Cerca tra 2567 ristoranti, 3165 cantine, 4379 negozi e molto altro

CERCA
Chiudi Menu

Una vergogna italiana: multare un vignaiolo eroico

Paolo Massobrio | 13-07-2017

All’isola del Giglio, Carfagna deve pagare 5mila euro e rischia il carcere per aver tolto i rovi dalla vigna

Ripulisce 100 metri di terreno (della sua vigna) dai rovi e si becca una condanna penale per lottizzazione abusiva a scopo edilizio: 5mila euro da pagare e 11 giorni di carcere. Il tutto perché il suo terreno fa parte di un parco naturale e per poterlo ripulire - anche se si tratta di erbacce - c’è bisogno di uno speciale permesso. A raccontare l’incredibile vicenda sul Corriere della Sera è Francesco Romano Carfagna, ex professore di matematica e oggi viticoltore sull’Isola del Giglio che ogni anno produce circa 9mila preziose bottiglie di Ansonica che ha anche ricevuto il riconoscimento dei Top Hundred.

Oggi Carfagna, viticoltore eroico in questo fazzoletto di terra, annuncia battaglia: “E’ vero che è la legge - spiega sul Corriere della Sera - ma la legge si può anche cambiare”. Detto questo, più che la legge dovrebbe vigere la regola del realismo. E ci chiediamo, dopo essere stati all’Isola del Giglio, anni fa, chi ripaga dei danni dei mufloni e dei conigli selvatici che impestano l’isola e stradicano i vigneti al signor Cargagna? Chi della cosiddetta pubblica amministrazione avrebbe dovuto pulire dai rovi quel terreno? Cosa aspettava? Un prossimo incendio sull’Isola del Giglio? Da che mondo e mondo il contadino è stato una sentinella del territorio, che ha salvaguardato con coscienza il suo pezzo di terra.

Cosa vuol dire che fa parte del parco naturale? Che la cura è demandata a carte bollate, burocrazia che alimenta la ragione della propria occupazione facendo quello che già, per questioni morali, facevano i contadini del luogo? Questa faccenda è una cosa di cui ci vergognamo. Proviamo vergogna per un Paese che mette in carcere un viticoltore, che lo mortifica con una sanzione, sapendo che lo stesso viticoltore ha dovuto combattere, gridare, battere i pugni sul tavolo (e noi lo abbiamo visto) per poter lavorare in tutta tranquillità. Ma quel “fenomeno" che ha portato i mufloni all’isola del Giglio e poi li ha abbandonati e lasciati prolificare che punizione ha ricevuto? Quanto carcere ha fatto? Sarebbe curioso saperlo, anche se la risposta già ce la immaginiamo. E i mufloni, poi, avranno pure qualche protezione… mentre il contadino no ! Deve subire e basta. Vergogna!

TAGS
vino
CONDIVIDI
Facebook Twitter GooglePlus