Il luvertìn non è altro che il germoglio tenero del luppolo selvatico che cresce spontaneo lungo i fossi e tra le siepi. Dal sapore leggermente amarognolo e pungente, simile a quello dell'asparago selvatico ma con una personalità più decisa, è il protagonista indiscusso delle scampagnate fuori porta e delle tavole rurali.
Selezionate le cime più tenere del luppolo (lunghe circa 10-15 cm). Lavatele accuratamente sotto acqua corrente e asciugatele. Tagliate i rametti a pezzetti di circa 2-3 cm, eliminando la parte finale se dovesse risultare troppo dura o legnosa.
In una padella antiaderente, fate soffriggere lo scalogno affettato finemente con un giro d'olio e la noce di burro. Unite i germogli di luvertìn e fateli saltare a fuoco vivace per 5-7 minuti. Devono appassire e diventare teneri, ma restare di un bel verde brillante. Regolate di sale e pepe.
Mentre il luppolo intenerisce, rompete le uova in una ciotola capiente. Sbattetele leggermente con una forchetta insieme al Grana Padano, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Versate il composto di uova direttamente nella padella sopra i germogli rosolati. Distribuite bene il luvertìn in modo che sia omogeneo. Coprite con un coperchio e cuocete a fuoco dolce per circa 6-8 minuti. Quando la base è ben dorata e la superficie inizia a rapprendersi, girate la frittata aiutandovi con il coperchio o un piatto piano. Cuocete per altri 3-4 minuti dall'altro lato senza coperchio.
Servite la frittata calda, tiepida o fredda: è ottima anche tagliata a cubetti come antipasto rustico o inserita in un panino per un picnic.