È stato presentato ufficialmente il progetto “Archeologia del gusto”, ideato dall’Ecomuseo di Cascina Moglioni, sito all’interno del Parco Naturale Regionale Capanne di Marcarolo a Bosio (Al), che muove dagli studi che, nel corso degli anni, l’Ente di Gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese ha condotto sulle pratiche di coltivazione e di allevamento (con una particolare attenzione per il castagno da frutto), sulla tutela del paesaggio, sulla valorizzazione dei prodotti agricoli della zona e sui cibi tradizionali.
L’Ecomuseo si trova in un contesto naturale estremamente suggestivo, tra boschi di faggio, castagni secolari e praterie umide che ospitano specie vegetali e animali di grande interesse. Nel tempo, sono stati realizzati percorsi didattici dedicati ai prodotti tipici, come “La formaggetta della Capanne”, giornate a tema – tra cui “Le ricette di Cascina Moglioni” e il documentario “Mani”. Sempre in quest’ottica, è stato inoltre fornito un contributo per la compilazione di “Parchi da Gustare”, pubblicato da Piemonte Parchi.
Ha rappresentato infine un momento significativo il recupero di
tre antiche ricette di Capanne di Marcarolo: la
“puta”, una polenta di mais arricchita di castagne; il
“riso alle castagne e latte” e gli
“gnocchi con polpa di castagne”. L’intento è stato quello di riscoprire gli strati della memoria collettiva di un luogo, di leggere, attraverso lo spazio e il tempo, la sua storia.
Lo studio nasce pertanto con l’intento di essere uno strumento di autodeterminazione, di dialogo tra le generazioni, di partecipazione attiva e di valorizzazione del patrimonio culturale locale.
Ultima tappa, la creazione della
“Mappa della Comunità”, realizzata durante alcune delle lezioni organizzate presso l’Università delle Tre Età – APS, sede di Mornese. Nel corso degli incontri, i partecipanti hanno descritto le loro abitudini alimentari, di ieri e di oggi, mettendole in relazione con i cambiamenti della società (in termini di attività lavorative, momenti di aggregazione, stile di vita) e la trasformazione del paesaggio. A una prima fase di confronto, ha fatto seguito la scrittura di un testo condiviso in cui tutti si riconoscessero. Questa mappa, dedicata ai piatti della tradizione, non intende esaurire il tema. Tuttavia, pur trattandosi di un elaborato parziale, ha il merito di essere stato realizzato attraverso la partecipazione attiva della comunità e di aver lavorato sui ricordi, sulle percezioni e sulle esperienze delle persone del posto.