Le soste di giugno e i nodi del pettine

Mentre la ristorazione affronta una delicata fase di assestamento tra chiusure e carenza di personale, ecco i locali provati per voi tra Lombardia, Piemonte e Valtellina

30.06.2026

Come potete immaginare siamo in un frenetico lavoro di verifiche delle tavole che saranno recensite sulla prossima edizione de IlGolosario Ristoranti e il turn over di aperture e chiusure questa volta è in netto vantaggio delle chiusure. I nodi, insomma, stanno venendo al pettine e con un certo rammarico prendiamo atto della chiusura di alcune insegne anche storiche che non vedremo più. Siamo in una fase, diciamo, di assestamento, col perdurare del problema del personale, che si fa sempre più fatica a trovare.
Detto questo, leggiamo le nostre brevissime recensioni dedicate alle soste di questo mese.

DODICIVOLTE - RHO (MI)

Segnatevi questo nome: Luca Brivio. È il nuovo titolare del Dodicivolte, ristorante ospitato in un palazzo dell’Ottocento, tutelato dalle Belle Arti, con antico soffitto a cassettoni in legno e tracce di affreschi ancora visibili. Ha 27 anni, curriculum importante - conquistato alla cucina da sua nonna Maria, ha frequentato l’istituto alberghiero Carlo Porta, e tra le sue esperienze ha l’aver lavorato da Peck e al ristorante “Da Caino” con Valeria Piccini a Montemerano - ma soprattutto talento e idee chiare. Il suo bel locale è una trattoria contemporanea, dove la cucina è mix felice di tradizione e creatività.

Per voi, caponata di verdure o sarde in saor con cipolla rossa di Tropea pinoli sabbiati e chips di riso croccante. Poi sformato di riso al salto con stufato di ossobuco e gremolada al midollo, risotto con crema di zucchine al profumo di menta battuto di gambero e limone candito o pappardella al ragù d’anatra. Di secondo, trippa alla milanese, trancio di spada con cedro uvetta rosmarino e purè di sedano rapa o tagliata di manzo alla brace con fondo bruno e patate al forno. Finale goloso con bonet o mousse al cioccolato fondente con fiocchi di sale. Golosaria Milano, sarà l’occasione per conoscerlo, visto che il locale è a pochi minuti dai padiglioni di Rho Fiera! (Marco Gatti, provato il 22 maggio 2026)
via larga, 4 - tel. 0293900460

LA BRASERIA - OSIO SOTTO (BG)

Dopo aver lavorato all’estero (Bermuda, Maldive, Costa Azzurra) e in Italia (Costiera Amalfitana, Courmayeur e Cortina), Luca Brasi era tornato nella Bergamasca raggiungendo successo e fama con La Lucanda. Conclusa quella esperienza di fine dining, con la moglie Cinzia ha fatto una scelta di distinzione e ha puntato sulla carne, creando questo locale che è vero paradiso dei carnivori.

Qui solo tagli italiani e biologici, con più percorsi di degustazione, e la carta “a tutta carne”, con il vegetale che trova comunque sempre spazio in menu. Sarà esperienza di piena soddisfazione con tartare di bue grasso piemontese al coltello (sia al naturale sia con tuorlo d’uovo al tartufo nero bergamasco), quindi con i casoncelli alla bergamasca, e infine con il piatto di carne che potrete scegliere fra i diversi tagli e le molteplici selezioni di diverse razze, con costate e Fiorentine alla griglia. Chiuderete felici con formaggi e dessert, tra cui non si sbaglia con “il nostro tiramisù tiepido”. (Marco Gatti, provato il 2 giugno 2026)
via risorgimento, 17 - tel. 035808692

VIGNA DEL PERO - BEREGUARDO (PV)

Questa trattoria vera, di quelle che piacciono a noi, vi aspetta a pochi minuti dal casello di Bereguardo, ed è sosta preziosa per chi viaggia sull’autostrada Milano-Genova o per chi si reca a Trivolzio al santuario dedicato a San Riccardo Pampuri. Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio che trovate proprio davanti al locale, vi accoglie con il banco bar davanti all’ingresso, le sue sale dall’atmosfera d’antan, la selezione formidabile di amari e distillati in esposizione. Siete a casa della famiglia Taverna, titolare dal 1992, e a seguirvi nel servizio ci sarà patron Fabrizio, origini piemontesi (delle radici è conferma la bella selezione di vini), spirito da oste vero e passione contagiosa.

I piatti saranno quelli della tradizione, con salumi e insalata russa (da applausi), poi tagliatelle con ragù di salsiccia o risotto pere e formaggio; quindi coniglio o faraona ripieni, con cicorino e cipolle crude e un bonet che vi farà tornare bambini, se avevate una nonna o una mamma brave in cucina, a chiudere! (Marco Gatti, provato il 9 giugno 2026)
fraz. vigna del pero, 19 - tel. 0382920170

NONNA ELISA - PIANTEDO (SO)

Comodo arrivarci. Lasciate le sponde del lago di Como (ramo di Lecco), imboccando la superstrada che sale in Valtellina, dopo qualche chilometro, subito all’inizio della provincia di Sondrio, c’è questo ristorante dei fratelli Mattarrucchi, Marco (in sala - vedi foto sotto) e Roberto (ai fornelli). Molto piacevole l’ambiente, sobrio ed elegante, con le salette con legno e tinte bianche accoglienti, e con i tavoli ben distanziati.

