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Una piacevole sosta al Vecchio Albergo Sacro Monte di Varallo

Silvana Delfuoco | 18-06-2017

Nella quiete del parco della Cittadella Sacra, in una sala dal fascino antico, si gusta la cucina del territorio

È qui fin dal 1594, accanto all’ingresso della Cittadella Sacra di Varallo (Regione Sacro Monte, 14 - tel. 0163 54254 - www.albergosacromonte.it), voluto dal Vescovo Bescapè per accogliere i primi pellegrini nonché gli artisti impegnati nella costruzione delle Cappelle del Sacro Monte. A loro era fatto solenne divieto, pena la scomunica, di soggiornare all’interno delle sacre mura!

Immerso nel verde e nella quiete del parco, il Vecchio Albergo Sacro Monte, la cui sala ristorante è aperta anche alla clientela di passaggio, è stato ristrutturato di recente e tuttavia conserva intatto tutto il suo fascino antico. Basta entrare e accomodarsi nella calda saletta, accanto al camino acceso, per dimenticare il tempo che passa e sentirsi subito a proprio agio, nel calore di una casa ospitale.

La nostra cena inizia con un originale tortino tiepido di primule e speck su fonduta di Toma, morbido e giustamente delicato, accostato a una corolla di saporiti salumi misti della zona. Al momento dei primi optiamo per un risotto Carnaroli alla toma e saleggia (il profumato timo selvatico della Valsesia), perfetto per amalgama e punto di cottura. A seguire, un filetto di trota dalla croccante impanatura accompagnato da ottima verdura di stagione e patate. Si conclude con un piemontesissimo bonet dall’accurata esecuzione. Accurata anche la carta dei vini aperta al territorio, a cui fa da garanzia la piccola collezione di bottiglie “storiche” che occhieggia dalla credenza.
Buono il caffè e corretto il rapporto qualità/prezzo. Varrà la pena ritornarci per prolungare un po’ di più la sosta.

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