Castello di Montecavallo: dove il vino incontra la storia e l'arte dell'accoglienza

Sulle colline di Biella, la sesta generazione della famiglia Incisa della Rocchetta rinnova la storica dimora dell'Ottocento tra recupero dei vigneti, nuovi spazi di degustazione e progetti culturali.

17.07.2026

Il Castello di Montecavallo venne costruito da Filiberto Avogadro di Collobiano intorno al 1830, sui resti di una casaforte appartenente alla stessa famiglia dal 1200 fino a oggi. Posizionato su una collina a circa 5km dal centro di Biella, è circondato da giardino, boschi e vigne. Dal 2021 alla guida dell’azienda vi sono i fratelli Tomaso e Martina Incisa della Rocchetta (sesta generazione della famiglia) che hanno avviato una serie di cambiamenti quali la ristrutturazione dei vigneti e della cantina, il rinnovamento della gamma dei prodotti e lo sviluppo dell'ospitalità ricettiva, con percorsi di visite guidate e di degustazione dei vini e dei prodotti tipici del territorio.

Durante la visita, oltre ai vigneti, si possono scoprire la cantina del 1800, l’antica bottiglieria e la ghiacciaia sotterranea; c’è anche una Cappella privata, dedicata a S. Filippo Neri, che contiene una Pietà in marmo del Cacciatori, maestro scultore di Carrara.

A disposizione degli ospiti ci sono anche 2 camere di charme, arredate con mobili d’epoca, collocate nella foresteria sotto la torre. La cantina storica è una sorta di museo dove oltre agli aspetti architettonici si possono ammirare il torchio del 1837 e una serie di bottiglie della prima decade del 1800.
La novità più recente è invece rappresentata dalla nuova sala per degustazioni realizzata negli spazi delle antiche scuderie del castello e progettata dall’architetta biellese Luisa Bocchietto. Molto particolare è la sua origine, come racconta Tomaso: “Nel 2021, durante un forte temporale, nella nostra proprietà una grande e antica quercia è crollata a terra. Abbiamo scelto di recuperare quel legno e trasformarlo nel grande tavolo centrale della sala e negli altri elementi lignei che ne caratterizzano gli interni, creando così un nuovo spazio dedicato al vino e all’accoglienza”.
Oggi il Castello di Montecavallo concentra la sua attività nella produzione di 4 tipi di vino ed 1 vermouth, ognuno dei quali racconta un pezzo della storia di famiglia: Aralcader, nebbiolo in purezza, dedicato a Clara Reda, matriarca della famiglia e pittrice, che firmava le proprie opere con l’anagramma del suo nome; Cajanto, blend di bebbiolo e vespolina, che è il modo in cui da bambina Clara pronunciava “Montecavallo”; Indero, rosato di Nebbiolo, il cui nome rappresenta le iniziali del cognome dei 2 fratelli per celebrare il primo vino fatto insieme; Flamia, un bianco blend di erbaluce, vionnier e cdhardonnay, che è un tributo a Fiamma, primogenita di Tomaso e prima nata della nuova generazione Incisa della Rocchetta, rappresentando così una nuova forma di continuità nel racconto di Montecavallo; ed infine il vermouth rosso Super Sidera, termini latini che significano “Oltre le Stelle”, cioè il motto di famiglia.
Le uve di Montecavallo provengono principalmente dai vigneti situati sulla sua collina e l’intero processo di vinificazione avviene in loco. Il terreno è costituito da sabbie provenienti da antichi fondali marini con apporto di materiale fluvioglaciale ad alto contenuto di acidità.
Come dice Tomaso “ciò contribuisce alla caratteristica freschezza e mineralità dei vini e la vicinanza alle Alpi, con notti fresche durante l'estate, contribuisce allo sviluppo di eleganti aromi di frutti rossi, tannini eleganti e livelli alcolici ben equilibrati”.

La passione per il vino si accompagna però al desiderio di creare intorno a esso un ambiente attrattivo per far vivere il Castello sotto molteplici aspetti. La nuova sala degustazioni si inserisce infatti nel più ampio percorso di sviluppo intrapreso negli ultimi anni, un lavoro che ha riguardato vigneti, spazi produttivi e ospitalità, con l’obiettivo di costruire un’idea contemporanea di cantina senza interrompere la continuità con la propria storia.
Al riguardo è stato di recente annunciato anche l’avvio del progetto “Montecavallo Wine Society” che inizierà a prendere corpo a partire da settembre e che sarà caratterizzato dall’utilizzo di diversi spazi del Castello per iniziative di vario genere di carattere culturale, artistico, musicale, gastronomico e altro ancora. L’annuncio del progetto è stato dato a metà luglio in occasione di un concerto di violino e di pianoforte che in una sala del Castello ha visto protagonisti Magdalena Sokal, Violino solista del Teatro dell’Opera di Varsavia, e al pianoforte il fratello Adam, un tempo musicista professionista, diplomato al Conservatorio di Cracovia in pianoforte, organo e clavicembalo, e oggi chef del suo ristorante Tre Camini di Mongrando. Dopo il concerto non poteva mancare, sulla terrazza di Montecavallo con magnifica vista sulla pianura e sulle montagne, un assaggio dei vini in abbinamento a prodotti tipici locali.

E, infine, il pensiero di chi ci ha ospitato salutandoci così: “Lo spirito con cui oggi vi abbiamo accolti è quello che vorremmo offrire ai visitatori quando partirà il progetto “Montecavallo Wine Society” e cioè aprire le porte del Castello per condividere non solo un luogo ma anche il modo in cui lo viviamo, con il desiderio di rallentare, incontrarsi e lasciare che il vino, la musica e la conversazione diventino parte della stessa esperienza. Per fare in modo che chi entra nel mondo di Montecavallo possa sentirsi, per qualche ora, non semplicemente un ospite, ma parte di questa casa”.

Azienda vinicola Castello di Montecavallo

via per Chiavazza, 30
Vigliano Biellese (BI)
tel. 389 932 6879
info@castellodimontecavallo.it - www.castellodimontecavallo.it

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