Qui, dove hanno attenzione alle materie prime locali, in tavola avrete tradizionali sciatt su letto di cicorino, missoltini ai carboni con polenta grigliata e vinaigrette, pizzoccheri valtellinesi o gnocchi di patate e ortiche in crema di latte al timo con ricotta d’Alpe, filetto di trota (alla brace) con erbe aromatiche o verticale di Bitto Storico Ribelle. Cornucopia alle fragole e mirtilli su salse ai frutti a chiudere. Il servizio è attento e professionale. Si sta davvero bene! (Marco Gatti, provato il 17 giugno 2026)
via san giovanni bosco, 40 - tel. 0342682046

TRATTORIA ISOLETTA - SAN MARTINO OLEARO (MI)

Mangiare all’aperto, per qualcuno uno sfizio che sa di libertà e piacere della compagnia, soprattutto quando si può fare appena fuori da una grande città. È quello che è possibile alla Trattoria Isoletta di San Martino Olearo, un piccolo borgo nella campagna, dove Milano sembra distante anni luce, e invece è a pochi minuti, e dove si può pranzare o cenare in uno splendido dehors ombreggiato da un glicine secolare. La famiglia Vaccarini, titolare sin dagli anni ‘50, ha passato il timone in ottime mani, e oggi alla guida ci sono due giovani in gamba, i fratelli Pisani, che continuano sulla strada di chi li ha preceduti, proponendo con orgoglio la cucina tradizionale lombarda.

Con bella selezione di vini, gusterete nervetti di vitello con cipolle rosse, cotechino e rafano, o mondeghili poi risotto alla milanese (anche con ossobuco in gremolada) o maccheroncini al ragù bianco di vitello, quindi costoletta alla milanese o cervella fritte, per finire scegliendo il dolce dal carrello. Il conto è da trattoria vera. (Marco Gatti, provato il 9 giugno 2026)
via marconi, 16 - tel. 02906724

ANTICA OSTERIA DEI CAMELÌ - AMBIVERE (Bg)

Questo ristorante è davvero un porto sicuro, una bomboniera che non ha mai ceduto di un millimetro, checché ne pensi la guida Michelin. In cucina c’è Loredana, una cuoca che fu una rivelazione agli esordi e che continua a stupire. E così il marito Camillo Rota in sala, che cura una carta dei vini spettacolare, nel senso di capacità di ricerca.

Detto questo, io difficilmente riesco a dimenticare la fragranza e la leggerezza del loro fritto misto di pesce. Iconici, da commozione, i loro casoncelli alla bergamasca, serviti appena dopo i calamaretti in crema di asparagi e cracker al pistacchio. Superbo l’asado di fassona di pascolo alla plancia con verza spadellata e canapa decorticata. Ai dolci, imperdibile la sbrisolona si fa per tutti: coi frutti di stagione, la loro salsa e il sorbetto. E la corona brilla più che mai! (Paolo Massobrio, provato il 30 maggio 2026)
via marconi, 13 - tel. 035908000

L’ANTICO GRANAIO OSTERIA ENOTECA - CALLIANO MONFERRATO (At)

L’eco della sagra dedicata agli agnolotti d’asino non si è ancora spenta. E noi alla vigilia siamo stati in questo ristorante che ha cambiato completamente immagine. La vecchia sede diventerà un’enoteca, perché i vini sono da sempre la passione della famiglia Binello, mentre la casa di fronte, si snoda su due piani che infondono tanto calore, fra mattoni e vista e tavoli di legno. Un luogo invitante, fra più carini del Monferrato.

Detto questo, via con l’insalata russa alla vecchia maniera o il lonzino di maiale in salsa tonnata. Gli agnolotti d’asino sono un must, gradevoli gli gnocchi di patate con cagliata di capra e nocciole. Fra i secondi merita la quaglia farcita con zucchine saltate, mentre ai dolci sarà d’obbligo il bonet. (Paolo Massobrio, provato il 25 giugno)
via roma, 68 - tel. 0141928421
E ora una velocissima carrellata di altri locali piemontesi provati da Paolo.

