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La trattoria dell’anno è qui!

Paolo Massobrio | 04-12-2015

Un locale sorpresa con piatti meravigliosi, prodotti eccellenti e una carta dei vini composta con passione vera

Ma voi avrete certamente la stella Michelin” ho detto alla fine del pranzo in questa trattoria elegante, proprio vicino al casello autostradale di Montebello sull’A4, in un paese dove si coltiva l’uva garganega. “Guardi le stelle sono quelle che vede di fuori alla sera, quando esce di qui”, mi ha detto Stefano Fabris il patron di questo locale sorpresa, sconosciuto ai più, dove la sorella Paola Fabris cucina piatti meravigliosi. Lui si occupa di reperire prodotti eccellenti, ma soprattutto di comporre una carta dei vini dove capisci (lo capisci dal Barbacarlo di Maga Lino) che c’è pura passione. Tanti i vini “naturali”, e in pole position la tenuta Dalle Ore di Trissino che quest’anno ci ha conquistati.

L’antica Osteria al Castello di Sorio di Gambellara (Vi) è sulla via del paese (via Castello, 23 – tel. 0444 444085), con comodo parcheggio ed entrata elegante che d’estate ospita un dehors. Eleganti sono anche i tavoli tondi apparecchiati di tutto punto dove il menu porta nomi come “Fra sorsi, morsi e padelle”, “lungo le vie delle zuppe”, “il mare in bocca”, “un tuffo in un glorioso passato”, “Immediatamente maiale” e “Lasciatemi fare”, che è l’unico menu degustazione di cinque portate a 38 euro (avete letto bene).

Noi, sorpresi piatto dopo piatto, abbiamo assaggiato un po’ di qua e un po’ di là. A cominciare dalla sfoglia di pane integrale e amaranto, purè di broccolo, stracciatella di burrata in dolce salsiccia. Incredibilmente buona la minestra di marroni di San Mauro in brodo di cappone e le sue parti (appena 9 euro). Da provare il polpo al mar Ligure in “pizza” con schiacciata di patate, basilico, olive taggiasche e fior di cappero, accanto ai cacciaroli che sono piccoli calamari di laguna cotti in plancia con ortaggi. C’è poi la parmigiana di trippa profumata d’alloro, i tortelli ripieni di fagioli stregoni su crema di sedano verde al rosmarimo e guanciale croccante, ma che entusiasmo per quei tagliolini di pasta fresca con intingolo di beccaccia rossa. Fra i secondi la ganascina in lenta cottura con fondente di patate e tardivo di radicchio, oppure i bocconcini di fegato di vitello a “oseleti scapà” con polenta integrale macinata a pietra e ratafià di fichi. Apoteosi sui dolci con una fragrante millefoglie e un tiramisù fra i più buoni del nostro girovagare. Non ditelo a nessuno: questo è un posto dell’altro mondo!

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