Una cascina radiosa splende a Cocconato

L’evoluzione di Cascina Rosengana oggi è un’esperienza eccellente

25.03.2026

C’è un luogo a Cocconato, borgo Bandiera Arancione noto come la "Riviera del Monferrato", dove il tempo sembra essersi fermato per poi ripartire con un’energia tutta nuova. È Cascina Rosengana, una struttura che affonda le radici nel Seicento — pare fosse un antico monastero legato alla vicina Pieve di Rosingana — e che, dopo secoli di vita contadina e un periodo di abbandono, è tornata a splendere grazie alla visione della famiglia Macchia-Vigna, che ha iniziato la ristrutturazione nel 1997, per aprire il B&B nell’anno 2000. E io arrivai fin dagli inizi, pernottando almeno un paio di volte in quelle camere che davano sulla corte. Mi ha sempre colpito l’eleganza contadina, il calore di questo luogo che era sulla strada che porta al paese, proprio di fianco alla Conbipel. Ma poteva una struttura così bella essere in balìa delle sorti economiche di questa mitica fabbrica? Certo che no? E se il flusso di clientela “popolare” è andato scemando (sia per Conbipel sia per Rosengana) qualcuno in famiglia ha capito quello che da sempre andiamo predicare: la distinzione qualitativa è la strada maestra. Quella che aprì, grazie a Giorgio Onesti, al Golosario. E così, dal 2016, sono i figli Alessio e Matteo a guidare questa realtà con passione, a cui si aggiunge Carlo (assaggiatore), trasformando il sogno dei genitori in un’esperienza di ospitalità e gastronomia che è un inno al territorio, un completamento delle intuizioni iniziali.

L’agriturismo accoglie l’ospite in un ambiente caldo e rustico ancora più elegante, in una teoria di sale, dove il soffitto in legno a vista e le pareti in pietra raccontano l’anima della struttura. Cascina Rosengana, poi, offre sei camere esclusive in stile chalet (tre standard e tre superior), completamente rivestite in legno e dotate di ogni comfort, incluso l’angolo cottura.
All'esterno, il terrazzino regala uno scorcio magnifico sulla torre di Cocconato, mentre la piscina di acqua salata rappresenta l’oasi perfetta per il relax estivo. Completano l'offerta una colazione genuina e il comodo parcheggio riservato.

Noi, che eravamo in otto quel sabato a pranzo, abbiamo mangiato in un tavolo quadrato con il caminetto di fianco. La proposta del menu è un viaggio tra i "capricci" della natura e delle stagioni. Se da un lato non mancano i grandi classici della tradizione piemontese, l'arrivo dei giovani fratelli ha portato una ventata di modernità. Cascina Rosengana si è infatti specializzata nel Dry Age: qui è possibile degustare la pregiata carne di razza Fassone piemontese con maturazioni che partono dai 60 giorni, garantendo una tenerezza e un bouquet aromatico eccezionali.
La forza di Cascina Rosengana risiede infatti nella materia prima, quasi interamente autoprodotta o selezionata da piccoli agricoltori locali. L’azienda vanta un frutteto con circa 200 piante di antiche varietà di frutta e ortaggi stagionali che finiscono dritti nel piatto o nelle varie confetture in vendita; un allevamento bio di vacche dal quale ricavano latte, yogurt, gelato (buonissimo) e formaggi certificati biologici (superbi!). Da non perdere la Maciottina (fresca) e la Toma Rosengana (stagionata).