ACCADEMIA RISTORANTE - CASALE MONFERRATO (Al)

Può contare su uno staff rodato che offre sempre una gran bella soddisfazione, col trionfo di un ottimo piccione e la chiusura con i cannoli del patron, Nicola Mecca, riempiti al momento. (provato 1° giugno 2026)
via goffredo mameli, 29 - tel. 0142452269

Al BAGATTO - Grazzano Badoglio (At)

Siamo legati, per vicinanza di abitazione. Ma la sera del 6 giugno siamo stati davvero bene: mi ha colpito la freschezza della parmigiana di melanzane e la tagliata con le patate, succulenta. (provato il 6 giugno 2026)
piazza cotti, 17 - tel. 0141925110

CANONICA di CORTERANZO - Murisengo (Al)

È bellissimo pranzare la sera di fronte a un panorama che sembra infinito e arriva fino alla cupola del Santuario dedicato a don Bosco. Qui la famiglia Calvo produce vini sempre più buoni (fra cui un ottimo baratuciat), che abbiamo riassaggiato prima di metterci a tavola, con la battuta di fassona capperi e acciughe, gli agnolotti ai tre arrosti, il filetto di maiale avvolto nella pancetta con salsa di albicocche al Marsala. Si chiude col la crostata estiva di Emma. Che bello! (provato l’11 giugno 2026)
via recinto, 15 - tel. 0141693110

LE QUATTRO COLONNE - CORTIGLIONE (At)

Non è stata un’esperienza da segnalare quella in questa osteria che ci è stata raccomandata da una persona che di fatto non ha grande stima di noi. E lo ha dimostrato facendoci passare una serata poco utile, in un’osteria d’antan, con i peperoni in bagnacauda, un’insalata russa un po’ acetosa e degli agnolotti semplici. (provato il 13 giugno 2026)
fraz. robella - via ernesto gennaro, 15 - tel. 0141998112

MUKU - Casale Monferrato (Al)

Questa pizzeria sta proprio di fronte al castello di Casale Monferrato e ha due punti di merito: la gentilezza del personale e la bontà della pizza. C’è un piccolo dehors oppure l’interno che appare un poco sacrificato quando il locale si riempie, anche a mezzogiorno. Per voi pizze classiche di scuola napoletana, ma buoni anche i loro fritti serviti come antipasto. Da tornare! (provato il 14 giugno 2026)
via fazzati di balzola - tel. 3479944675

Dal Cin - ROSIGNANO M.to (Al)

Siamo tornati, a distanza di un anno, in questa felice osteria di Rosignano Monferrato che vede in cucina la supervisione di una cuoca straordinaria come Patrizia Grossi. E la sua impronta c’è su tutti i piatti, di ottima soddisfazione, da accompagnare a una buona scelta di vini. Simpatico il dehors a scalinata di fianco all’ingresso, nel cuore del paese.
Per noi, i friciulin, gli agnolotti storici, il vitello tonnato perfetto, la terrina di bollito misto estiva e il coniglio con la peperonata. Imperdibile la torta di mele di mele De.Co. di Rosignano e i due modi del bonet. Evviva! (provato il 18 giugno 2026)
via bonelli, 4 - tel. 3515017014

LA FERMATA - Spinetta Marengo (Al)

Pranzo di lavoro alla Fermata di Spinetta Marengo, dove abbiamo fatto un figurone coi nostri ospiti, quasi a confermare quanto detto svariate volte, ossia che abbiamo fatto il pranzo migliore di sempre, che in questa puntata vale sia per il primo dei miei ristoranti L’antica Osteria dei Camelì di Ambivere sia per questa Fermata di Riccardo Aiachini, accomunati dalla perdita della stella Michelin.
Ora assaggiate gli agnolotti alessandrini, ma anche “la mia cacio e pepe”; quindi la pancia di maialino con purea di mela al peperoncino, oppure il coniglio disossato e ripieno delle sue carni e spugnole. E poi ci direte. Questa volta non abbiamo preso la cipolla cotta al sale e ripiena che resta un must. In chiusura albicocca, mandorla e gelato fiori di latte. Grandissimo Riccardo, stupenda Tiziana, perfetta padrona di casa. (provato il 16 giugno)
via bolla, 2 - tel. 0131617508

Castello di Razzano - Alfiano Natta (At)

La prova annuale alla cucina del Castello di Razzano è stato un altro momento esaltante, con i piatti cucinati da Emanuele Monzeglio originario di Santa Maria (frazione di Moncalvo). Una cucina radiosa, resa ancor più preziosa dai vini della maison (il Privilegio che sta 36 mesi sui lieviti è un brut spettacolare) e dall’olio extravergine di oliva prodotto da loro.

Seduto nel cortile del castello, per noi un assaggio di funghi fritti e impanati, ma anche il fiore di zucchino croccante con fonduta e crema alle verdure. Oppure la parmigiana di melanzane con mozzarella di bufala e gelato al basilico. Fra i primi sarà sontuoso il risotto Gran Cavour ai porcini e crema al Parmigiano e le tagliatelle verdi con burro e tartufo nero. Ai secondi il coniglio rustì con verdure di stagione e la faraona in due cotture con cavolo viola e crema di piselli guarnita alle nocciole. Si chiude con il Gianduiotto con sorbetto alla frutta e la millefoglie croccante con cremoso al cioccolato bianco e lamponi. Questa sì che è vita! (provato il 19 giugno 2026)
fraz. casarello - strada gessi, 2 - tel. 0141922535

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