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Elisa e Fausto il ristorante in frazione Settecà di Valdastico

Paolo Massobrio | 09-03-2018

Un posto galeotto per piatti di carne e pesce di valore, dall'ottimo rapporto qualità/prezzo

È stata una sorpresa questa sosta di Valdastico, o meglio nella raccolta frazione Settecà (Via S. Caterina, 11). Che è il nome del ristorante di Elisa e Fausto (tel. 0445 705252): una bomboniera, col camino acceso all’ingresso, dove c’è il banco bar rotondo. Un biglietto da visita di un posto galeotto, costruito pezzo dopo pezzo da questa coppia di appassionati che alla vista sembrano dei giovincelli.

In realtà Fausto, il cuoco, ha una carriera prestigiosa alla spalle, avendo raggiunto anche le vette stellate, mentre Elisa è una graziosa, vera padrona di casa, che ha tutto ciò che noi desideriamo in un locale. Per esempio una carta dei vini a bicchiere, con otto referenze, fra cui un bravo produttore friulano e uno sconosciuto della zone che anima, coi suoi prodotti, la doc Breganze.

La carta dei vini avrà etichette anche importanti e qualche chicca scovata dalla coppia. Il menu ha prezzi da periferia estrema (Valdastico lo leggi in autostrada, ma non è proprio vicino a Vicenza, è una trentina di chilometri più in là), ma il loro valore, se fossero in una grande città, sarebbe il doppio.

Gli antipasti a 8 euro in media annoverano una portata incredibilmente buona: la trota salmonata dell’Astico affumicata in casa con sedano olio e limone. Fantastica! Curiose le lumache nel coccio in salsa di zafferano, accanto a salumi pregiati e pesce (tartare di tonno, carpaccio di branzino).
Fra i primi è piacevolissimo il ragù di fagiano, anatra e faraona che condisce i tagliolini; buoni gli gnocchi di patate in salsa di astice. Altri piatti: i bigoli al torchio col guanciale stagionato, i tagliolini di pasta fresca allo steccherino bruno (un fungo), la vellutata di patate e orzo.
Ai secondi merita l’equilibrato baccalà alla vicentina con polenta, ma anche il petto di fagiano lardellato alla salvia con polenta onta. I bocconcini di coniglio trovano un loro equilibrio con l’ottima purea di accompagnamento. Ci sono anche soluzioni di pesce: composizione di coda di rospo con patate e carciofi; padellata di gamberi e fagioli nostrani brasati. Da provare, la prossima volta, il filetto di maialino scaloppato con radicchio di Treviso.

Chiusura con una fragrante millefoglie di cialde al caffè e mousse di cioccolato bianco, meglio del sempliciotto giandujotto dal cuore morbido con passata di lampone. Siamo alle soglie del faccino radioso, in un posto dove vorremmo tornare a ogni stagione. Bravi!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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