Nel labirinto di viuzze che disegna il centro storico di Bra, esiste un luogo che da poco più di un decennio brilla per luminosità e cura: un locale accogliente, dove i tavoli ben distanziati invitano alla sosta. Qui, la cucina è affidata al talento del giovane Manuel, uno chef capace di muoversi con agilità tra i capisaldi della tradizione sabauda e un’apprezzabile maestria nel trattare il pesce. La sua filosofia, basata su materie prime di altissima qualità e una rotazione frequente della carta, gli è valsa il riconoscimento del Faccino Radioso, un titolo che oggi appare più che mai meritato.
L’accoglienza in sala è coordinata dalla moglie Silvia, supportata da uno staff attento e preparato, capace di dialogare con la clientela straniera spiegando i menu con precisione. La proposta gastronomica si apre con una piccola lista speciale, dove spiccano il prosciutto di maialino Nero di Cavour, una selezione di formaggi e due declinazioni di foie gras, per poi proseguire con un menu che bilancia sapientemente storia e innovazione.
Durante l'ultima visita di aprile, l'esperienza è iniziata con piccoli benvenuti come il gel al genepy, un croissant alla robiola e l'immancabile salsiccia di Bra in pallina.
Tra gli antipasti, oltre ai classici come la carne cruda di Fassona battuta al coltello e le delicate roselline di vitello tonnato, hanno colpito l’
insalatina di coniglio Grigio di Carmagnola con salsa Caesar, un piatto corposo e completo
e il
salmone marinato con caponata di ceci e cipolle al lampone. Non mancavano proposte originali come il muffin alla carota con cuore di Raschera e crema di parmigiano.
I primi piatti celebrano il territorio con i tajarin ai 40 rossi conditi con sugo di salsiccia di Bra, affiancati da creazioni primaverili come gli gnocchetti di patate e zafferano con asparagi del Roero, preferiti per l'occasione ai tradizionali plin o alle fettuccine di semola con gamberi, aglio, olio e peperoncino.
La varietà prosegue nei secondi, dove Manuel dimostra grande tecnica sia con il
calamaro ripieno, eccellente per qualità e cottura, sia con il guanciotto morbido di maialino al forno.
La carta offriva anche un tenero di vitello brasato, una croccante tempura di gamberi, baccalà e polpo, oltre allo scenografico spiedo di quaglia ‘mbuttunata con guanciale e 'nduja.
La chiusura dolce è stata affidata al
pan bunet (vedi foto sopra), originale unione tra il dolce tipico e la panna cotta, e a una
tartelletta di frolla con crema pasticciera, fragole e gelato fiordilatte. Di valore anche il brownies al cioccolato fondente con chantilly al caffè e il gelato mantecato in proprio.
La carta dei vini riflette la stessa cura, esplorando a fondo le realtà locali di Langhe e Roero con un occhio di riguardo per i piccoli produttori, senza dimenticare incursioni nel resto d’Italia e in Francia.
Un approdo sicuro, dai prezzi ragionevoli, che continua a raccontare la cucina piemontese con freschezza e onestà.
Osteria La Pimpinella
Via San Rocco, 70
Bra (Cn)
Tel. 333525980
Foto d'apertura pagina Facebook - Osteria La Pimpinella