La Notizia

Nord a rischio di tensioni sociali: mentre i contagi calano, cresce esponenzialmente il malcontento e in un vertice con il premier Conte e i ministri Boccia e Speranza i governatori reclamano protocolli per tutte le attività, ottenendo in risposta solo alcune rassicurazioni. Intanto, proprio alle Regioni viene data l'autonomia per le riaperture, dal 18 maggio, anche di bar e ristoranti, con la clausula che l'esecutivo possa intervenire se i contagi cresceranno. Niente da fare invece per stabilimenti balneari e palestre, per cui si dovrà ancora aspettare, così come per tornare a muoversi oltre i confini regionali, la cui data paventata dal Governo sarebbe il 15 giugno (La Stampa) @ Il post Coronavirus ha subito presentato il conto all'economia italiana, con una crisi "Potenzialmente peggiore di quella del 2008" (Federalimentare) che ha già causato 25 vittime (Il Fatto Quotidiano) e che per Confcommercio "Potrebbe costringere alla chiusura definitiva oltre 270 mila imprese". (Corriere della Sera). Tra queste, a risentire pesantemente degli effetti dell'emergenza (e post emergenza) sono quelle attive nell'ambito della ristorazione. Da un lato per le limitazioni cui i locali, una volta riaperti, dovranno attenersi (obbligo di guanti e mascherine, distanza di almeno due metri tra i tavoli, e di quattro fra un tavolo e l’altro, frequente sanificazione dei locali, barriere e divisori di sicurezza, eliminazione del servizio al buffet), dall'altro per i problemi legati all'interpretazione di quelle stesse norme per cui ora si invoca maggiore chiarezza, come, ad esempio, il concetto di "Immediate vicinanze" di cui stamane parliamo anche sul SOSTENIsario. Fondamentale, infine, anche l'aspetto economico, con la minaccia di ulteriori ricadute sul settore già in ginocchio, la richiesta unanime di sostegni finanziari e azzeramenti dei costi, non ultimi quelli per i dehors (Corriere della Sera) e la necessità di rivedere i propri format, anche nelle grandi cucine, che punteranno su proposte più leggere (nella quantità ma anche nel conto), preferendo la qualità all'esposizione mediatica. (Il Giorno) @ Indicativo in questo senso è l'appello lanciato anche dallo chef Alessandro Borghese, per cui  "L'assenza dello Stato sta radendo al suolo la ristorazione".

 

Il commento di Marco Gatti

"Quanti sono i bar e i ristoranti che a queste condizioni potrebbero riaprire - commenta stamane il nostro Marco Gatti - Mentre i titolari di bar e ristoranti invocano norme chiare, soprattutto chiedendo che a scriver le regole non siano burocrati che hanno confidenza con le scartoffie ma non con la vita reale. Alto si alza anche il grido di Confindustria alberghi che dichiara che qualora fosse vero, il Dl Rilancio sembra non tenere in alcun conto della posizione drammatica degli alberghi, dove ad oggi il 97% del personale è in cassa integrazione: il futuro così sarebbe nero, perché porterebbe alla chiusura di tutte le strutture alberghiere. Il turismo in Italia vale un terzo del Pil. Senza considerare che in gioco c’è anche il destino di 330.000 realtà, quella trama di piccole realtà imprenditoriali dove si somministra cibo, che sono il tessuto del settore dell’accoglienza italiana. Task force o commissione di esperti che siano, il tempo per evitare un disastro sociale ed economico di proporzioni inimmaginabili, sta per scadere. Forse, a chi sta lavorando al Decreto legislativo Rilancio, che a quanto risulta non pare avere nessuna competenza sui settori che rischiano il tracollo, almeno è bene chiedere di ascoltare chi, invece, semplicemente vuole poter continuare a fare il bene suo e della società".

