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Da U Titti: la mia preferenza

Paolo Massobrio | 01-08-2019

Nel borgo antico di Lingueglietta, sopra Cipressa

A quelli che in questi giorni mi chiedono dove andrei a mangiare nel Ponente Ligure la risposta è questa: da U Titti.
Un ristorante grazioso e raccolto, che alla fine della cena m’ha fatto guardare negli occhi i miei amici e collaboratori per dire: è stato tutto perfetto. La perfezione della corona radiosa appunto che viene calata in questo luogo meraviglioso.
Ma U Titti merita non solo per la cucina, ma per il contesto. Questo è un borgo medievale di straordinaria bellezza, che appena arrivi sei portato a girare restando ammirato.
Il ristorante è quasi all’ingresso e il suo dehors sulla vallata non passa inosservato. È il posto ideale dopo una giornata di mare, che altro desiderare.

In cucina c’è Riccardo Farnese mentre in sala c’è la graziosa moglie Chiara Viola, che m’ha portato una bottiglia stupenda e a me sconosciuta: la Ginestraia di Cervo (Im), autrice di un Vermentino e di un Pigato perfetti come la cucina di Riccardo.
La sala da pranzo è elegante, con i tavoli tondi dove arrivano i piatti di un filologico menu alla carta (4/5 piatti per portata).

Via dunque con il rombo marinato nell’arancia sanguinella, con carota, rabarbaro zucca e olive verdi, ma che dire degli scampi con patate, testina di vitello e maionese affumicata? Altri due antipasti erano il diaframma con mandorle, sedano, sesamo nero, kumquat e foglie di cappero e l’anatra con mela cotogna, cicoria, noci e topinambur. Tutto più che eccellente, ingegnoso negli accostamenti.

Fra i primi meritano il raviolo di formaggio fresco di capra con vongole, olive taggiasche, mandorla di mare e pompelmo rosa e le eliche al ragù di coniglio grigio di Carmagnola, con peperoni e liquirizia, che sarebbe da portare alla prossima sagra del Peperone. Merita menzionare anche le orecchiette di grano arso con guancia e trippa di baccalà, fave e carciofi e i passatelli all’astice in salsa di acciuga e broccoli.

Ai secondi scegliete la rana pescatrice con crema di patate arrostite, emulsione ai ricci di mare, cipollotto fresco e tamarindo oppure la pancia di agnello con ricotta di pecora al forno, cicoria ripassata e ciliegia.

Sarete felici (anche per i prezzi, visto il valore di questa cucina) con i dolci: Nocciola con Marsala, gelato alla farina di polenta e cioccolato oppure Cremoso al mascarpone con cioccolato, camomilla, sedanorapa e chinotto.

Per me è stata una delle migliori cene dell’anno. E adesso? TUTTI DA U TITTI!

Ristorante Da U Titti
via francesco Dolmetta, 2
Lingueglietta (IM)
tel. 0183 754510 - 339 887 7614

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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