Alvise, la casa del gusto della Carnia è a Sutrio

Trattoria, ma anche camere e il calore di una famiglia intera

13.08.2026

Alvise è nome che, in Carnia, evoca una cucina solida e il signore che trovate dietro al banco viene chiamato Alvise, come il fondatore che non c’è più. Ma lui sta al gioco e intanto coccola i clienti suggerendo buoni calici presi da una carta dei vini che non ti aspetti.

È un locale, a cui siamo affezionati da molto tempo, ed ha il faccino radioso per cui quella sera ho voluto andare di persona insieme a uno dei miei collaboratori storici del territorio. Con una sorpresa: la trattoria sembra essere citata su tutte le guide, a vedere gli adesivi appesi, ma manca proprio il nostro. Vabbè… quando lo faremo presente, si compie quella che potrebbe definirsi una macchietta: Alvise va su una credenza e tira fuori l’attestato in cartone di ristorante radioso, che il figlio era venuto a ritirare a Milano. Peccato fosse nascosto e coperto una serie di post-it (sigh). Ma tant’è, la moglie di Enzo Della Pietra (che noi continuiamo a chiamare Alvise), Elena Di Ronco è una cuoca sopraffina ed è lei la fondatrice di questo luogo ventennale, che oggi segue le cure culinarie del figlio, Giacomo Della Pietra, chef, il quale porta avanti con convinzione e tenacia la cultura della cucina carnica con le ricette di mamma Elena ma anche di nonna Maria.
Quindi, preparatevi per assaggiare i celebri cjarsòn che sono diversi l’uno dall’altro, fatti realmente a mano, qualora aveste un infondato dubbio. Ma noi siamo partiti con un altro piatto simbolo della Carnia: il Toc in braide (12 euro) che sta per intingolo o meglio una polenta morbida servita con funghi porcini e galletti.
Fra i primi saranno commoventi i già citati Cjarsons di None Marie (12 euro),
ma anche gli gnocchetti di patate al ragù (10 euro) …
ma come rinunciare ai Blecs con ragù di selvaggina (13 euro), una sorta di maltagliati creati da una sfoglia tagliata a forme irregolari. Anche questo è un piatto povero, che significa “pezze di stoffa” preparato con un mix di farine (frumento, mais e grano saraceno). Buonissimi!
A questo punto è impossibile non ordinare il Frico che viene servito con la salsiccia (16 euro) e tocchetti di polenta, decisamente perfetto, fragrante,
che sta accanto alla pancia di maialino croccante con crema di peperoni (16 euro) o alle guance di manzo brasate con purè di sedano rapa, oltre controfiletto e costata.
Applausi infine per i dolci buonissimi (euro 8): crostata con la marmellata
torta al pino mugo lampone e nocciola
(torta al grano saraceno con namelaka al cioccolato bianco aromatizzato al pino mugo, lamponi freschi e il loro gel, gelato alla nocciola o fiordilatte e polvere di pino mugo);
Sacher 2.0 (mousse al cioccolato 70% con gelée all’albicocca, pan di Spagna Sacher, gelato fiordilatte e gel all’albicocca) preparati ancora da Elena, che è la memoria storica di questa impresa che offre anche tre strutture, tutte in stile alpino moderno e dotate di ogni comfort.
Eh sì perché Sutrio è un paese molto bello, che merita d’essere visitato, non distante dalle terme di Arta.
Che posti fantastici! Che gioia questa cucina autenticamente identitaria!

DA ALVISE

via I Maggio, 5
SUTRIO (Ud)
Tel. 0433778692

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