Bamboo Road (b - trabbiano, malvasia, albana, vermentino) - Loup Garoù (b - vermentino)
TOP HUNDRED Ponte di Toi (b - vermentino)

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Testo publiredazionale

La chiusura di Stefano Legnani quando risponde ad una mail è “un saluto di terra”.
Mi permetto di usare questo particolare per parlare di un approccio, quello che dalla terra passa da un ponte di tavole che conduce alle vigne e da queste finisce nel Ponte di Toi, il primo vino prodotto da Stefano, un vermentino che qui trova il suo habitat naturale. Questo circolo del partire e tornare alla terra -basando tutto rispettosamente su di essa- è già tanto per capire gli intenti e la strada scelta da Stefano per la sua azienda, in quel di Sarzana da una decina d'anni, un luogo dove sicuramente l'habituè Mario Soldati si sarebbe fermato con molta curiosità. La passione del titolare parte da lontano, passando da un innamoramento per i vini sloveni, un modo di vinificare più simile al Friuli che alla Liguria, il trattare le uve bianche come uve rosse, con cura e selezione dei grappoli e lunghe macerazioni sulle bucce. In questo contesto sono aboliti prodotti chimici sistemici e chimica in cantina, trattamenti ridotti di zolfo e rame e lombrichi per le operazioni del sottosuolo, tutte scelte non facili tenendo conto dell'alta piovosità in zona.
Il lavoro in vigna prevede operazioni che mantengano in equilibrio i vigneti e vendemmia condotta rigorosamente a mano. La raccolta inizia qualche giorno prima della vendemmia vera e propria, in modo che i lieviti formino la base giusta per innescare la fermentazione, con le rimanenti uve vendemmiate ed aggiunte nelle vasche. Dopo la svinatura il vino sosta senza nessun controllo delle temperature per un lungo periodo e l’imbottigliamento avviene prima dell’estate senza chiarifiche né filtrazioni. I vini hanno nomi evocativi, le etichette sono colorate, quasi vegetali, perfino tropicali: “Bamboo Road“ ”Ponte di Toi” “Loup Garou”, a richiamare
Vini eleganti, minerali, e rispettosi del suolo e dell’ambiente.

Il vino che dà nome all'azienda, il Ponte di Toi, è un Vermentino in purezza che nasce dalla macerazione sulle bucce di quasi una settimana, conferendogli un colore giallo e barlumi dorati. La partenza da un uvaggio locale diventa altro, con la fermentazione spontanea in cantina, senza filtrazioni nè chiarificazioni e uso limitato di solfiti. Il risultato è un vino che fa propria la salinità del territorio sommandola alla natura circostante, con note resinose, agrumate, erbacee.
Il Loup Garoù prende vita dalla stessa vasca di Ponte di Toi. Negli anni in cui viene imbottigliato, viene ricavato da un terzo della vasca tenuto a contatto col feccino fine per altri due mesi (fino alla fine di agosto) e senza controllo di temperatura . Il nome di Lupo Mannaro omaggia l'omonimo brano di Willy DeVille, una musica profonda, fluttuante, ritmata. Il risultato è una concentrazione e maggiore amplificazione della nota di agrume, note floreali, zafferano e deciso sentore di liquirizia, in un insieme sempre minerale ma speziata. Orange Wine, categoria a sé stante che nulla ha da spartire con altre tipologie.
Di diversa provenienza è il Bamboo Road, blend ottenuto da Trebbiano, Malvasia di Candia, Albana e Vermentino, tutte uve provenienti da vecchi filari. Il rimando del nome, così “forestiero” è, in questo caso, più facile ed immediato, visto che prende il nome da una serie di piante di bambù che costeggiano questo vigneto. Il risultato è un vino “vecchio stile” dalle caratteristiche “locali”, con bassa acidità ed uve mature, con caratteristiche che annoverano tratti floreali ed agrumati semplicemente armonizzati.
Chissà se assaggiando questi vini Mario Soldati ne avrebbero tratto spunto per un racconto...