Dieci soste perfette dopo lo sci (o per chi guarda gli altri sciare)

Sci ai piedi e forchetta in mano: viaggio da Nord a Sud tra i templi del gusto segnalati dal Golosario Ristoranti

28.01.2026

Diciamocelo chiaramente: sciare è bellissimo, il panorama innevato è poetico, ma il vero motivo per cui ci sottoponiamo al gelo è quel momento mistico in cui ci si toglie gli scarponi (che sollievo!) e ci si siede davanti a un piatto che fuma.
Che siate sciatori da nera olimpica o campioni mondiali di bombardino in terrazza, ecco dieci indirizzi ad alta quota premiati da IlGolosario Ristoranti dove Faccini e Corone brillano più della neve al sole.

1. MORGEX (AO): Café Quinson
Iniziamo col botto in alta Valle d'Aosta. Agostino Buillas non è solo uno chef, è il custode della montagna. In una casa del 1600 fatta di pietra e legno, con pochissimi coperti, offre un'esperienza che giustifica il viaggio da sola. Qui la materia prima è locale, ma lavorata con una tecnica che lascia senza fiato. In tavola bon-bon di pasta di semola di grano duro al verquinno (spinacio selvatico); coniglio di Morgex, borragine, caviale di trota salmonata, concassé di pomodori, fiore di malva e suo succo e una carta dei vini che fa invidia ai grandi di Francia. Ideale per chi vuole il lusso vero: pochi tavoli, silenzio, storia e sapori che non dimenticherete mai.
(piazza principe tomaso, 10 - tel. 0165809499)

2. COGNE (AO): Petit Bellevue
Partiamo dalla Valle d'Aosta, nel cuore del Parco del Gran Paradiso. All'interno dello storico Hotel Bellevue, questo ristorante è una vera "bomboniera"ospitato in una dimora alpina di charme. Lo chef Niccolò De Riu propone una cucina che è un inno alla montagna vestita da sera: tecnica sopraffina e materie prime locali trattate con i guanti bianchi. Preparatevi a un percorso sensoriale con tajarin alla trota marinata, burro al cirmolo e limone bruciato; storione al fieno, polenta al latte di Cogne. Mela Golden con riduzione all’aceto balsamico, crema cotta e gelato alla vaniglia. Obbligatorio se volete fare una cena romantica da film.
(rue grand paradis, 22 - tel. 016574825)

3. OULX (TO): La Casetta del Gad
Scendiamo in Piemonte, in alta Val di Susa, base strategica per chi scia sulla Via Lattea. Qui a 1.000 metri di quota, Riccardo Giovannini, cuoco e patron, ha dato vita a una delle pizzerie più apprezzate del Torinese. La base del suo successo sono gli impasti, realizzati con farine selezionate da cinque diversi mulini e sottoposti a lunghi periodi di lievitazione. Il risultato è una pizza di eccellente livello, da accompagnare con una mirata selezione di birre artigianali. Provate la pizza La Casetta (mozzarella, pancetta, stracchino, pomodori ciliegino e rucola). Ideale per gli sciatori veri che dopo le piste olimpiche vogliono riempirsi la pancia con un’ottima pizza.
(via riccardo ghiotti, 19 - tel. 0122831087)

4. VERNANTE (CN): Nazionale
Siamo in Piemonte, nelle Alpi Marittime, a due passi dagli impianti di Limone Piemonte. La famiglia Macario gestisce questo tempio della cucina di montagna da generazioni (Corona Radiosa!). È il posto dove la cucina di confine tra Piemonte e Francia raggiunge vette altissime. In tavola storione del Pesio, affumicato al pino, uova e cipollotto; rigatone, maiale nero razza Cavour, green curry e maggiorana; coniglio royale, sfogliatella di patate, cialda alle olive e misticanza. Grano, caramello e cereali tostati.
(via cavour, 60 - tel. 0171920181)

