.
P.s. svoltando in via San Lorenzo, proprio di fronte a Palazzo Monferrato, ha aperto anche un temporary shop, con alcune specialità dolci e salate davvero ghiotte. (Paolo Massobrio provato il 5 febbraio 2026) 
galleria Guerci, 2 - tel. 0131266684

IL CAVOLO A MERENDA - ASTI

Sale il giudizio per questa onesta, attraente, frequentata trattoria in centro Asti. L’ambiente è festoso, con una teoria di sale e un servizio davvero gentile, che mette a proprio agio. Ottima la scelta del vino, anche a bicchiere e curioso il menu dello chef Walter Rexhepi, a iniziare dalla degustazione degli antipasti del cavolo, con acciughe di Sciacca, battuta di fassone e vitello tonnato.

Fra i primi sono corretti gli agnolotti quadrati al sugo d’arrosto, fatti a mano e semplici nella loro bontà. Ottima la pasta mischiata con crema di fagioli cannellini, polvere di limone e parmigiana soffiata. Ai secondi era splendido il coniglio disossato e scottato con riduzione di Porto e il suo raviolo di cavolo Kale. C’era anche l’arrosto della vena con crema di polenta e radicchio in agro, il sottofiletto di pezzata rossa con patate, scarola e salsa tartara e l’orto del Cavolo con verdure di stagione al vapore e hummus di carote. Ottima anche la selezione dei formaggi e i dolci: il Rocher del cavolo e bonet al caramello salato e zabaione. Davvero bravi. Piena soddisfazione! Che dire? Sono questi i locali che piacciono e che stanno diventando, anche ad Asti, contemporanei. (Paolo Massobrio, provato il 10 febbraio 2026)
via Garetti, 8 - tel. 01411720250 - 3895407774

Pizzeria FUOCO MATTO - FIRENZE

Una proposta agile, un locale giovane, a poca distanza dal centro della città e da Santa Maria Novella. Sono alcuni degli ingredienti di Fuoco Matto, locale molto apprezzato tanto dai fiorentini quanto dai turisti. Entrando si coglie immediatamente la bella offerta di carne (Calvanina, Limousine, Polonia, Chianina, Tomahawk o selezione del locale) che sarà declinata alla griglia.

Il locale però è celebre anche per la sua offerta di primi come i cappelletti cacio e pepe con burro francese, gli schiaffoni napoletani o i maccheroni al ferretto e - non ultime - le pizze. La nostra scelta si è proprio orientata sulle pizze, morbide, gustose e ben lievitate. Le proposte non sono tante, ma oculate: si spazia dalle classiche a quelle d’autore come l’Assoluta di cipolle con polvere di cipolla bruciata, cipolla caramellata, gel di cipolla in agrodolce e cipolla croccante o la pomodoro di mare con pomodoro a pacchetelle giallo, filetti di acciuga, crema di burrata e salicornia. Si chiude con l’ottimo tiramisù. (Fabio Molinari, provato il 18 febbraio 2026)
via Ventisette Aprile, 16 - tel. 055495140

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