Ci sono tavole che incarnano l’essenza stessa della loro terra, presidi autentici capaci di resistere alle mode passeggere per farsi custodi rigorosi della storia, della costanza e di quella dedizione tutta sabauda alla cucina di tradizione.
Il Vascello d’Oro appartiene di diritto a questa nobile schiera: un indirizzo iconico dove la salvaguardia dei piatti di territorio si respira non appena varcata la soglia.
L’accoglienza ha il passo antico delle cose fatte con cura: varcare l’ingresso è come entrare in una bomboniera d’altri tempi, tra salette impreziosite da calde boiserie, pavimenti in travi di legno, credenze d’epoca cariche di charme e vecchie stampe alle pareti. Ci si siede e ci si sente subito a casa di amici, avvolti da una premura calorosa e informale al tempo stesso.
A tavola il benvenuto è immediato e goloso: insieme a una focaccia fragrante arrivano fette di un salame squisito e alcune foglie di salvia fritte in pastella, eteree, leggerissime e soavi. Nel giorno della nostra sosta — complice la calura estiva che ci ha imposto, a malincuore, di rimandare all’autunno il rito del celeberrimo carrello del Gran Bollito — la scelta è caduta su alcune proposte fuori carta.
Partenza felice con i
fiori di zucchina panati, dorati e croccanti, dal ripieno filante e generoso di prosciutto e formaggio: un boccone ricco, godurioso e impeccabile per consistenza.
A seguire, una magistrale declinazione del
carpione piemontese: melanzane impanate, frittatina, pollo e uovo, legati da una marinatura misurata, delicatissima, capace di esaltare la materia prima senza mai sovrastarla, regalando una freschezza rigenerante.
Al centro della scena non potevano mancare i
tajarin al sugo: pasta dalla tenuta al dente millimetrica, abbracciata da un ragù tradizionale ben consumato a fuoco lento, corposo, sapido e profondo nei profumi.
La chiusura è un inno alla tradizione dolce regionale: una sontuosa
torta di nocciole, dall'impasto rustico e fragrante, servita accanto a un caldo ed emozionante
zabajone al Marsala, montato a regola d’arte, cremoso e avvolgente.
Porzioni senza timidezze, di confortante generosità contadina.
La
carta dei vini è ampia, prestigiosa e calibrata sulla grandezza enologica del Piemonte, sebbene sconti ricarichi complessivamente un po’ spinti. A voler trovare un appunto a un'esperienza altrimenti memorabile, il conto finale lascia trasparire un ritocco verso l'alto: 68 euro per quattro portate e mezzo litro di vino della casa (un rosé a base nebbiolo proposto a 15 euro per la mezza caraffa) appare leggermente sopra le righe. Resta però immutata la caratura del luogo: per fascino, atmosfera e rispetto filologico del ricettario piemontese più autentico e genuino, Il Vascello d’Oro rimane una sosta di riferimento imprescindibile.
(provato il: 14/8/2026)
Trattoria Vascello d'Oro
Via San Giuseppe, 9
Carrù (Cn)
Tel. 0173 75478
Foto apertura, dehors e carpione da pagina Facebook