Vino Nobile: basta scherzare!!!

Basta con le stelle dei maghi di provincia: giudizi ancorati all’evoluzione del vino!

24.03.2022

Giovedì 24 marzo, giorno dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano con le degustazioni delle nuove annate in commercio: il Nobile 2019 e le Riserve. Ma durante i nostri meditati assaggi (alla cieca, dei primi 23 campioni di 2019) il Consorzio ha annunciato, in merito alla vendemmia del 2021, di abolire l’annuncio delle stelle rimandando, come è giusto che sia, all’anno in cui l’annata entrerà in commercio, quindi dal 2024. E finalmente, con coraggio, viene abolita la farsa delle stelle, smentita troppo spesso dall’evoluzione dei vini (in meglio se penso a certi 2017; in tono minore rispetto alle aspettative se penso al 2018). Insomma a Montepulciano non hanno voglia di scherzare e Riccardo Cotarella, insieme ad altri suoi colleghi, ha presenziato al progetto "Le Pievi", il nuovo disciplinare che, dopo il parere positivo da parte della Regione Toscana, ora attende il via libera dal Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Basandosi sullo studio storico della geologia e della geografia del territorio, sono state individuate 12 zone che avranno la menzione “Pieve” in etichetta, secondo una tradizione antica. Da qui la scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio fin dall'epoca tardo romana e longobarda. In questo modo, il Consorzio ha voluto codificare l'identità del Vino Nobile di Montepulciano collegandola alla sua antica radice storica. E se pensiamo al Chianti Classico che invece menziona i paesi, sembra compiersi in qualche modo il sogno di Luigi Veronelli delle denominazioni comunali o, in questo caso, territoriali. Attualmente sono oltre 40 le aziende di Vino Nobile di Montepulciano che con la vendemmia 2021 hanno selezionato una partita di Nobile atto a divenire “Pieve”, pari al 10% circa della produzione. Non male come prospettiva.

