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A Palermo una convincente cucina di mare

Piergiuseppe Bernardi | 28-01-2017

Nell’antica scuderia di un palazzo settecentesco, questa vineria/osteria di lusso vi consentirà di sostare in un contesto fortemente suggestivo, per un veloce aperitivo o per un più impegnativo pasto

L'Osteria Ballarò è nettamente distinta in due differenti ambienti, una sala arredata in stile vineria con tavolini all’americana e un salone pensato invece come una vivace e tradizionale osteria di lusso, il locale è il frutto della brillante ristrutturazione dell’antica scuderia di un palazzo nobiliare settecentesco di Palermo (via Calascibetta, 25 - tel. 091326488).

La tempistica del servizio sarà declinata a seconda delle esigenze del cliente, al quale è riservata un’accoglienza connotata da una professionalità declinata con spontanea cordialità. La cucina risulterà estremamente sicura di sé e capace di alternare piatti di territorio rigorosamente realizzati secondo tradizione a proposte la cui originalità creativa non sarà comune. Non si può non sottolineare anche la qualità molto elevata delle materie prime, per scelta reperite soprattutto in aziende agricole e ittiche locali, non di rado poste al di fuori dei grandi circuiti del mondo della ristorazione. Nella stessa prospettiva si potrà apprezzare anche l’ampia carta dei vini.

Come non farsi sedurre, per cominciare, da una cruditè di mare e da un piatto di sarde a beccafico? Entrambe risulteranno scelte decisamente azzeccate: la prima per la freschezza dei prodotti proposti, di cui ricordiamo ancora il sapore dei gamberi rossi di Mazara; la seconda radiosa, per il gusto potente delle sarde accostate a una riuscitissima caponata di melanzane. Ancora radiosa anche la pasta alla norma, coraggiosa nei gusti e filologica nella realizzazione. Inaspettata l’originale pasta fritta, i cui diversi ingredienti legati da una morbida untuosità riescono a sedurre magicamente il palato. Nuovamente radiosa la ricciola, nella quale tenerezza e consistenza trovano un perfetto equilibrio. E al riguardo ci colpisce la proposta, prontamente accolta, di servirci la testa del pesce su un piatto a parte, per consentirci di gustarne una delle parti ritenute più saporite. Concludiamo con un cannolo scomposto, dal quale emerge tutta la capacità della cucina di coniugare tradizione e creatività. Buono e offerto il caffè.

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Sicilia
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