Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Dominè” - Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito “Curina”
TOP HUNDRED Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva “San Paolo”

Testo publiredazionale

Il rispetto dell’ambiente, la produzione di un vino che rispettasse i ritmi della natura, l’esaltazione del terroir marchigiano. Pievalta fin dall’inizio prota i semi di questo progetto costruito negli anni da Alessandro Fenino e Silvia Loschi che seguono questa realtà. Tutto comincia nel 2002 quando Barone Pizzini valica i confini della Franciacorta e sceglie i Castelli di Jesi, riconoscendo le grandi potenzialità del Verdicchio, come uno dei più importanti vitigni autoctoni d’Italia. Acquista prima 24 ettari a Maiolati Spontini e, dopo pochi mesi, altri 5,5 sul Monte Follonica a San Paolo di Jesi.
Alessandro Fenino, giovane enologo con alle spalle alcune vendemmie in Barone Pizzini, riceve la proposta di seguire questo progetto nei Castelli di Jesi, presto lo affianca Silvia Loschi, sua compagna di vita e nel lavoro. Grazie alla pluriennale esperienza bio della Barone Pizzini, di cui è fautore Silvano Brescianini, gestisce da subito le vigne in regime biologico e nel 2005 approda naturalmente alla biodinamica. Pievalta diventa così la prima azienda certificata Demeter nelle Marche. I vigneti sono lavorati con sovescio di leguminose tra i filari e con preparati biodinamici per favorire la formazione di humus fertile, vitalizzare la crescita delle piante e rispettare al meglio il territorio.
Attualmente la produzione aziendale annovera Perlugo Zero, un pas dosè da uve verdicchio, il Campo delNoce un Marche Rosso da uve montepulciano in purezza e un’ampia teoria di verdicchio: il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore più giovane e affinato esclusivamente in acciaio, la versione in acciaio e botte, Dominè, quindi il riserva San Paolo che riposa almeno 14 mesi sulle fecce fini, infine il passito Curina vinificato in parte in terracotta.