Sosta straordinaria a Comezzano-Cizzago, già corona della nostra guida

Sentivo che dovevo partire appositamente e presto per colmare una lacuna imperdonabile, giacché da 9 anni, in questo paese che unisce Cizzago a Comezzano, nella bassa bresciana, non lontano da Chiari e Orzinuovi c’era qualcosa che rappresentava un modello. E difatti l'Osteria Finil del Pret è il modello ideale di quella che chiamiamo “Trattoria di lusso”, dove la seconda parola sta nella professionalità e nel servizio, soprattutto dei vini che qui hanno una cura speciale, offerti alla carta, ma anche a bicchiere e col Coravin per le etichette più importanti come quelle di Luigi Moio (Quintodecimo) o Pasquale Forte (Podere Forte).

Questo locale, che è una cascina ristrutturata con un bel dehor di fronte al posteggio delle auto, dentro ha tutto il calore dell’osteria e quei tavoli di legno quadrati e ampi sono un invito, soprattutto di questo tempi. I titolari sono giovanissimi: Simone Bianchetti in sala e Silvia Loda in cucina, insieme col fratello Stefano


Hanno un menu per il pranzo con una buona scelta fra casoncelli e trippa, galletto allo spiedo e insalatone, ma anche piatti unici come il FinilBurger o i moscardini in umido. E poi quelle straordinarie polpettine di cicerchia di Serra dei Conti servite con una salsa leggermente piccante che vorresti abbinare a un bicchiere di Champagne (che offrono comunque anche a pranzo). Per la sera (ma a pranzo si può mangiare ugualmente alla carta come ha fatto il sottoscritto) ci sono due menu degustazione (quello Slow a 30 euro e quello “Invasioni” a 40).

Dei miei assaggi, tutti perfetti, devo dire che non saprei cosa preferire, a iniziare da quell’amuse bouche che erano tre piccole tartare condite con un Grana Padano speciale (caseificio San Giovanni di Chiari) o con le acciughe del Cantabrico. Arriva anche uno speciale olio bio prodotto a Salò (da Poggioriotto) da gustare nell’attesa, con un pane pazzesco della panetteria Briciole di Bontà di Chiari che utilizza grani antichi. 

Ora, in mancanza, quel giorno, della sardina essiccata del Lago d’Iseo con polenta alla griglia, non mi è dispiaciuto affatto il flan di radicchio rosso con un blu di capra della Valpersane in fonduta (eccezionale). C’erano anche le lumache alla bourghignonne e il culatello selezione oro di Spigaroli. Fra i primi non ci crederete, ma i mezzi paccheri alla carbonara con speck d’anatra sono stati il miglior assaggio del genere fatto negli ultimi due anni, dove l’uovo era presente col suo rosso generoso in un’armonia di gusto. Ma che tenerezza anche gli gnocchetti di castagne con ragù di coniglio e Fatulì della Valsarviore.

C’era anche, per due, il risotto alla zucca mantovana con baccalà mantecato, i tortelli integrali con fichi e frutta secca e le tagliatelle di pasta fresca con finferli e Bagoss. Un menu originale, con ricette davvero azzeccate negli accostamenti dove ai primi piatti ho abbinato a bicchiere una Barbera del Sebino di Monte Alto, conteso fra i rossi iconici di Lazzari e quelli di San Michele che danno lustro alla doc Capriano del Colle.

Ai secondi si svela la filosofia della cuoca, che punta sulle morbidezze e l’incisività del gusto. Lo erano le costine glassate ai mieli di alta montagna con verza pinoli e uvetta (un piatto da dieci e lode) ma anche quel rollè di faraona ripiena alla bresciana con crema di sedano rapa e cicoria ripassata. E che dire della pecora gigante bergamasca al fumo con salsa Teriyaky? Tutto a livelli alti, tanto che, come avrete capito stiamo parlando di una corona senza se e senza ma. La prossima volta, però, voglio il filetto di manzo in crosta di Grana Padano e spinaci e poi le chips di patate, mentre se passo per un aperitivo sappiate che le polpettine di cicerchia non me le toglie nessuno.
fenil.jpgCapitolo dolci: il loro gelato alla vaniglia è la sintesi della cremosità e della morbidezza, che è la cifra palatale di questa cuoca bravissima. Ma che goduria il gelato di cachi con la crema di castagne e crumble di cioccolato.

Ero da solo, in un mezzogiorno soleggiato di gennaio e ho assaggiato 10 piatti.
I prezzi sono onesti, i vini una scoperta, la voglia di tornare tanta, ma veramente tanta. 

Osteria Finil del Pret

via Montello, 9 - Comezzano Cizzago (BS)
tel. 030972300
www.finildelpret.it