C’è un indirizzo, lungo la via Provinciale a Vago di Lavagno, poco dopo San Martino Buon Albergo, che ha saputo trasformare l’ospitalità in un format a due anime, capace di unire generazioni diverse. Parliamo di Cantina Battisti, un locale che ti accoglie col sorriso e ti conquista con la solida rassicurazione della tradizione scaligera.
Arrivando – complice un parcheggio provvidenziale e comodissimo lungo la provinciale – l'impatto iniziale spiazza in positivo. A fare gli onori di casa c’è infatti
Casa Battisti, l'ala del locale
votata all'aperitivo: uno spazio vibrante, interno e soprattutto esterno, gremito di giovani e animato da formule curiose a suon di taglieri sfiziosi e aperitivi. È il preludio contemporaneo e informale a un’esperienza che, varcata la soglia della sala ristorante vera e propria, affonda invece a piene mani nella storia del territorio.
Un primo particolare indicatore è poi la presenza della
MoleCola e del
caffè di Gianni Frasi (il Giamaica) che dice quanto la qualità sia perseguita fin nei minimi dettagli.
La filosofia dei fratelli Battisti è infatti accoglienza e materia prima
E la cucina veronese diventa filosofia e spettacolo tra le mani di
Marco e Luciano Battisti, i due volti dietro questa insegna di successo. E la promessa viene mantenuta in una sala traboccante di vita, dove i tavoli sono tutti occupati e la brigata sfreccia tra i commensali con una rapidità e un'efficienza che mettono allegria.
L’attesa del tavolo viene subito ingannata da una
mise en bouche generosa (foto sopra) che tradisce una ricerca minuziosa sui fornitori: arrivano i formidabili salumi di Corrado Benedetti, una polentina con Montasio e una stuzzicante insalata russa ravvivata da semi di senape. Non ci sono antipasti nel menu, per intenderci, ma questo piatto generoso viene omaggiato a tutti.
La nostra prova tavola: estro e sincerità
Il menu è radicalmente veneto, ma non rinuncia a qualche guizzo creativo o al rigore della stagionalità, come dimostrano gli ottimi
ravioli con il broccolo fiolaro o i bigoli con gli asparagi.
Tra i piatti scelti, gli
gnocchi al fondo bruno con pannacotta al pistacchio si rivelano una scommessa vinta, per la fattura degli gnocchi preparati manualmente e la panna cotta salata che si scioglie nel piatto.
Dobbiamo invece registrare una piccola battuta d'arresto sul
baccalà alla vicentina con polenta, risultato un po' sottotono e meno incisivo rispetto alle alte aspettative create dal resto del menu.
Lo spettacolo del carrello: il vero re della sala
Ma si viene da Cantina Battisti soprattutto per lui, l'indiscusso cavallo di battaglia della casa: il monumentale
Carrello dei bolliti e arrosti. Non è solo un piatto, ma un "pizzico di spettacolo". Questo trionfo fumante di carni, servito con l'immancabile pearà e le salse d'accompagnamento, cattura l’attenzione (e non c’è commensale che non si giri a vederlo).
C’è il piacere della gestualità del padrone di casa che taglia le carni. Ognuna cotta alla perfezione: dal muscolo alla gallina, due versioni di lingua, fino al polpettone al cotechino e alle diverse tipologie di arrosto.
Nota di merito anche per i contorni, dalle
patate arrosto con la buccia alla verza in padella.
Dulcis in fundo: cantina importante e caffè d'autore
Si chiude in dolcezza con una carta che omaggia i grandi classici senza sbavature: dal rassicurante tiramisù espresso a una fresca cheesecake al bicchiere, fino all'intramontabile millefoglie.
Menzione speciale per la
proposta dei vini: la carta, da leggere a video, è ricca di referenze che mostrano un’attenzione non comune. E le etichette con ricarichi decisamente onesti invitano a stappare con serenità.
Il sigillo finale è una tazzina che da sola merita attenzione: l'ottimo
caffè della Torrefazione Giamaica di Verona, a conferma di una maniacale selezione dei prodotti che rappresenta il vero segreto di un’offerta che riesce a conquistare tutte le generazioni.
Cantina Battisti
Via Provinciale, 18
Lavagno (Vr)
Tel. 0456152230