Ambrogio Invernizzi, presidente di Inalpi di Moretta (Cn), si è sottoposto alle "Confessioni Laiche", il format che da 10 anni il sottoscritto porta sulle piazze di Carmagnola, durante la Fiera Nazionale del Peperone, con interviste a personaggi del mondo della politica e dell’imprenditoria piemontese. Un dialogo che ha permesso di ripercorrere la storia di un'azienda che ha saputo trasformare un profondo legame con il territorio in un modello di sviluppo innovativo e sostenibile, riconosciuto a livello nazionale e globale.
Ambrogio Invernizzi con la sindaca di Carmagnola Ivana GaveglioPartiamo dalle origini allora, per un’azienda fondata nel 1966 dall'unione delle famiglie dove con gli Invernizzi che provengono dalla Valsassina, celebre terra per il Taleggio. Ma la vera svolta dell’azienda in ogni caso arriva nel 2010, in un momento di crisi economica globale. E qui, invece di cedere, la famiglia realizza il più grande investimento della sua storia in collaborazione con Ferrero S.p.A. Nasce così una
filiera corta, controllata e certificata del latte piemontese e il primo impianto in Italia per la produzione di latte in polvere destinato all'industria alimentare. Il cuore pulsante di questo successo sarà proprio la filiera, un progetto che nel 2020 ha celebrato i suoi primi dieci anni, per un'esperienza unica che ha trasformato il territorio coinvolgendo numerosi attori. Questa filiera si fonda su pilastri chiari: non solo la qualità della materia prima e il benessere animale, ma anche l'attenzione all' impatto ambientale, all'agricoltura e, soprattutto, il pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori e della legalità.
Per questo si può dire che l'impegno di Inalpi si traduce in un percorso di
sostenibilità integrale, che intreccia la tutela ambientale, la responsabilità sociale e una governance solida e trasparente. Sul fronte ambientale, ad esempio, Inalpi manifesta un'attenzione concreta che punta all'ottenimento delle certificazioni Carbon e Water Footprint. Questa visione si è concretizzata nel recente deposito di due brevetti innovativi.
Il primo è dedicato a un imponente
progetto di recupero idrico che, una volta a regime nella seconda metà del 2025, consentirà di riutilizzare circa 2.800 metri cubi di acqua al giorno grazie al trattamento dei condensati e degli scarichi. In tutto 1 milione di metri cubi l’anno.
Il secondo brevetto, invece, mira a ridurre l'
impatto ambientale degli allevamenti, intervenendo sulla riduzione delle emissioni enteriche attraverso un approccio scientifico all'alimentazione e alla gestione dei reflui. E qui siamo a una visione contemporanea di impresa, che risponde anche ai tanti pregiudizi legati agli allevamenti bovini.
Ora, questa stessa cura per l'ecosistema si riflette anche nell'attenzione per le persone, ponendo al centro i propri collaboratori, favorendone la formazione e la crescita professionale in un ambiente di lavoro regolato da contratti trasparenti che ne riconoscono i diritti. Ne è un esempio virtuoso il centro di ricerca
InLab Solutions, inaugurato nel 2022, che su una superficie di oltre 2.000 mq impiega
28 persone con un'età media inferiore ai 30 anni e una componente femminile di circa l'80%. L'impegno sociale dell'azienda varca i cancelli dello stabilimento, come dimostra il premio Welcome di UNHCR, ricevuto per il secondo anno per l'inclusione lavorativa di persone con vissuti complessi, e il prezioso progetto sperimentale con l'Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano per creare prodotti caseari destinati a pazienti con specifiche patologie, come fibrosi cistica, cancro e nefropatie.
La crescita di Inalpi non si ferma. Il 2023 ha visto l'inaugurazione della
seconda torre di polverizzazione del latte, un passo fondamentale per lo sviluppo futuro. Il 2024 si è chiuso con un fatturato di oltre
303 milioni di euro (+29 milioni rispetto all'anno precedente) e ha visto la nascita della
INALPI ARENA, con la sponsorizzazione del PalaOlimpico di Torino. Il 2025 segna un'altra tappa cruciale: l'ingresso nella piattaforma
GDT - Global Dairy Trade, leader mondiale per il commercio di prodotti lattiero-caseari, che apre all'azienda nuove prospettive di crescita a livello globale. Un modello di business così strutturato e valoriale ha ottenuto importanti conferme.
Già nel 2022, Inalpi ha ricevuto il riconoscimento
Industria Felix per le performance gestionali, il PMI Award per l'innovazione e un rating di legalità di 2 stelle che ne certifica l'assoluto rispetto degli standard etici e legali. Il culmine di questo percorso di riconoscimenti è arrivato nel 2025, con la nomina a Vincitore Assoluto al Premio "Mario Unnia - Talento & Impresa". La motivazione del premio riassume perfettamente l'essenza di Inalpi, lodandone la capacità di "
aver saputo coniugare radicamento territoriale e visione industriale, costruendo una filiera trasparente e collaborativa. L’alleanza con Ferrero ha generato innovazione aperta e sinergie di lungo periodo. L’azienda si distingue per dinamismo, sostenibilità concreta e valorizzazione del capitale umano. Cresce – e questa è una sottolineatura importante – senza rinunciare la modello famigliare, mirando a mercati globali con coerenza e ambizione".
Al termine dell’incontro, dove in sostanza sono stati sottolineati e commentati da Ambrogio questi aspetti, non è mancata una domanda sui dazi americani, dove ancora una volta Ambrogio Invernizzi è stato spiazzante, gettando acqua sul fuoco su un allarmismo che, a conti fatti, non è così drammatico, almeno nel settore di competenza.
E poi tante cose avremmo dovuto raccontare, come l’uscita imminente del Mascarpone Inalpi, mentre i formaggi dop piemontesi vengono valorizzati grazie all’acquisizione di un’azienda casearia di Peveragno. E poi c’è
Moretta, cuore pulsante del sistema caseario italiano, non solo per la presenza di Inalpi che ha restituito molto al territorio, ma anche per quella scuola di formazione che ha fatto diventare tanti sogni delle realtà, con piccoli caseifici cresciuti un po’ in tutta Italia.
Ma la sorpresa resta questa industria che oggi è guidata da tre fratelli Invernizzi: Ambrogio, Pierantonio e Giovanni. Un caso più unico che raro.