Vernaccia di San Gimignano “Astrea”
TOP HUNDRED Vernaccia di San Gimignano “Ciprea”

Testo publiredazionale

“Ho acquistato il Podere La Castellaccia nel 1999 - racconta il proprietario - Alessandro Tofanari - e da subito mi sono dedicato al metodo biologico. La superficie agricola si estende per 60 ettari , di cui 9 a vigneto. Prima della vigna non c’erano che incolto e rovi, per cui è stato facile fare agricoltura biologica, di cui sono un fautore. Prima di fare il viticoltore, infatti, producevo erbe officinali organiche.

I miei vini sono il frutto di uve mature vendemmiate a mano in piccole casse e vinificate in acciaio e/o legno, ma soprattutto sono il frutto di una sottile e ricercata attenzione allo sviluppo fisico di ogni pianta, perché credo che ogni organismo vivente possa dare il meglio di sé quando è al meglio delle sue condizioni.
Il mio obiettivo è cercare di raggiungere il massimo equilibrio della mia vigna. Per fare questo è necessario fare interagire molti fattori e caratteristiche ambientali diverse fra loro. La sensibilità, la capacità di osservazione di quello che naturalmente accade nel territori e la riflessione prima dell’azione sono componenti fondamentali per riuscire a far sì che, con meno attività umane possibili, ogni singola vite stia autonomamente bene.

Credo che il viticoltore attento non debba mai smettere di farsi domande e cercare risposte nel mondo accademico e nella sperimentazione, dalle università alla biodinamica più intransigente. Ogni informazione può essere preziosa. Non si adatta un territorio alla vigna, ma possiamo cercare di fare al meglio il contrario, con scelte di impianto e colturali.

Con inerbimenti più o meno liberi di vegetare, sovesci più o meno stimolanti, lavorazioni leggere o pesanti, potature diverse, si possono ottenere piante che non necessitano di cimature, sfogliature e diradamenti e con grappoli piccoli, spargoli e sani al giusto grado di maturazione fenolica senza esagerazioni di gradazioni alcoliche”.