Una scoperta Concreta

A Diano d’Alba l’anima dell’osteria incontra la cucina di uno chef giunto alla sua maturità professionale per un'offerta che da solita merita il viaggio. Un indirizzo prezioso a due passi da Alba

20.10.2026

Ci sono segnali che raccontano lo stato di grazia di un locale meglio di qualsiasi discorso: ritrovarsi in un lunedì sera di metà ottobre davanti a una sala viva, piena di tavoli occupati e attraversata da un’atmosfera di autentico calore.
È il primo biglietto da visita della nostra sosta radiosa all’Osteria Concreta di Diano d’Alba, un indirizzo che già nel nome dichiara la propria filosofia ma che, alla prova del piatto, rivela una caratura tecnica ben superiore alle aspettative.

L’ambiente e l’apparecchiatura, con i semplici tavoli di legno a vista, evocano con sincerità la classica osteria di Langa. Qui l’accoglienza ha il volto e il sorriso di Nije Cena, compagna nella vita e nel lavoro dello chef, che coordina la sala con un servizio attento e pieno di garbo. Ai fornelli c’è Andrea Ferrucci, cuoco di origini pugliesi con un bagaglio d’esperienza importantissimo maturato al fianco di maestri come Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco ed Enrico Bartolini. Dopo aver trovato per anni la sua dimensione culinaria sulle colline del Roero, Andrea è approdato a Diano d’Alba per firmare una cucina che unisce rigore, istinto e grande materia prima. In questa stagione la carta rende giustizia all’autunno langarolo, con una grande attenzione riservata ai tartufi e ai funghi porcini, celebrati nei classici come i tajarin o serviti fritti. Ma la grandezza della mano di Ferrucci emerge proprio quando si esplora l'intero menu, dove il territorio dialoga con i suoi ricordi e con incursioni di mare tutt’altro che banali.
Lo dimostrano subito i due antipasti assaggiati: buonissimi i cardi con nocciola e salsa d’acciughe, riuscito connubio tra le due sponde del Tanaro,
ma a colpire è soprattutto la seppia con crema di cavolfiore, paprika affumicata e olio verde, un piatto dalla cottura perfetta, giocato sul contrasto con la dolcezza avvolgente del cavolfiore che esalta in modo magistrale le note appena affumicate della seppia.
Tra i primi, accanto alle ottime trottole alle cime di rapa, gamberi crudi e dragoncello,
a rubare la scena sono gli spettacolari ravioli del plin ripieni di vitello al burro e salvia: sfoglia sottilissima, ripieno dall'equilibrio millimetrico e una pulizia di gusto che da sola vale il viaggio. Senza timore di smentita, tra i migliori di tutte le Langhe.
Non sono da meno i secondi, dove la tecnica sulle cotture tocca vertici assoluti: il brasato di vitello morbido al Nebbiolo con purea di patate tiene fede al proprio nome con una tenerezza straordinaria,
così come l’agnello proposto fuori menu, cotto alla perfezione con una vena leggermente rosata all'interno.
Il finale dolce ricorda le radici di pasticceria dello chef e chiude la cena tra golosità e stupore: da un lato l'avvolgente cremoso al gianduia, pan di Spagna bagnato al rum e foglie croccanti; dall’altro il curioso e divertente “È nata la pannacotta!”, un piccolo capolavoro ludico in cui un guscio d’uovo dolce, una volta rotto col cucchiaino, lascia fuoriuscire il "bianco" della pannacotta e un "tuorlo" di crema al frutto della passione.
La veste è quella rassicurante dell'osteria di paese, ma la cucina è già grandissima.

Osteria Concreta

Via Alba Cortemilia, 91/A
Diano d'Alba (CN)
Tel. 0173 612076
www.osteriaconcreta.it

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