5. MARGNO (LC): Aromatico
Siamo in Valsassina, a un passo dai Piani di Bobbio. Francesca e Alex hanno trasformato la montagna in un giardino botanico commestibile. Niente polenta unta e bisunta standard, qui la cucina è tecnica, raffinata e usa le erbe spontanee e l'orto di proprietà come nessun altro. È un inno al bosco contemporaneo con il risotto al gazpacho di frutti rossi, Scimudin, noci sabbiate al pino mugo, il maialino cotto lentamente, con il suo fondo al polypodium e pane croccante all'aglio nero e per dessert la "Nonna Etta", una coccola dolce indimenticabile. Se pensate che in montagna si mangi solo salsiccia, qui cambierete idea.
(viale vittorio veneto, 22 - tel. 3518743671)

6. CHIESA IN VALMALENCO (SO): The Restaurant Tremoggia
In Valmalenco, questo indirizzo della famiglia Lenatti è un punto di riferimento per l'eleganza alpina. Un ambiente curatissimo dove la tradizione valtellinese viene elevata con una selezione di materie prime eccezionale. In tavola tagliolino 33 tuorli cotto al fieno, crema di ricotta alla vaniglia e salsa piccante di suino nostrano, muscolo di vitellone brasato spinaci, patate cotte al burro, mandorle salate e salsa al ribes e zuppetta di fragole, crumble di granola alle noci, crema al cioccolato bianco e meringa bruciata. La sosta ideale per chi cerca l'accoglienza signorile della Valtellina dopo una giornata sul ghiacciaio.
(via bernina, 4 - tel. 0342451106)

7. MOENA (TN): Malga Panna
Passiamo in Trentino, in Val di Fassa, sopra Moena ("la Fata delle Dolomiti"). In questa ex malga trasformata in un ristorante stellare dalla famiglia Donei, la vista sulle Dolomiti è da cartolina, ma è nel piatto che succede la magia, con una cucina ladina rivisitata con classe infinita. Il bosco arriva nel piatto con tagliolini nobili ai funghi porcini a seguire il trancio di baccalà all’olio evo ceci al rosmarino e code di gambero arrosto e Profumi di mojito (limone fermentato, cioccolato bianco e frutti rossi). C’è tutto (e anche di più).
(strada de sort, 64 - tel. 3356813777)

8. CORTINA D'AMPEZZO (BL): Sanbrite
Ai piedi delle Tofane, Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini hanno dato vita a una filosofia di cucina che è un inno alla rigenerazione e al legame con la natura. Qui la montagna è l'ingrediente principale in piatti che sanno di bosco e di pascolo, realizzati con una pulizia millimetrica dei sapori. Un esempio? Lumache alle erbe, spaghetti monograno Felicetti con olio di pino mugo e pane croccante e selvaggina e sottobosco. Per chi cerca un'esperienza sensoriale profonda, dove l'alta cucina incontra l'anima più selvaggia e pura delle Dolomiti.
(loc. alverà, 200/e - tel. 0436863882)

9. RIVODUTRI (RI): La Trota
Scendiamo nel Lazio, ai piedi del Monte Terminillo. I fratelli Sandro e Maurizio Serva gestiscono un luogo magico (Corona Radiosa) dove l'acqua dolce incontra la montagna. Se sciate al Terminillo, questa è la sosta gourmet imprescindibile, elegante e di "atmosfera unica", dove il pesce di fiume viene elevato ad alta cucina. Qui provate il tortellino di piccione con consommé e infuso di bosco o il tortello di salmerino con aglio orsino. Tra i secondi, spiccano la trota con foie gras e l'agnello con pan di spezie. Per chi cerca l'eccellenza assoluta vista neve.
(via santa susanna, 33 - tel. 0746685078)

10. PESCOCOSTANZO (AQ): La Corniola
Concludiamo in Abruzzo, nel cuore dell'Alto Sangro, a un passo dalle piste di Roccaraso. In uno dei borghi più belli d'Italia, Concezio e Lucia hanno creato un rifugio che è un inno al territorio, con materie prime che arrivano dritte dall'orto a 1.400 metri di quota. La tradizione si fa raffinata con il pecorino di Pescocostanzo in tempura con mosto cotto, i tortelli ripieni di pecorino e crema alle cime di rapa e il brasato di Bruna Alpina. Per finire, il gelato alla genziana che pulisce la coscienza. Per chi vuole unire lo sci a un'esperienza gourmet di alto livello.
(via dei mastri lombardi, 24 - tel. 0864642470)

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