Melissa Rosso Superiore “Mutrò” - Val di Neto Rosso “Arkè” (aglianico, gaglioppo, greco nero) e “Vigna delle Volpi” (cabernet s., merlot) - Val di Neto Rosso Barrique “Arkè” (aglianico, gaglioppo, greco nero) - Calabria Rosato “Amistà” (gaglioppo) - Melissa Bianco “Lumìa” (greco bianco) - Calabria Bianco “Kalypso” (malvasia, sauvignon, chardonnay) - Calabria Rosso “Neaithos” (gaglioppo, cabernet s., merlot)

Testo publiredazionale

Spiagge e colline, boschi della Sila, testimonianze della Magna Grecia e borghi medievali: è un campionario variegato quello del territorio crotonese che assunse, dal XIV° secolo, la denominazione di Marchesato, oggi esteso agli stessi confini della provincia di Crotone. La leggenda vuole che alcuni Achei, reduci della guerra di Troia, approdarono sulle coste dove il fiume Neto incontra lo Ionio. Le donne troiane al seguito, stanche di vagare, bruciarono le navi costringendoli a restare nel territorio della Kroton, già popolata dai greci.

Al fiume diedero il nome di Neaithos, Neto, un chiaro riferimento all'episodio. Il loro insediamento arrivò fino all’attuale Cirò, l'antica Krìmisa, terra di elezione per la coltivazione della pregiata varietà di vite Aminea, forse importata dalla Tessaglia, che grazie al suo nettare, l'unico degno di esser servito agli dei e ai vincitori dei giochi di Olimpia, valse al territorio di Kroton il nome di Enotria, terra del vino.

La storia dell'attuale Cantina Val di Neto inizia nel 1967, quando piccoli e grandi viticoltori dell’Alto Marchesato Crotonese avviano la raccolta e la vinificazione collettiva delle proprie uve. Allora la famiglia Cappa rivestiva un ruolo di punta sia come socio, sia per aver contribuito a dare un preciso indirizzo identitario alla viticultura di tutto il territorio, compreso l’impegno nello sviluppo delle moderne tecniche di vinificazione. 

Dagli anni '90, dopo la liquidazione della Cooperativa Val di Neto, la Cantina continuò il proprio operato grazie all’ing. Nicola Cappa che la rileva nell'orbita della Tenuta Armando Cappa, oggi passata come gestione e marchio all'Azienda agricola Liguori Carla. E tra queste fasce collinari, circa 170 sono gli ettari impiegati, 20 dei quali ricadenti nelle zone di produzione dei vini DOC Melissa e IGT Val di Neto. Una delle priorità dell’azienda è quella di valorizzare l'essenza del terroir coltivandone le varietà identitarie, in particolare le autoctone calabresi: Gaglioppo e Greco nero per i vini rossi e rosati, Greco bianco e Malvasia per i vini bianchi, ma anche Aglianico, Merlot e Cabernet Sauvignon; riducendone le rese (max 65 q.li ad ettaro) i vini acquistano in gusto, armonia e intensità.

Caratteristiche che si ritrovano pienamente nell''Arkè da uve aglianico, gaglioppo e greco nero, di color rubino vivo e sensazioni di frutti rossi, intenso in bocca e perfetto con i salumi di maiale nero calabrese e di formaggi stagionati.

La ricerca della stretta tradizione contempla anche l’ulivo, con una produzione di olio extravergine che l’azienda ricava dalle coltivazioni biologiche delle varietà Carolea e Coratina. Oltre a questo sono presenti anche agrumi, ortaggi e trasformati di pomodoro e, senza tralasciare l'ospitalità, offre anche un bellissimo agriturismo, il Giriatello, con una cucina che recupera i sapori della tradizione e le produzioni tipiche aziendali.