Alessio, che è pure sommelier AIS, ha trasformato la passione per il vino in una carta che conta oltre 100 etichette in abbinamento ai menu, mentre nel negozietto interno la selezione sale a oltre 250 referenze del territorio, dove i produttori di Cocconato vengono raccontati e presi sul serio (più che gli stessi produttori che forse non si prendono totalmente sul serio, avendo un concetto di comunicazione “frenato” a mio avviso da logiche provinciali, nell’accezione negativa del termine, per cui il vicino resta un concorrente anziché un alleato). Dunque, grazie a questa realtà, ma anche a quella di Alberto Marchetti, in paese, le etichette dei sette produttori di Cocconato svettano. Cascina Rosengana, dunque, non è solo ristorazione, ma un centro di cultura gastronomica.
Durante l’anno vengono organizzati eventi e degustazioni mirate, mentre l’estate si anima con l'Aperigarden e il brunch della domenica, appuntamenti imperdibili per chi cerca il bello e il buono del Monferrato.
Per conoscenza, noi abbiamo assaggiato il metodo classico rosato da uve freisa di Domenico Capello della Montagnetta di Roatto “La Donna Nervosa”, una vera sorpresa; il Piemonte Sauvignon “Relais Bianc Particulier" 2019 di Bava, un vino spaziale, memorabile, grandissimo, prodotto in poche bottiglie, ma superbo (il miglior assaggio di sempre di sauvignon); quindi Rosso “Vecchia Ceppaia” 2015 dell’azienda il Benefizio di Cocconito, un cru si barbera e altre uve (nell’etichetta poi appare anche la società San Bartolomeo per cui bisogna decifrare fra i vari nomi quale sia quello giusto di questa sconosciuta cantina di Cocconato, che tuttavia insegna a non avere fretta, perché il “Grande” vino si fa anche nel Monferrato). Poi La Freisa d’Asti superiore “Bugianen” di Domenico Capello, grandissima come sempre (e come dimenticare quella bottiglia del 2004 assaggiata un lustro fa?). Altro vino che ha esaltato i presenti, l’Albugnano superiore 2020 di Cantina Nicola di Cocconato che è da tenere sotto osservazione, perché i vini, curati dall’enologo Gianpiero Gerbi sono sempre più buoni (loro hanno anche una cucina con la corona radiosa).

Veniamo ora ai piatti alla carta. Sì, ma chi c’è in cucina? Attenzione: c’è Stefania, la mamma dei tre fratelli, coadiuvata da due assistenti molto brave.
Ora, il piatto che porta il nome di Tela '99 è un carpaccio di vitella piemontese con crema al gorgonzola, davvero ghiotto (€ 15);
c’è poi la battuta, ovvero la tartara di Fassona con maionese al rafano e uovo pochet (imperdibile).
Affascinante è poi il Gelà monfrà (un cono di riso venere, con carne battuta al coltello e le sue salsine a € 15);
perfetto il tonnato all'antica
curioso l’orto arrotolato (sedano rapa, porri croccanti su un letto di maionese vegetale e olio al prezzemolo a € 13).
Altri antipasti: toma in carrozza, tagliere nostrano.
Ai primi ecco i plin alla nonno Ernesto (plin di farina integrale ripieni di carne innaffiati con la “nostra” Barbera "465" a € 14)
quindi i plin arost, gli gnocchi di patate con fonduta, zafferano e nocciole a € 14,
poi degli iconici tajarin al ragù di salsiccia a € 14.
Ai secondi prendete la Tiepida (stracotto di vitello Fassone cotto a bassa temperatura e bagnetto verde a € 13) oppure il Sutfilet (sottofiletto di vitello alle rose e aromatiche alla piastra a € 17). E se per i carnivori la costata frollata è una tentazione, per i vegani il finocchio in bistecca è una felice alternativa.

Ma attenzione, il tagliere dei formaggi (€ 16) è irrinunciabile: sono i loro 6 tipi di formaggio che richiamano altri calici di vino. Come contorno patate al forno, radicchio alla piastra, scarola ripassata, carote speziate e poi la mitica patata "fricasaia".

Ai dolci ancora applausi per il Monfrà dus (gelato a € 6), “La nocciola”, ovvero crema gianduia e la creme caramel brusatà (a € 8).
Una sosta straordinariamente bella, da raccontare, che per noi vola sulle alte vette del faccino radioso, vergato già sull’App IlGolosario Totale. (provato il 14 marzo 2026)

CASCINA ROSENGANA

Via Liprandi, 50
Cocconato (AT)
Tel. 0141 907857

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