Al Fogolare di Brendola

Non chiamatela trattoria, qui la carne è haute couture

21.10.2026

A pochissimi minuti dal casello autostradale di Montecchio Maggiore (sull’A4), salendo dolcemente verso le prime propaggini dei Colli Berici a Brendola (VI), si incontra il ristorante Al Fogolare. Chi varca la soglia pensando di trovare la classica trattoria di periferia o di campagna rimane subito piacevolmente sorpreso: qui il livello è decisamente più alto, sia nella concezione sia nell’esecuzione dell'offerta, definendo una realtà ristorativa di ottimo livello.

L'ambientazione è curata e di grande impatto, con un arredamento ricercato e personale — che cede a tratti a un gusto estroverso, ma che regala un'atmosfera calda, originale e di grande piacevolezza. Dunque tre sale eleganti, una delle quali impreziosita da un bellissimo pianoforte George Rogers & Sons di Londra con telaio a cupola (cupola steel frame).
In cucina la regia è affidata alle mani esperte del titolare e chef Davide Formaggio, affiancato con grazia dalla moglie Cristina e dal figlio Marco, che gestisce la sala e cura una selezione enologica di grande spessore. Un’alchimia collaudata che trasforma ogni pranzo in un racconto autentico di tradizione ed eleganza.

L’offerta gastronomica affonda saldamente le radici nella tradizione veneta, proponendo piatti tipici come il baccalà alla vicentina o i bigoli all’anitra e con le sarde, ma la supera con intelligenza offrendo una selezione di carni dal respiro più ampio ed europeo, sorretta da una materia prima impeccabile e tagli pregiati selezionati con cura da piccoli allevatori locali. Ed è proprio sulla carne che abbiamo concentrato la nostra attenzione nella nostra ultima sosta del pranzo domenicale.

Arrivati con un po' di ritardo e con le tre sale pressoché al completo, eravamo rassegnati a tempi d’attesa sopra la media. Con nostro immenso piacere, invece, siamo stati accolti e accompagnati al tavolo con assoluta tempestività e, a dimostrazione di un’ottima organizzazione tra cucina e sala, anche i piatti scelti sono arrivati con un perfetto tempismo.

Abbiamo iniziato con la tagliata cruda al coltello, una proposta non comune e ben diversa dalle classiche tartare, che spesso si prestano all'impiego di tagli meno pregiati. Un piatto, questo, che invece non ammette imperfezioni e che mette a nudo la qualità assoluta della carne: lavorata rigorosamente a mano, conserva una consistenza impeccabile, risultando morbida, succosa e dal gusto pulito e profondo, impreziosita solo da un filo d'olio evo di eccellente qualità e dai fiocchi di sale di Maldon. Una portata che da sola vale la sosta e che non si dimentica facilmente.
La generosità del primo assaggio e la qualità della carne ci hanno indotto a rinunciare al primo piatto che avevamo scelto per passare direttamente al “fogolare”, dove è stata la T-bone a padroneggiare la scena. La cottura è millimetrica, il taglio impeccabile e l'esecuzione eccellente: Davide si dimostra un vero maestro della griglia. Una reazione di Maillard esterna croccante e saporita racchiude un cuore rosa e straordinariamente succoso. I profumi della cottura a legna e la frollatura ben eseguita si fondono con il tocco finale dei granelli di sale, mentre un filo d’olio evo robusto e una spruzzata di pepe nero sono lasciati alla discrezionalità dell’ospite.
Ad accompagnare le due portate principali arriva una giostra di contorni impeccabili: la polenta fritta a cubetti, croccante e ben asciutta; un purè di patate avvolgente e setoso; e un radicchio alla griglia dal carattere deciso. A chiudere il cerchio, dei cuori di carciofo cotti a regola d'arte, capaci di mantenere la giusta fibra e regalarci quella piacevole nota amarognola, ideale per ripulire il palato.
Sui dolci la firma è quella di Cristina, che ci ha proposto un eccellente gelato al fiordilatte abbinato all'Amarena di Cantiano, storico vanto dell'entroterra pesarese. Un dessert di rara eleganza, dove la mantecatura avvolgente e lattea si scontra e si fonde con la spinta acida, fruttata e vigorosa della celebre amarena marchigiana, lasciando il palato impeccabilmente pulito.

A completare il quadro, la regia di sala di Marco, capace di guidare l'ospite con garbo e competenza attingendo da una carta dei vini figlia di quella grande cantina che rappresenta uno dei vanti del locale. Vale la pena sottolineare, infine, come la cucina sappia esprimersi con grande consistenza anche sulle proposte di pesce, stupendo gli ospiti con crudi freschissimi e cotture alla griglia sempre impeccabili che, per questa volta, abbiamo soltanto ammirato sbirciando tra i tavoli.

A coronare l'esperienza è infine un conto decisamente equo e centrato, che sorprende positivamente se rapportato all'altissima qualità delle materie prime offerte e alla generosità mai banale delle porzioni. Una sosta obbligata e strategicamente comodissima per chi cerca una cucina di sostanza e grande qualità nel Vicentino. (provato il 18 ottobre 2026)

Al Fogolare

via Revese, 26
Brendola (Vicenza)
tel. 0444 400686

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