Detto questo, eccoci alle prese con l’annata 2019 che non ha i muscoli di altre annate, ma comunque una bella composizione che dà soddisfazione. Diciamo che a oggi il corpo è di media lunghezza; che il bosso si sente, ma non è certo quello del passato che sapeva di vaniglia e quindi non disturba.
Ecco allora i miei assaggi di stamane.
Boscarelli, col suo Vino Nobile di Montepulciano 2019 è sempre lei: la cantina iconica che interpreta l’annata alla perfezione. Questo ha colore colore rubino trasparente; al naso una ciliegia piena, matura, fresca, integra. In bocca i suoi tannini sono ancora vivi ma già verso un equilibrio. Finale amaricante. Un bel campione.
Fattoria Svetoni. Il rubino mostra una buona consistenza già al colore; al naso note di bosso, spezie, cuoio che coprono la frutta che tuttavia spinge. In bocca un sorso profondo, con tannini setosi e una bella eleganza. Convincente.
Le Bertille. Andrà in finale, fra i migliori assaggi questo Vino Nobile dal colore rubino trasparente e cenni di riflessi arancio. Al naso una nota distesa con sentori caldi e speziati con un che di frumento. Bel naso, davvero invitante! In bocca è elegante, pieno, sontuoso, con un corpo pronunciato e tannini presenti e levigati. Ti lascia con un ricordo di acidità.
Tenuta Tre Rose col Nobile “Santa Caterina”. Ha colore trasparente e riflessi aranciati. Al naso ha note di frutta gialla matura, fine, con riflessi minerali. È il più equilibrato in bocca dei primi sei assaggiati nella prima batteria del giorno che ne contempla 23. Ti lascia con una coda tannica foriera di una buona maturazione nel tempo.
Vecchia Cantina di Montepulciano. Ma che soddisfazione, anche quest’anno, registrare l’ottimo lavoro della Cantina cooperativa che è stata fra i Top Hundred del 2021. Con questo assaggio e poi con un altro ancora, si conferma. Ha colore rubino di bella lucentezza; al naso la ciliegia si fa composta, quasi sciroppata e dolce; sullo sfondo spezie e cenni di incenso. Molto buono, equilibrato, tannico al punto giusto, di persistenza lunga e pregrante. Velluto.
Gattavecchi. Questo rosso si apre subito con note speziate dolci che emergono dal suo colore rubino concentrato e lucente. Ci sono cenni di cioccolato anche. Piacevole, disteso, fresco, tannico. Un bel bicchiere che promette tanto.
La Ciarlana. E si fa un tris di pregio con questo Vino Nobile curato da un enologo piemontese, Mario Ronco, che ogni anno dimostra padronanza con le uve toscane. Ha colore rubino trasparente. Naso felice, di frutta rossa e amaretto, un profumo che si può definire di tendenza dolce. In bocca è molto elegante, con un cuore ammandorlato che svela poi la setosità dei tannini. Chiude asciutto. Bellissimo equilibrio.
Poggio Uliveto di Tenute San Fabiano è per noi una novità. E l’accogliamo con questo colore rubino concentrato. Al naso ha subito note speziate e di bosso. In bocca è ampio, l’acidità è diffusa e si prende la scena, i tannini fini.
Antico Colle è da incorniciare, perché rappresenta un’interpretazione coerente dell’annata. Ha colore rubino trasparente e consistente. Naso fine più speziato che fruttato. In bocca è disteso, equilibrato, lungo. Bene!
Dei. Ed eccoci svelato che il campione numero 12, degustato alla cieca, era proprio quello di Caterina Dei, che ogni volta si distingue. Ha colore rubino, cenni di frutta sottospirito, da cui poi viene fuori la ciliegia piena e intensa. Che rincorre il bosso. In bocca è equilibrato, benché un po’ ruvido per i suoi tannini giovani che giocano con l’acidità.
Il Molinaccio presenta il Nobile ”La Spinosa”: colore rubino trasparente; naso speziato dolce con note di ciliegia e un che di rabarbaro. In bocca i tannini sono levigati più di altri. Freschezza e chiusura leggermente allappante.
Le Bèrne. Non male anche questa cantina che già in altri anni era salita alla ribalta. Naso speziato, note piuttosto intense e piacevoli di frutta. In bocca è croccante, con un’evoluzione del sorso scalare, piacevole.
Tenuta di Gracciano della Seta. Ha naso molto elegante e qui la franchezza della frutta si sente in maniera speciale, con note persino dolci. In bocca i tannini sono presenti ma verso una loro morbidezza.
Tenuta Valdipiatta. Qui è molto intensa la nota di ciliegia. Naso bellissimo e fresco; in bocca è morbido, con un’anima amaricante, non molto persistente, ma perfetta espressione dell’annata.
Fattoria del Cerro si presenta con il “Silimeo” 2019. Qui sono presenti il sandalo e una fuga di frutta sottospirito, con evocazioni balsamiche, verdi, quasi di malva. In bocca carico e di un certo corpo.
Il campione 19 ha poi svelato un bis per la Vecchia Cantina che presenta il suo Redi “Argo”. Colore rubino trasparente; al naso note di frutta leggermente speziate da cui viene poi fuori il cuore di ciliegia. La frutta la senti felicemente anche in bocca con una trama di tannini fini.
Fattoria della Talosa. Chapeau per l' "Alboreto” 2019 dal colore rubino più concentrato. Naso bellissimo con intensità di frutta. Sorso molto imponente, ampio, tannini presenti a reggere un corpo pieno e complesso.
Manvi presenta il Nobile “Arya” che ha una bella speziatura, intrigante al naso. Tannini equilibrati, lunghezza media.
La Braccesca ha naso fruttato caldo. Corpo pieno e ben costruito.

Al termine dei nostri assaggi 2019, ecco una piccola classifica: sul podio il Vino Nobile de Le Berne, accanto a quello della Talosa e de La Ciarlana. Seguono a ruota, al riassaggio, Le Bertille, Tenuta Trerose, Vecchia Cantina, Gattavecchi, Antico Colle, Il Molinaccio.

SELEZIONI
Fra le selezioni 2019 quello che più è piaciuto è il Pagliareto 2019 di Lunadoro. Dell’annata 2018 salvo solamente La Combarbia con le sue note di rabarbaro e liquirizia; quindi Croce di Febo ha bella frutta fresca con cenno sottospirito.
Dell’annata 2017 applausi per la riserva “Bossona" di Dei, che promette come sempre, mentre chiudiamo con un eccellente Vino Nobile di Montepulciano di Carpineto della mitica selezione “Poggio Sant’Enrico” 2015. Un vino da mangiare: tanta frutta, corpo ricco e ampio.

P.s. In occasione dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano è stato consegnato il Premio Gambelli 2022. Ad aggiudicarselo il giovane enologo lucano Fabio Mecca

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