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A Lesa un’oasi nel verde

Paolo Massobrio | 28-07-2016

Ecrudo, tra piatti di carne e di pesce all'interno di un menu curioso

Lesa (No) è un paese sul lago Maggiore, di quelli carini, dove caso vuole ci siano sempre stati dei buoni ristoranti. Quello che siamo andati a provare è tuttavia una novità. Bisogna scendere nella parte sulla destra se arrivate da Arona, in direzione lago e cercare i campi da tennis. Qui un tempo c’era un circolo; oggi gli spazi sono occupati da una scommessa dedicata alla ristorazione, che siamo certi avrà i suoi consensi. Nei due edifici sale per convention, ma anche grandi spazi sui prati e un locale lounge bar con terrazza. Insomma lo spazio non manca. Anche la cucina è ampia ed è sotto la direzione di David Toscano, che ha passato una vita in Spagna ed ora è qui, a raccontare la cucina dell’Ecrudo (via Rosmini - tel. 032276974).

Il menu è subito curioso e porta i macronomi delle materie prime. Se scegli Pesce, ad esempio, ti portano una tartare col pescato del giorno; il Manzo è marinato e arrostito, servito freddo con ripieno di verdure. Poi il menu ha una parte di È Crudo sempre e una di Storie d’Estate e noi abbiamo scelto, con soddisfazione Robiola, un pasta ripiena con paté di olive e basilico.

Ma prima, il gentile ragazzo che ci ha serviti ci fatto assaggiare una serie di amuse bouche col pane fatto da loro (farina Petra). Da provare il baccalà mantecato con polenta e pane croccante, preso dal menu “Sempre”. Ottimo il pesce persico impanato, adagiato su un risotto cotto alla perfezione. Gradevolissimo il filetto di maiale ripieno di datteri e toma ossolana, servito su una composta di albicocche liquida e una serie di verdure avvolte nel lardo. C’era anche il luccioperca in trancio con i piselli e l’anatra alle cinque spezie e salsa all’ananas.

I piatti che trovate sempre, annoverano anche il Fassone in pavè alle erbe e il foie gras d’anatra con composta di frutta, in piccola o grande degustazione.

La carta dei vini è limitata, ma cambia spesso, grazie al rapporto con un’enoteca ed ha sempre etichette all’altezza di questa cucina che ci è piaciuta. È nel segno della leggerezza, ma anche della riconoscibilità dei gusti. Ai dolci, un brownie con mousse di gianduia e crema caffè e la crème brûlée. Un posto dove volentieri, torneremmo ancora.

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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