Alta Langa, una storia che cresce

Con un calice spumeggiante, salutiamo l’enoturismo d'Autunno

23.09.2026

L’Alta Langa inizia dove il Piemonte cambia marcia. Salendo di quota, i vigneti lasciano spazio a boschi selvaggi, noccioleti e crinali aguzzi che puntano dritti verso l’Appennino Ligure. Qui le bollicine hanno radici profonde.

Se le Cattedrali Sotterranee di Canelli custodiscono i primi esperimenti ottocenteschi di Metodo Classico italiano, la vera rivoluzione contemporanea scatta il 28 febbraio 1990: sette storiche case spumantiere – le celebri “Sette Sorelle” – fanno squadra per testare pinot nero e chardonnay sulle colline più alte e fresche. Da quella scommessa pionieristica nascono i primi impianti del 1992, il nome Alta Langa nel 1998 e il Consorzio nel 2001 (con il riconoscimento della Doc nel 2002, e della Docg nel 2011).

I numeri oggi raccontano un successo travolgente: se alla fondazione i soci erano 48, all’edizione 2025 della Prima dell’Alta Langa le aziende del Consorzio erano già 82, con ben 102 cuvée portate a Grandi Langhe 2026 da 67 produttori.
Il segreto? Un’identità netta fatta di altitudine, lunghi affinamenti sui lieviti e una posizione strategica incastonata tra i territori di nebbiolo, barbera e dolcetto, con Barolo e Barbaresco a un passo.

Allacciate le cinture: vi portiamo dentro questo mosaico attraverso cantine pronte a farvi vivere il paesaggio sorso dopo sorso. E tutto questo dopo il successo riscontrato a Casale Monferrato la scorsa primavera, durante GOLOSARIA tra i castelli: a Casale erano oltre 20 i campioni di Alta Langa in assaggio.

Prima tappa a Montabone (At), dove il paesaggio si fa più selvaggio. Qui i fratelli Carlo e Guido Gallo portano avanti una storia iniziata ai primi del Novecento, gestendo 20 ettari di vigneti dove le marne e il clima fresco creano il terreno di gioco perfetto per pinot nero e chardonnay.

