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La Stazione vi dice: fermatevi!

Paolo Massobrio | 08-12-2016

A Roma un locale caldo, di design, con un menu essenziale e sorprendente

Il dibattito fra i collaboratori su questo e quel locale di Roma è sempre vivo ed è giusto che sia così. Si parla con simpatia del Retrobottega di via della Stelletta, ma il locale è proprio angusto, con un banco per poche persone e una saletta in fondo con 8 coperti che però devono accettare il menu degustazione. Il locale è aperto dalle 8 alle 23 e i piatti che escono hanno una bella faccia, come quella dei giovani, pieni di entusiasmo che conducono questo locale.

Siamo poi tornati al Glass, su cui merita fare una riflessione a parte, invece subito andiamo a parlare della Stazione di Posta, che dopo l’uscita di Marco Martini (oggi al The Corner), sta vivendo un’avventura che ci ha conquistati con lo chef Luigi Nastri. La Stazione di posta è in largo Dino Frisullo (tel. 065743548) in zona Macro Testaccio. Arrivi e i lavori in corso danno l’idea di una zona un po’ desolante. Poi varchi le porte di quello che era il Mattatoio e ti trovi in uno spazio di grande respiro, dove posteggiare l’auto. Anche vicino a quel locale luminoso con le belle vetrate che è appunto La Stazione di Posta.

Un locale caldo, di bel design, con le poltrone al centro che invitano a un aperitivo e i tavolini (un po’ traballanti) nei perimetri del locale. Il posto ci è piaciuto molto, ma ancor più la cucina, che si ordina da un menu essenziale, senza misteriose portate o chilometrici elenchi. Cinque gli antipasti, dove il "vitello tonnato dopo un viaggio in Giappone" sarà di tenera carne che avvolge la salsa a formare delle caramelle immerse nel delicato brodo dashi. Il piatto più sorprendente dell’anno. Straordinario.
Per noi anche l’ottimo coniglio sedano rapa alla cacciatora, mele e curry, oppure involtino di crudo di manzo con senape caprino e rape.

Fra i primi i plin cacio e pepe con aringa affumicata e bottarga saranno altrettanto invitanti, accanto a spaghetti aglio nero anemoni e mandorle, pasta allo scoglio con cicoria e lattuga di mare, fusilloni con rigaglie di pollo e patate e risotto. Davvero ottimo il pesce bianco con brodo di limone e ricci di mare, fantastico il manzo alla cenere con broccoletti e patate, buono l’uovo alla liquirizia con cavolfiori e arancia.

A questo punto i dolci sono una curiosità fondamentale. Ed eccoci appagati con riso al latte affumicato con nocciola e cioccolato, il babà e il dolce bianco. Questo locale ci ha regalato tutti piatti perfetti, una selezione curiosa di vini a bicchiere e una carta con tante belle novità. I prezzi sono impegnativi, ma non vi pentirete. Poi ci sono i menu 4 Passaggi a 60 euro, 6 Passaggi a 85 euro e Carta Bianca con 8 portate a 100 euro. Andateci!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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