Terra e mare all'ingresso della Valle Grana

A Caraglio, il Pagoda Restaurant Cafè, condotto con rara bravura da David Tomatis, patron e sommelier

24.03.2023

È sempre una piacevole conferma questo ristorante condotto con rara bravura da David Tomatis (nella foto d'apertura a destra), patron e sommelier, nostra antica conoscenza, sempre alla ricerca di qualche chicca da mettere in menu e in carta. Siamo a Caraglio, allo sbocco della Valle Grana, località rinomata perché conserva il più antico setificio d’Europa e per la produzione del cosiddetto "aglio storico di Caraglio”.

Dall’esterno, il locale, dotato di ampio parcheggio (un tempo ospitava la discoteca più “in" della zona), dopo la sapiente ristrutturazione appare moderno e di design. Stessa sensazione che ritrovi nelle due ampie sale interne, particolarmente curate e stilose. Belle le applique e i lampadari in rame che si esaltano in un arredamento minimalista.

Lo staff è giovane, disinvolto e dinamico. Il via alle danze è stato con un fuori menu, ovvero le ostriche, per poi proseguire con il menu alla carta, che alterna proposte mai banali di terra/territorio e di mare.
Gustoso l’ottimo Crudo di Cuneo, insalata russa e bignè di pane fritto (€ 11),
al pari della battuta di vitello piemontese, carne salada artigianale e caprino fresco “Lo Puy” (€ 13); quindi un ghiotto uovo in crosta, asparagi e scaglie di blu della Morra (€ 10).
In tema di pescato, la proposta era polpo e gamberi scottati, patate, capperi e paté di olive Taggiasche (€ 13),
oppure trancio di baccalà islandese, seppie croccanti e crema di piselli (€ 12). Tutto a prezzi onesti e più che abbordabili.
Tra i primi, buoni i “nostri" plin ai tre arrosti, burro, timo e nocciole (€ 11)
quindi riso Carnaroli vercellese “Tenuta Val Serpe”, asparagi e Testun (€ 12), e ancora altre due scelte con il pesce: tagliolini di Barbariá*, sanpietro, zucchine e bottarga (€ 13) e mezze maniche “Az. Agr. Mancini”, moscardini, vongole, gamberi e pomodoro (€ 13). E anche qui, come si evince, la ricerca delle materie prime, fra i migliori produttori locali e i numeri 1 del Golosario è all’ordine del giorno.
A seguire, davvero cucinate a regola d’arte, le costolette di agnello in crosta di nocciole, valeriana, uvetta e salsa di yogurt all’erba cipollina (€ 18)
al pari dello scamone di vitello piemontese, cipolla ripiena e salsa di pane (€ 19); quindi, esaltazione del pescato con pesce spada sottovuoto, porri e carote alle erbette (€ 17), oppure dentice, lardo al rosmarino, patate al forno e crema delicata all’aglio di Caraglio (€ 18). Ma come non farsi conquistare dal fuori carta di quel giorno: il capretto al forno con le patate. Superbo!
Fra i dolci, il semifreddo al cioccolato, amarene “Agrimontana” e spuma all’amaretto, sfoglia con mousse di cioccolato bianco, scorza di arancia e crema inglese oppure il Pagodino: gelato di crema al Barbarià, salsa al cioccolato “Domori”, croccante di nocciole e mandorle, caffè espresso ( € 9).

Ampia e davvero interessante la carta dei vini, che spazia dal Piemonte al resto dell’Italia. Davvero bravi!

Pagoda Restaurant Cafè

Caraglio (Cn)
via Divisione Cuneense
tel. 0171 619292
Riposo martedì
Venerdì, sabato e domenica aperto anche a cena

* Barbariá significa “imbarbarito, imbastardito” e indica un’antica tecnica che prevedeva la semina di una miscela composta da semi di grano per circa il 60% e di segale per il restante 40%. Oggi il Barbariá ha ripreso a essere coltivato perché fa parte della rotazione temporale necessaria per la produzione dell’Aglio di Caraglio. La farina ottenuta è integrale, ideale per la preparazione di biscotti e torte, ma anche per la pasta e il pane.

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