A Piossasco, nella frazione collinare di San Vito, c’è Casa Lajolo, una villa storica della metà del Settecento, splendidamente mantenuta e tenuta in vita da una Fondazione che non si limita a valorizzare la dimora e i suoi giardini, ma cerca di fare modernamente cultura con esposizioni, concerti, rassegne botaniche. Il godimento del bello è proposto con raffinata semplicità, senza supponenza. È un posto che mi dà gioia e, di conseguenza, mi mette appetito.
Quando ho saputo dell’apertura, appena fuori dalla villa, dall’alto lato della strada, di un ristorante gastronomico, il
Civico 22 non vedevo l’ora di provarlo.
Luca e Giulia, i giovani titolari hanno le idee ben chiare: cucina a vista, scelta accurata delle materie prime con predilezione per i prodotti locali.
Il locale, all’interno ha un’eleganza minimale e non distraente, ben abbinata all’estetica delle portate. Il menu non è vasto ma stagionale e ben calibrato nei prezzi sia alla carta che nel
menu degustazione, proposto per l’intero tavolo
a 40 euro. La domenica proposta ancora più conveniente con benvenuto della cucina, scelta fra due antipasti, primo o secondo e dolce a 35 euro.
La
cucina di Luca è creativa, in delicato equilibrio tra consistenze e contrasti. Dopo la scuola alberghiera ha fatto un’esperienza come chef in Costa Azzurra, dove gli veniva chiesta una cucina italiana classica, senza voli pindarici. Al Civico 22 il suo talento creativo ha trovato la sua dimensione.
Ci sono andato la domenica e ho gustato pan brioche, burro montato, barbabietola, macaron ai peperoni, robiola, vermouth (benvenuto). Poi il
peperone arrosto farcito con mousse di caprino di montagna, terra al rosmarino crema vichyssoise
e, a seguire,
paccheri freschi, crema al bergamotto, bottarga di trota, acciuga, katsuobushi. Ottimo!
Ho assaggiato dalla mia commensale anche la piacevolissima
pappa al pomodoro monoporzione, stracciatella affumicata, gel al basilico, biscotto alle olive taggiasche
e il rischioso ma riuscito
maialino cotto sottovuoto 60, ketchup di albicocche e spezie, baby carotine arrosto, salsa alla salvia.
La
cantina, curata da Giulia che assiste in sala, anche questa saggiamente limitata e ben adeguata al menu, ha bottiglie non scontate e molto interessanti. Ho bevuto un Freisa metodo classico non dosato di Domenico Capello “La donna nervosa” che, al di là del nome intimidatorio, è risultata piacevolissima e già Paolo Massobrio in primavera l’aveva osannata dopo il pranzo alla Rosengana di Cocconato d’Asti.
Ah... mi dimenticavo... il
Bònet e glassa al vermouth che ci è stato servito come dolce, il piatto con il nome meno lungo e didascalico, è stato il miglior bònet che abbia mai assaggiato in un ristorante. Ai miei complimenti lo chef ha reagito quasi dispiaciuto:
“È l’unica ricetta non mia. L’ho presa tale e quale da mia nonna”. Mi ha fatto quasi tenerezza. Avremo sicuramente occasione di rivederci.
CIVICO 22
Via San Vito 22
Piossasco (TO)
Telefono 3200121210