Continua il cammino che ci avvicina ai Top Hundred 2026: partiamo dalla Bergamasca e da una cantina storica come il Castello di Grumello che dal 2022 ha iniziato un nuovo percorso dove anche la spumantistica ha un ruolo fondamentale. E poi spazio a due storiche realtà consortili (la cantina della Barbera Sei Castelli e Cave des Onze Communes), quindi alcune chicche di cantine su e giù per l’Italia. protagonista di una progressione qualitativa importante.
Costruito nel Duecento come fortezza militare, il Castello di Grumello è stato trasformato nel Settecento in residenza aristocratica (la torre guelfa e le cantine originali convivono oggi con il palazzo e la cappella settecenteschi). La storia continua oggi con la nuova proprietà guidata da Angelo e Daniel Gotti che nel 2024 hanno affiancato al vino anche l’olio.
In questa degustazione, abbiamo approfondito la spumantistica, assaggiata in parte in anteprima. Iniziamo con il Vino Spumante Extra Brut, che si presenta con un colore oro e un naso affascinante che gioca sui lieviti, foglia bagnata e crema pasticcera; in bocca è decisamente secco e ricco, sostenuto da una bolla elegante e da un'acidità prolungata.
Siamo di fronte a una delle eccellenze cooperative piemontesi che ha saputo elevare la produzione puntando tutto sulla valorizzazione della Barbera d’Asti. Con oltre mezzo secolo di storia, 250 soci-vignaioli e 800 ettari, questa cantina (nostro Top Hundred 2019 con la Barbera d’Asti “Ventiforti” e nel 2025 col Nizza riserva “Angelo Brofferio” 2021) fa della biodiversità la sua bandiera. Da segnalare il nuovo punto di accoglienza enoturistica e il suggestivo museo "L’Anima del Vino", che ospita le opere ricavate dai ceppi delle antiche viti.
In degustazione brilla il Vino Spumante Extra Brut Rosato “Perluna”, dalla spumantizzazione di uve barbera: colore corallo lucente, un naso finissimo di fragolina e cipria, che al palato regala una bellissima piacevolezza tra cremosità ed equilibrio. Notevole il Piemonte Chardonnay “Terre dei Galleani” 2024, con un colore tendente all'oro e un naso di bella consistenza dove spiccano pera, ananas, fiori e un tocco di pawpaw (la banana di montagna); in bocca è pieno, equilibrato, con un'anima sapida che resta a lungo in sottofondo. Ottima la Barbera d’Asti “Il Risveglio del Ceppo” 2022, che sfoggia un naso pieno, elegante e vellutato con accenni di violetta e mandorla, rivelandosi in bocca piena e sorretta da una bella acidità. Chiude la rassegna il Nizza Riserva 2022: fruttato al naso, pieno e con una gradevolissima acidità amaricante al sorso. Tutte etichette che si potranno assaggiare a Golosaria Monferrato. Grandissimi vini!!!
Nata ad Aymavilles nel 1990, questa dinamica cooperativa vitivinicola raggruppa oggi 170 soci su 63 ettari distribuiti in undici comuni della Valle d’Aosta. Tra le loro referenze spicca il Pinot Gris (Top Hundred 2018) e la particolarissima Linea Miniera, i cui vini affinano per un anno a oltre 2.000 metri di altitudine in miniera.
Abbiamo assaggiato il Valle d’Aosta Chardonnay “Coin Noble” 2025, un paglierino classico che unisce i fiori alla tipica nota di banana; in bocca ha un'acidità marcata e un finale leggermente amaricante. Affascinante il Valle d’Aosta Petite Arvine “Miniera” 2023, dal colore oro: esprime un naso di pesca bianca accompagnato da un bel corredo di erbe aromatiche e salvia; in bocca è pieno, graffiante, con una nota minerale molto persistente. Il Valle d’Aosta Pinot Noir “Coin Noble” 2024 regala invece un naso intenso e fine, dove i piccoli frutti si intrecciano alla viola e alla polvere da sparo, alla grafite e alle note minerali, anticipando un sorso elegante e di giusta tannicità.
Per dirla tutta: un grandissimo Pinot Noir che non t’aspetti, davvero affascinante.
L'enologo Roberto Canestrini, di ritorno da esperienze in Argentina, Napa Valley e Australia, ha preso in mano le redini di questa realtà familiare situata nell'Alta Campania. Una sfida vinta, nata da una piccola produzione casalinga, che oggi valorizza in modo esemplare le varietà autoctone pallagrello e casavecchia, piantate su suoli vulcanici e alluvionali.
Spicca il Terre del Volturno “Casavecchia” Rosato 2024, di un rubino brillante, con un naso invitante di mora bianca selvatica e un sorso tannico con la giusta acidità. Ottimo anche il fratello maggiore, il Terre del Volturno “Casavecchia” 2024: il naso è profondo, vinoso ed elegante, caratterizzato da una leggera nota sulfurea e minerale. In bocca si distende, rivelandosi elegante e piacevolmente tannico.
Gestita dalla famiglia Marino e diretta da Laura, l'azienda si avvale della consulenza tecnica dell'enologo Fabio Mecca, un grande su tutti i fronti. Situata all'interno del Parco Nazionale del Pollino, opera in regime biologico e vegano certificato. Una cantina già premiata tra i Top Hundred 2022 che si distingue per la tutela della biodiversità.
Tra i calici di questa sessione abbiamo apprezzato proprio il Grottino di Roccanova Rosso “Nettare dell’Enotria” 2023 (due anni fa premiammo il 2021) che ci ha colpito per il suo naso fine e vibrante che invita al riassaggio. Il Grottino di Roccanova Rosso “Collevivo” 2024 si presenta di colore fitto e impenetrabile, con un naso vegetale e un sorso ricco. Sempre grande!
Continuiamo ad assaggiare i vini di quest'azienda toscana che avevamo già iniziato a raccontarvi nella scorsa degustazione.
Questa volta nel calice troviamo il Toscana Rosso di Montepulciano 2024, con un naso fruttato in cui spicca la mammola e una bella trama in bocca, sostenuta da una piacevole acidità. Degno di nota il Toscana Rosso “Solaris” 2023 (sangiovese e merlot), dal naso intenso in cui si fondono note ematiche e liquirizia; in bocca sfoggia un bel corpo, risultando pieno, intenso e speziato.