 

Nuovo stop all'accordo sui migranti

Nuovo stop per l'accordo sulla regolarizzazione dei migranti che lavorano nei campi, divenuto ormai come la tela di Penelope, con la differenza che, in questo caso, è stato disfatto nello stesso giorno in cui era stato intessuto. Nonostante l'intesa sembrasse chiusa nella notte, al risveglio il M5S ha fatto dietrofront, serrandosi dietro a "No a sanatorie, no a scudi penali". Ma il premier Conte fa asse con Pd e Italia Viva per tenere la regolarizzazione dentro il decreto "Rilancio" e assicura: "I patti si rispettano". (La Stampa) @ Intanto, anche il presidente di Coldiretti Ettore Prandini interviene sulla questione e sul Sussidiario.net definisce la regolarizzazione "Una non soluzione". "Al di là di quel che si è fatto credere - scrive - di questi immigrati in agricoltura ne lavorano ben pochi. Attraverso i “corridoi verdi” ogni anno sono 370mila i cittadini provenienti da altri paesi, non solo europei, che entrano in Italia come manodopera stagionale, ma regolarmente assunti e tutelati nelle nostre imprese. Invece, facendo volutamente confusione, si continua a far credere che l’agricoltura sia il settore che più usufruisce di manodopera irregolare, ma questo non è vero. Sono fenomeni che là dove avvengono vanno denunciati e perseguiti. Non è con una sanatoria che daremo il buon esempio, anzi".

 

Torino open-air e il botanico che "battezza" le piante

Sempre in tema di riaperture, tra le città "blindate" che più hanno fatto discutere vi è anche Torino, che si avvicina alla "Fase 2" con un piano che la vedrà trasformarsi con dehors e chioschi in una metropoli a cielo aperto. Entro il 1° giugno infatti sarà firmato un protocollo d'intesa con gli esercizi commerciali che abbatterà la burocrazia, eliminando fino al 30 novembre la tassa sul suolo pubblico e permettendo agli esercenti di prolungare le concessioni ed estendere gli orari e i giorni di apertura degli esercizi. (Corriere della Sera) @ Intanto, nel mondo della ristorazione torinese c'è anche chi investe, nonostante il periodo complesso. E' il caso di Roberto Munnia, presidente di Gerla 1927 che in via Nizza, tra la Bolla di Renzo Piano e la Pinacoteca Agnelli, riaprirà "La Pista" del Lingotto affidando la cucina del suo ristorante al giovane chef Roberto Cordisco. L'intervista sulle pagine del Corriere della Sera di Torino. @ Dall'amaro al gel che profuma di arancia. In tempi in cui si parla molto di riconversione per far fronte all'emergenza, anche lo stabilimento della Ramazzotti di Canelli ha affiancato alla produzione della bevada che l'ha resa celebre in tutto il mondo quella di uno speciale disinfettante per le mani. Una miscela a base di alcol e acqua ossigenata al profumo di arancia destinata alla Croce Rossa Italiana, ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile. @ "Ho battezzato migliaia di piante". Sul Corriere della Sera il botanico pavese Nicola Ardenghi, responsabile del censimento di 2.969 specie botaniche lombarde, che a proposito della flora regionale dice: "La Lombardia è la regione più ricca di piante".

 

L'assaggio

Oggi scopriamo la ricetta degli gnocchi viola con cavolo rosso, un primo piatto davvero ghiotto proposto dalla chef Isabella Cera della Trattoria La Pesa di Milano. La videoricetta su ilGolosario.it.

Il Vino

Il Colli Orientali Merlot 2015 di Tuzzi (tel. 336 600351) di Manzano (UD). Già al colore rubino concentrato si capisce che c’è polpa. Al naso senti subito la speziatura della noce, ma anche una marmellata di pesca e poi di arance e uva sultanina; poi vai avanti e quel sorso complesso diventa un bonet: sì, proprio cacao e crema pasticciera, intensa e notevole. C’è un bell’equilibrio sostenuto dall’acidità, che lascia il palato fresco trasportato da quella speziatura caratteristica che si mescola alla mineralità e al finale tannico. Che bella sorpresa ritrovare questo vino così cresciuto, così maturo, figlio di una grande annata.