Il risultato? L’Alta Langa Metodo Classico Brut “1831” 2022 (nostro Top Hundred 2024) è una bollicina cremosa, fresca e dalla sapidità incisiva. In gamma non mancano grandi classici e chicche locali: Piemonte Chardonnay “Larbi”, Barbera d’Asti, Dolcetto d’Asti, Moscato d’Asti e l’Acqui “Diverso” da uve 100% brachetto.
Per la visita ci sono tre formule super accessibili: 3 vini a 10 euro, cantina più 4 assaggi a 20 euro, oppure il tour completo con vigneti, Big Bench, cantina e 5 calici a 27 euro. Prima di ripartire, tappa d'obbligo al punto vendita per fare scorta di bottiglie e portarsi a casa la tradizionale mostarda dolce della Nonna. Ma attenzione, a Golosaria Milano i Gallo sono presenti nella grande enoteca dei Top Hundred.
Ci spostiamo a Neive (Cn), uno tra i borghi più suggestivi di tutte le Langhe. Qui la famiglia Francone fa accoglienza dal 1964, quando Giovanni Battista e i figli Mauro e Silvano progettarono una cantina pensata per i visitatori ancor prima che l'enoturismo diventasse un trend.
Oggi il timone è nelle mani di Marco e Fabrizio, con il nebbiolo al centro della scena: mitici il Barbaresco “Gallina” 2016 (Top Hundred 2019) e il Barbaresco “Fausoni” 2021, Top Storico nel 2025. La carta dei vini è ricchissima – dai Barbaresco Riserva, “Albesani” e “Starderi”, al Barolo, passando per la Barbera d’Alba, il Dolcetto, il Langhe Nebbiolo “Anfora”, Langhe Chardonnay, Langhe Nascetta “Leonina” e Roero Arneis “Magia”. Sul fronte bollicine spiccano lo Spumante Metodo Classico Brut Rosé “Valsellera” e l’Alta Langa Pas Dosé “Valsellera”.
Con Marta l'esperienza è su misura, tra museo di famiglia e degustazioni a tema; per chi vuole fermarsi a dormire tra i filari, ci sono le 3 camere panoramiche di Poderi Gallina.
La rotta delle bollicine porta dritti a Canelli (At) da Bosca, iconica casa spumantiera attiva dal 1831 e oggi guidata dalla sesta generazione.
Qui Metodo Classico e Metodo Martinotti dialogano tra stili secchi e dolci. Tra le etichette da non perdere c'è l’Alta Langa Metodo Classico “Ispiro” (Top Hundred 2022), che convince per mineralità, freschezza e un perlage finissimo, insieme al Vino Spumante di Qualità Metodo Classico “Riserva del Nonno” da uve moscato e allo Spumante Piemonte Pinot Nero Rosé Extra Dry.
Il vero highlight della visita è il tuffo nelle Cattedrali Sotterranee, maestose gallerie scavate nel tufo tra il XVI e il XIX secolo, riconosciute patrimonio UNESCO: un viaggio immersivo fatto di luci, installazioni e proiezioni che si chiude con percorsi di degustazione a tema e un passaggio nell'enoteca aziendale.
Muovendoci verso verso le colline del Barolo, arriviamo a Monforte d’Alba (Cn) da Podere Gagliassi.
Una realtà attenta alla biodiversità, con certificazione biologica dal 2020 e 23 ettari di vigneti suddivisi tra Monforte e Serralunga d’Alba. Qui il nebbiolo detta legge: il Barolo colpisce dritto al punto con una personalità selvatica al naso, bilanciata da un sorso fresco, teso e dall'acidità tagliente, affiancato dalle selezioni della MGA Badarina e del comune di Serralunga. Accanto alle interpretazioni di Nebbiolo d’Alba, Barbera e Langhe Chardonnay, trova spazio con pieno merito anche la cuvée Alta Langa Metodo Classico Extra Brut.
L’ultima tappa ci riporta tra le colline del Barbaresco, a Treiso (Cn), quartier generale di Pertinace: cooperativa nata nel 1973 che mette insieme l'energia e la passione di 22 soci. Il re indiscusso qui è il nebbiolo, declinato attraverso il Barbaresco classico e cru iconici come Marcarini, Castellizzano e Nervo.
Il Barbaresco “Marcarini” 2023 è uno dei nostri Top di quest’anno e sarà celebrato a Golosaria, ma occhio anche al fuoriclasse Barbaresco “Nervo”: al naso gioca tra piccoli frutti rossi e sfumature di grafite, mentre in bocca esplode floreale, pieno e trascinato da una spinta acida vibrante. Il catalogo è un vero viaggio nei grandi piemontesi — Barolo, Langhe Nebbiolo, Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Barbera d’Asti “Gratia Plena”, Langhe Arneis e Moscato d’Asti — a cui si affiancano grappe, distillati e, naturalmente, l'immancabile bollicina: l’Alta Langa Brut.
Sul piano dell'accoglienza le opzioni sono dinamiche e pensate per tutti i gusti: si va dalle mini degustazioni di 4 calici a 10 euro al tour della suggestiva cantina ipogea con 4 assaggi a 15 euro, fino al tasting tecnico "Hai Detto Nebbiolo?" (6 vini a 20 euro) o alle masterclass sui Barbaresco MGA e Barolo a 25 euro. Voglia di outdoor? Ci sono le passeggiate guidate tra i filari (da 25 a 35 euro) o, per i più avventurosi, un vero e proprio Wine Safari in fuoristrada a 50 euro per vivere la vigna da una prospettiva decisamente adrenalinica.

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