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La sosta all'Osteria della Madonna di Pavia

Paolo Massobrio | 27-10-2017

Nel centro storico di Pavia, questa osteria piena di calore con tante salette, che propone un menu ghiotto

Col suo piatto di cucina padana, l'anatra confit, il cuoco Tino Scardamaglia è arrivato terzo al festival dei cuochi di Sanremo. E mi ha incuriosito. Così una domenica sera, rara avis, siamo andati a Pavia, all’Osteria della Madonna (via dei Liguri, 28 - tel. 0382 302833 - www.osteriadellamadonna.it), una vecchia realtà del centro storico. Ma non temete per l’auto: si posteggia nella via dove c’è il mitico ponte di legno, proprio nei pressi. Poi una piccola salita e dopo trecento metri siete in questa vecchia osteria, aperta da Pompeo Rotondi e oggi gestita dalla figlia Valentina che è in sala.

Un locale sempre pieno di gente, che si divide in una teoria di sale al piano o nel seminterrato. Ambiente pieno di calore e un menu ghiotto. Sulla carta dei vini secondo noi le idee non sono chiare: poco territorio e qualche etichetta importante.

Il menu è vario e come entrée servono un salame buonissimo fatto dal padre di lei. Peccato per lo gnocco fritto, un poco molliccio e lontano dai ricordi dei campioni che fanno in Emilia.

Sui primi è stato un bell’inizio ordinare la pasta e fagioli alla Peo, così come i ravioli neri con baccalà. Buoni anche gli gnocchi di barbabietola e zucca con cime di rapa e zabaione al gorgonzola. La prossima volta ordiniamo la zuppa pavese con brodo di gallina, pane, grana e uovo.

Fra i secondi è ghiotta la faraona disossata ripiena con contorno di verdure e patate, ma eccellenti anche i lattughini di rombo con farcia al gambero sul suo fumetto di zafferano con finferli e olio alla 'nduja. E’ arrivato anche lo sformatino con puzzone di Moena, porcini trifolati e petto d’oca affumicato. Molto buono, radioso.

Infine i dolci: per noi torta Goy, pasticcio di melanzana con ricotta al rhum e cioccolato, Foresta nera, soffiata al limone, crema catalana. Un’ottima sosta che ci fa dire “lo racconterò agli amici”.

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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