Esiste un pesce che ad aprile smette di essere solo un ingrediente per diventare un simbolo di rottura. Lo sgombro, con le sue carni ferrose e la sua livrea cangiante, si riprende la scena gastronomica della Settimana Santa, allontanandosi dalle consuetudini dolciastre e rassicuranti. E le origini di questo strano modo di dire risalgono, e si legano proprio allo sgombro, nel 1564 quando il Re di Francia decise che l’anno non sarebbe più iniziato ad aprile ma a gennaio, il mondo si divise tra chi cavalcava il nuovo tempo e chi, per nostalgia o distrazione, restava ancorato al passato. Quest'ultimi divennero i bersagli perfetti: ricevere un pacco vuoto o un regalo assurdo era il prezzo per non aver capito che le regole erano cambiate. Lo sgombro, in questo teatro dell’assurdo, non è capitato per caso. È un pesce che ad aprile abbonda, si muove in banchi compatti e si lascia pescare con una facilità quasi imbarazzante, guadagnandosi il titolo di pesce degli sciocchi.
Ingredienti per 4 persone
• 4 sgombri medi freschissimi (circa 300g l'uno)
• 100 ml di aceto di lamponi
• 1 mazzetto di finocchietto selvatico fresco
• Sale Maldon (o fior di sale)
• Pepe nero in grani macinato
• Olio extravergine d’oliva
Procedimento
Sfilettate gli sgombri eliminando la testa e le viscere, poi ricavate i due filetti seguendo la lisca centrale con un coltello flessibile. Con l’aiuto di una pinzetta da cucina, rimuovete accuratamente tutte le spine laterali. Sciacquate i filetti sotto acqua corrente fredda e asciugateli tamponandoli con carta assorbente.
Disponete i filetti su una teglia con la pelle rivolta verso l’alto. Utilizzando un cannello da cucina, passate la fiamma viva sulla pelle dello sgombro con movimenti costanti e veloci: la pelle dovrà sfrigolare, ritirarsi leggermente e brunirsi fino a diventare croccante, sprigionando il caratteristico sentore di "bruciato". Il calore intenso ma breve deve cuocere solo la parte superficiale, lasciando il cuore del filetto rosato e burroso.
In un piccolo contenitore, emulsionate l'aceto di lamponi con un filo d'olio extravergine d'oliva. Adagiate i filetti nei piatti individuali e conditeli immediatamente con l'emulsione acida, che fungerà da contrappunto al grasso del pesce. Completate il piatto con i cristalli di sale Maldon, una macinata di pepe nero e i ciuffi di finocchietto selvatico spezzati a mano, per liberarne tutti gli oli essenziali.
Servite immediatamente, finché il contrasto tra la temperatura della pelle e la freschezza del cuore è ancora netto.