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Al Vecchio Convento di Varese

Luigi Galluppi | 28-02-2017

Un Convento di Frati risalente al 1700, grazie alla famiglia Perin, prima il padre Luigi ora i due fratelli Stefano e Luca, è diventato un luogo di bellezza e di gusto.

Bellezza per la location. Dall’ampio parcheggio si entra nel locale incontrando prima la “sala del pozzo, poi la bellissima cucina a vista e infine la “sala antica” arredata mantenendo parte dei mobili e degli arredi del Convento. Luogo di fascino ove i tavoli, perfettamente preparati e ben distanti e il contesto di insieme fatto di accoglienza e cortesia, promettono una bella sosta a Varese (viale Luigi Borri, 348 - tel. 0332 261005).

Il gusto lo assapori già, idealmente, leggendo le proposte. L’impronta è chiara: materie prime di qualità (la cinta senese è quella di Sergio Falaschi di San Miniato, premiato dal Golosario), pasta fresca fatta in casa, predilezione per la carne, preparazioni semplici ma con abbinamenti segno di una certa ricerca, la “toscanità” rintracciabile più nella provenienza delle materie prime che nei piatti veri e propri.

Tra gli antipasti segnaliamo la battuta di chianina, tartufo nero, uovo di quaglia e acciuga, ma sono i primi a meritare la standing ovation.

Fantastici, delicati e saporiti contemporaneamente, i tortelli alla melanzana e scamorza con pinoli e ramerino, più decisi i pici toscani con salsiccia di Siena e carciofi. Avanti con la succulenta rostinciana di cinta senese d.o.p. con patate, con la classica fiorentina o con la tagliata di bisonte canadese con patate gratinate al pecorino monalisa.

Da non perdere i dolci: Tonkaffè e semifreddo di cantucci.

Note piacevoli anche nella carta dei vini, con molte proposte a bicchiere, numerose mezze bottiglie, una buona varietà di etichette e un ricarico accettabile oltre a una selezione di birre artigianali, e nella possibilità di utilizzare la doggy bag, segno di una sensibilità alla lotta allo spreco che va premiata.
Le note spiacevoli? Nessuna, ma certamente i fratelli Perin sapranno migliorarsi ancora. Bravi!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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