In via Marghera, l’emozione di una cucina e di un’accoglienza fatte con il cuore che sono un “pieno di felicità”

Le mani di Luigia, per tutti Gina, patrimonio dell’Unesco! Meglio, Gina Patrimonio dell’Unesco! Ci sono donne cuoche italiane per cui non bastano le stelle del firmamento per dire del loro valore. La loro grandezza, la capacità di sacrificio, il cuore messo nel lavoro, soprattutto la voglia di dare amore con le straordinarie cose buone che sanno preparare. Meriterebbero di essere premiate per “felicità donata agli altri”. Una di queste Luigia Marsicano, Gina, appunto.

È titolare dell’Osteria Al Fuoco di Brace (via Marghera 18 – tel. 02462989) di Milano, indirizzo della nostra filosofia e baluardo di gusto italiano, che spicca per autenticità, nella selva di locali modaioli nati sull’onda del successo della zona. una “cattedra” come figura di spicco della cultura italiana, in quanto interprete magistrale della vera cucina del nostro Paese. Gina è una forza della natura, e per il suo temperamento solare è stata chiamata anche in televisione. Il suo regno però è qui. E qui la trovate, dalla mattina presto, quando arriva dopo aver fatto la spesa (sì, avete letto bene, quello che nessuno fa più, e la prima cosa che i giovani dovrebbero imparare a fare, invece di sognare fama e gloria che poi non li porta da nessuna parte) a notte inoltrata, quando esce l’ultimo cliente. Lei è ai fornelli.

In sala c’è la figlia Federica, che nel segno del buon sangue non mente, è vulcano di simpatia e di talento. Lo stesso cuore, la stessa passione e la stessa voglia di far felici gli ospiti che mette mamma Gina nel cucinare, lei li mette nel servizio, impegno che condivide con suo marito Giovanni, che, peraltro, a sua volta è grandissimo professionista, e che vi sorprenderà, se amate i distillati, visto che ne è vero esperto ed appassionato, e ne ha messa insieme selezione interessantissima.

Dicevamo delle mani di mamma Gina. Da quelle mani che accarezzano, modellano, sembrano danzare, con gesti cadenzati, figli di una sapienza antica, la pasta fresca. Orecchiette, gnocchi, tagliatelle…un capolavoro goloso. Ma se i primi piatti saranno una goduria, senza dimenticare sua maestà il risotto allo zafferano, servito anche con l’ossobuco.

Prima, per iniziare, non fatevi sfuggire i nervetti di vitello in insalata con cipolla rossa, le acciughe del Cantabrico o i fiori di zucca in pastella. Poi, sappiate che tra i primi, sempre in carta, due capolavori. Spaghetti pomodoro e basilico (sì avete letto bene, “Il” piatto d’Italia, che nessuno fa più, e che qui è in interpretazione magistrale). E pasta e fagioli, “Il piatto della salute” (grande! C’è un piatto più “completo” e ideale anche per chi vuole tenere sotto controllo la bilancia?).

I secondi? Tagliata, fiorentina, costata e filetto alla brace. Altrimenti, costoletta di vitello alla milanese. O ancora, quei piatti della memoria, commoventi, e ahinoi, sempre meno presenti nei menu anche dei cosiddetti “fenomeni”, che sono fegato di vitello alla veneta e rognone trifolato.

Dolci fatti in casa ogni giorno o frutta fresca (anche in questo caso, non è un errore! Evviva!) a chiudere una sosta che vi regalerà l’emozione di sapori, profumi e atmosfere dimenticate. Da Gina, Federica e Giovanni, semplicità, gusto, talento, felicità. Che meraviglia!