TOP HUNDRED Orto di Venezia (b - vitigni rari)

Clicca qui per leggere l’articolo di Paolo Massobrio uscito su La Stampa nel 2017


Testo publiredazionale

Siamo all’inizio del nuovo secolo quando Michel Thoulouze decide di acquistare una casa nella laguna di Venezia. Un giorno parlando con i contadini locali scoprì di aver acquistato il miglior terreno dell’isola. Dopo giorni a meditare gli venne allora l’idea di riportare la coltivazione della vite in laguna. Iniziò chiamando amici che fanno grandi vini, come Alain Graillot e Lidya e Cloude Bourguignon.

Ricostruito l’antico sistema di drenaggio, prepararono i terreni e decisero di piantare le vigne a piede franco, per riscoprire l’antico gusto del vino. Assieme al suo mentore Alain Graillot, Michel creò il blend del suo vino partendo dalla malvasia istriana e aggiungendo un po’ di vermentino.

Da qui nasce l’Orto di Venezia, un vino bianco ricco di mineralità, di bel corpo, persistente al palato e dalla naturale acidità, dote che permete al vino di affinarsi per molti anni in bottiglia.
È il miracolo di questo vino che prende vita da argilla, calcare e roccia dolomitica, senza alcun diserbo, senza concimi e senza alcun sistema di irrigazione. La vendemmia è svolta rigorosamente a mano e la vinificazione è la più naturale possibile: solo succo d'uva, fermentato lentamente ad una temperatura controllata.

Dopo una decina di mesi di botte d’acciaio, il vino viene imbottigliato e affinato in bottiglia almeno per un paio d’anni prima di poter essere degustato. Le magnum a serie limitata vengono affinate sul fondo della laguna. Una vera cantina naturale, senza ossigeno, senza luce e alla costante temperatura dell'acqua.